Comitato contro l’aumento della Tarsu Roseto degli Abruzzi

2 Novembre 2013 22:370 commentiViews: 30

Comitato contro l’aumento della Tarsu

Roseto degli Abruzzi

Via Lombardia, 10 – Tel. 085-8944932

COMUNICATO STAMPA

Il 16 febbraio 2011 il Comitato contro l’aumento della TARSU, attraverso l’Ufficiale Giudiziario della Sezione distaccata del Tribunale di Atri, fece notificare al Comune di Roseto degli Abruzzi, in persona del Sindaco pro-tempore, Geom. Franco Di Bonaventura, al CIRSU SpA, alla SOGESA SpA e all’AIA – Abruzzo Igiene Ambientale – Società Consortile, un Atto Stragiudiziale di Diffida, alfine di promuovere di una “Class Action Procedimentale”contro l’aumento della “tassa di smaltimento rifiuti solidi urbani”.

Con quell’atto si chiedeva l’annullamento e/o la revoca della Delibera n. 75 del 30 giugno 2010 emanata dalla Giunta Comunale e della successiva Deliberazione n. 144 del 7 dicembre 2010 che si riferiva all’applicazione dell’aumento della TARSU per l’anno 2011, “per incompetenza dell’organo e violazione dell’art. 42 del Disegno di Legge 267/2000, nonché violazione dei principi di buona amministrazione, sviamento di potere, eccesso di potere per carenza e difetto assoluto di motivazione, che non consente la ricostruzione dell’iter logico seguito dall’organo per giungerealla imposizione di un tributo con efficacia retroattiva e manifesta ingiustizia”.

I promotori della “Class Action” in modo specifico invitavano e diffidavano il Comune di Roseto a deliberare l’annullamento e/o la revoca, previa sospensione dei pagamenti dei bollettini inviati dalla SOGET, dell’aumento della TARSU nella misura del 25% per gli anni 2010 e 2011.

Le somme che ogni famiglia è stata costretta a pagare in quegli anni, erano il risultato della cattiva gestione del servizio di Raccolta e Smaltimento dei Rifiuti degli anni precedenti, nel corso dei quali si sono verificati due successivi aumenti della TARSU, il primo del 60% ed il secondo del 25%, ambedue del tutto ingiustificati, in quanto condizionati dalla necessità di dare copertura ai “presunti” maggior costi dei vecchi e dei nuovi servizi di raccolta differenziata e Porta a Porta.

Pertanto, l’Amministrazione Comunale, invece di chiedere il pagamento degli arretrati, “deve annullare” gli aumenti della TARSU deliberati dalle precedentiGiunte Comunali, per un totale complessivo di circa 1.400.000 euro da restituire, a conguaglio, a tutti i Cittadini aventi diritto.

Tra l’altro, lagrave situazione debitoria accumulata dal CIRSU e dalla SOGESA ha provocato ingiustificate lievitazioni del costo di conferimento dei rifiuti “indifferenziati” in discarica da 55 a 220 euro per ogni Tonnellata.

La attuale Giunta Comunale di centrodestra, alla luce di come sono andate a finire le vicende amministrative del CIRSU e della SOGESA che hanno “confermato” la validita, giustezza e legittimità delle motivazioni addotte dai Cittadini ricorrenti a sostegno della “Class Action” e della richiesta del Comitato, ha l’obbligo giuridico, “ora per allora” di predisporre un atto amministrativo alfine di restituire alle famiglie di Roseto le somme richieste in più rispetto al giusto dovuto per la TARSU degli anni dal 2007 al 2012 e per la TARES dell’anno in corso 2013.

La stessa Amministrazione Comunale è altresì abbligata a porre in essere tutti i necessari atti al fine di “ripristinare un efficiente ed adeguato funzionamento del servizio di raccolta dei rifiuti solidi urbani, procedendo ad una valutazione attenta dei costi e dei benefici dell’affidamento del servizio in termini di efficienza, efficacia ed economicità della gestione, in presenza di una coclamata reiterata perdita di esercizio ed una perdita economica “notevole”, nonché in termini di ricaduta delle conseguenze sui Cittadini contribuenti, cui deriva una lesione diretta, concreta ed attuale, in partricolar modo derivante dai reiterati aumenti della TARSU e della TARES.

Pio Rapagnà – ex Parlamentare

Roseto degli Abruzzi, 2.11.2013

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