Si è spento a Roma a 89 anni l’autore della fotografia del film La battaglia di Algeri

27 Novembre 2013 20:480 commentiViews: 7

Si è spento a Roma a 89 anni l’autore della fotografia del film La battaglia di Algeri

Addio a Marcello Gatti amico del Premio Di Venanzo

A lui l’Esposimetro d’Oro alla Carriera nella 7^ edizione del 2002

L’associazione culturale Teramo Nostra, ideatrice e organizzatrice del Premio Internazionale della Fotografia Cinematografica Gianni Di Venanzo, piange la morte di Marcello Gatti, uno dei più grandi autori della fotografia italiani. Gatti fu premiato a Teramo nel 2002 nella 7^ edizione del Premio Di Venanzo: a lui la giuria assegnò l’Esposimetro d’Oro alla Carriera.

Gatti è morto ieri a Roma all’età di 89 anni. Era nato nella capitale il 9 febbraio del 1924 e qui aveva cominciato la sua lunga carriera nel cinema. Amico di Gianni Di Venanzo, con il quale collaborò in alcuni lavori, Marcello Gatti viene ricordato spesso per il film La battaglia di Algeri (1966) di Gillo Pontecorvo  che ottenne il Leone d’Oro a Venezia e 3 nomination agli Oscar grazie soprattutto alla fotografia sgranata e documentaristica che seppe realizzare l’autore romano.

Gatti vinse 5 Nastri d’Argento (per i film 16 ottobre 1943 (1960) di Ansano Giannarelli, La battaglia di Algeri di Pontecorvo, Sierra Maestra (1969) di Giannareli, Anonimo veneziano (1970) di Enrico Maria Salerno, Inganni (1985) di Luigi Faccini)  e fotografò due film nominati agli Oscar (oltre al capolavoro di Pontecorvo, anche Le quattro giornate di Napoli (1962) di Nanni Loy) e un altro che fu Palma d’Oro a Cannes Chroniques des années de braise (1975) di Mohammed Lakhdar-Hamina. Lavorò con tantissimi registi, tra gli altri con Lizzani, Polanski e Cosmatos. Per la tv fotografò il Mosè con Burt Lancaster, due serie de La Piovra di Luigi Perelli e i primi sceneggiati di Giani Morandi. Inoltre realizzò con il regista Nanni Loy la prima candid camera italiana Specchio segreto.

Con Pontecorvo girò anche Queimada (1969) (contribuendo a riportare sul set Marlon Brando dopo una litigata col regista) e Ogro (1980).

Una particolarità che lo ha legato all’Abruzzo prima di partecipare a Teramo all’edizione 2002 del Di Venanzo: sempre vicino agli ideali della sinistra Gatti venne arrestato nel 1943 per aver deturpato un ritratto di Mussolini e aver scritto frasi inneggianti alla pace sui muri di Cinecittà, per questo venne condannato a cinque anni di carcere, poi tramutati in confino da trascorrere nel paesino aquilano di Navelli. Vi rimase però soli pochi mesi perchè il crollo del regime fascista gli restituì subito la libertà. Molto attivo nel periodo della contestazione, nel 1968 occupò il Centro Sperimentale di Cinematografia con gli studenti e altri personaggi del cinema italiano come Bellocchio e Bertolucci.

Gatti è stato a lungo presidente dell’Associazione Italiana dei direttori della fotografia cinematografica (Aic).

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