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Martinsicuro. Melilla (SEL) Interrogazione a risposta scritta sullo stabilimento Veco di Martinsicuro

Interrogazione a risposta scritta

Al Ministro del Lavoro

Per sapere, premesso che:


La VECO Fonderia Smalteria S.p.A.  a Martinsicuro (TE) dal 1961 copre attualmente un area di 62’000 metri quadri di cui 23’000 coperti. Opera da sempre nel settore delle fusioni di ghisa ed è una delle più moderne ed attrezzate fonderie d’Italia. La produzione giornaliera è di circa 150 tonnellate  e dà stabile occupazione a oltre 160 unità tra diretti e indotti.

Dopo l’esposto in Comune da parte di alcuni abitanti delle vicinanze della fabbrica e la conseguente rilevazione dell’Arta, il sindaco di Martinsicuro, Camaioni, ha emanatoun’ordinanza (n. 185 del 13 settembre 2013) che impone alla Veco di adottare tutti i provvedimenti necessari al fine di rientrare nei limiti di legge sulla rumorosità prodotta dai propri impianti produttivi.

Conseguentemente a tale provvedimento sono stati ridotti i turni di lavoro da parte dell’azienda, (quello notturno cui venivano caricati i forni e dunque quello più rumoroso), con una perdita sulla produzione, stimato intorno al 20-25%.

L’azienda in una nota ha fatto sapere che con i turni ridotti diventa impossibile rispettare i tempi di eventuali nuove commesse mettendosi a rischio di pagare delle penali.

Un problema, quello delle emissioni acustiche, che parte da lontano, quando con l‘ormai noto emendamento della delibera 5 del 2007 si inserì la Veco in zona acustica 5, quella dove dovrebbero essere inserite le industrie. Il problema cruciale di una Veco in zona 5, riguarda la corretta creazione di aree contigue visto che la legge vieta la disposizione di fasce acustiche con differenze di decibel superiori a 5. Contro questa ordinanza l’azienda ha presentato ricorso al Tar, che dovrebbe pronunciarsi per il 20 novembre

Confindustria avrebbe scritto una lettera ai ministri dell’Ambiente Andrea Orlando e dello Sviluppo Economico Flavio Zanonato oltre che ai vertici regionali e provinciali, Comune, Arta e Asl per sollecitare un intervento immediato che sblocchi tale situazione.

La stessa Confindustria sottolinea che nel 2007 venne approvato il piano di classificazione acustica che poneva la Veco in classe quinta, cioè in zona industriale con meno vincoli, ma poi è rimasto tutto sospeso.

Anche i sindacati chiedono un adeguamento della disciplina che affronti il caso specifico della Veco, onde evitarne la chiusura. Gli stessi sottolineano come sia fondamentale adeguare il piano acustico e mettere a norma gli impianti produttivi, trovando un equilibrio tra la salvaguardia dei posti di lavori e la salute dei cittadini che vivono nella zona della fonderia e quella degli stessi lavoratori.

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Se non intenda convocare enti locali, vertici aziendali e sindacati per trovare una soluzione al problema e scongiurare il rischio di chiusura dello stabilimento Veco tutelando i 160 dipendenti e la salute dei cittadini residenti nell’area.


Roma novembre 2013        GIanni Melilla