Teramo e Provincia

Roseto. BREVI NOTE SULL’EVASIONE FISCALE

BREVI NOTE SULL’EVASIONE FISCALE

Abbiamo avuto modo, in altre occasioni, di sottolineare che la dimensione dell’evasione fiscale nel nostro Paese va oltre ogni ragionevole limite di accettazione, soprattutto, per le seguenti motivazioni:

-le cifre sul fenomeno, codificate dagli organi di controllo (Agenzia delle Entrate, Guardia di Finanza, ecc. ), in genere con bilanci ad anno solare, sono quasi sempre esagerate dalla farraginosità e complessità delle norme violate tanto è vero che, di solito, l’effettivo recupero da parte dell’Erario è di gran lunga inferiore all’accertato, con la logica conseguenza che, spesso e volentieri, si grida, invano, allo scandalo;

-si fa ben poco per scoraggiare il fenomeno con gli strumenti che hanno buone probabilità di successo, e cioè quelli che agiscono sull’atteggiamento culturale del contribuente medio, preferendo affidarsi all’arma sanzionatoria che, da sempre, porta a risultati modesti e insoddisfacenti;

– non si incentivano e non si potenziano gli organici dei settori dell’Amministrazione Finanziaria preposti all’accertamento e recupero delle imposte dovute con la conseguenza che quasi tutti noi, ogni tanto, ci proviamo a non pagare qualcosa (che sappiamo essere dovuta) aiutati dalla profonda convinzione che non sia tanto riprovevole e, inoltre, che con molta probabilità, nessuno lo scoprirà mai e, nel nostro intimo, potremo essere contenti per la totale assenza di sensi di colpa; atteggiamento inconfessabile, ma profondamente radicato in molti di noi;

-un ulteriore, inaccettabile “aiuto”, ci viene dal falso “alibi” con il quale tentiamo di far tacere la voce della nostra coscienza; alibi che suona, più o meno, così: siccome lo Stato non mi dà tutti i servizi che vorrei, io non pago poiché i miei soldi vanno a finire dove non devono; atteggiamento “di comodo”, oltreché stolto e pericoloso.

In conclusione a noi sembra che il problema della evasione fiscale nel nostro Paese abbia una connotazione particolare e non si possa (voglia) limitare a quel “minimo fisiologico” che, in tante Nazioni, è la normalità. Perché?

Ecco alcune possibili risposte:

– la nostra normativa fiscale è pesante, complessa e in continuo movimento;

– il problema “evasione” è demagogicamente strumentalizzato fino a sublimarsi in spregiudicati inviti, da parte dei politici (scusate, “politicanti”) di turno, a non pagare il dovuto perché lo Stato pretende troppo, oppure in sentenze che “assolvono” dal reato di frode fiscale, pur ribadendo l’obbligo di pagare;

– la consistenza reale del fenomeno, in effetti, non si conosce e questo ci ostacola molto poichè, come da sempre sostenuto nei suoi scritti dal grande Luigi Einaudi, “è importante conoscere per deliberare”;

– non è possibile, da un lato affermare che la “finanza” ha provocato seri danni all’economia reale e, dall’altro, continuare a tassare le rendite finanziarie molto meno delle case;

– sappiamo bene che in taluni periodi della nostra storia economica l’evasione ha tenuto in piedi il nostro sistema produttivo, ma i tempi cambiano e bisogna, necessariamente, adeguarsi;

– infine l’attività educativa sulle nuove generazioni può far nascere il legittimo orgoglio di aiutare il proprio Paese anche attraverso l’adempimento dei doveri fiscali, anziché affossarlo traendone indegno vanto oltreché illecito profitto.

Roseto degli Abruzzi, li 30 Novembre 2013

Michele NUZZO

OBIETTIVO COMUNE

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