Teramo. Una nuova opportunità per la cultura in Abruzzo: le residenze artistiche

11 ottobre 2013 01:230 commentiViews: 5

Una nuova opportunità per la cultura in Abruzzo: le residenze artistiche

Si è svolto questa mattina presso l’Università degli Studi di Teramo il Convegno “Le residenze artistiche: uno strumento di supporto alla produzione”, organizzato da Electa Creative Arts in collaborazione con l’Università di Teramo e in particolare con la Facoltà di Scienze della Comunicazione.

Subito dopo il saluto del Magnifico Rettore Luciano D’Amico che ha sottolineato come produzione e cultura spesso visti come concetti quasi antitetici siano invece le due facce di una stessa medaglia, il convegno, moderato dalla Prof.ssa Raffaella Morselli Pro-Rettore per la cultura e il territorio dell’Università, ha visto nascere e crescere un vero e proprio confronto tra molteplici arti sul tema delle residenze,

Cosa sono le residenze artistiche? Eleonora Coccagna, Direttrice Artistica del Festival Interferenze e della stagione di danza Un altro punto di vistaspiega: “Attraverso la residenza artistica si mette a disposizione dell’artista uno spazio per le prove, vitto e alloggio, un supporto per la tecnica teatrale, a volte anche una data per proporre il proprio prodotto artistico al pubblico, si possono offrire date protette, in cui l’artista presenta i suoi lavori frutto di residenza ad un pubblico ristretto e selezionato che può evidenziare debolezze e punti di forza del suo percorso creativo. In Abruzzo la situazione, poverissima fino a qualche anno fa, oggi sta migliorando grazie all’impegno delle singole associazioni e di poche istituzioni illuminate. Electa negli ultimi tre anni ha creato Spazio K, una residenza artistica nell’ambito della danza d’autore e di ricerca, uno spazio condiviso, punto di incontro, confronto, crescita e osservatorio privilegiato dei processi creativi legati alla contemporaneità”.

Ha raccontato l’esperienza dell’AMAT (Associazione Marchigiana Attività Teatrali), Daniela Rimei, Coordinatrice di “Matilde”, “un progetto di residenza diffusa che coinvolge tutta la Regione Marche e che accoglie 15 compagnie che fanno parte della piattaforma. Matilde ospita personalità e vocazioni tra le più disparate, registi, compagnie di danza, artisti visivi, e a questi si dà l’aiuto di cui hanno bisogno, a volte di tipo promozionale, a volte di tipo logistico o economico, a volte si fa da intermediari facendo presente agli artisti le esigenze del territorio. Se nella stagione di Danza di Teramo quest’anno avrete Giulio D’Anna o Helen Cerina, Davide Calvaresi o la compagnia 7/8 chili è perché hanno potuto beneficiare del supporto di Matilde, che ha dato loro opportunità e visibilità”

“Le Residenze, di cui oggi in Italia si comincia a parlare con un certo interesse anche da parte delle Istituzioni, hanno i natali che pescano addirittura nell’‘800. spiega Alessandro Giovannucci, Dottore di ricerca e Docente di Musica e Comunicazione all’Università di Teramo “Nacquero infatti a New York nel 1890, anno in cui i coniugi Trusk, dopo la morte della loro giovane figlia, aprirono le porte della loro casa agli artisti offrendo loro uno spazio di incontro e creazione. Dopo oltre due secoli questa residenza artistica è ancora attiva, e questa è la dimostrazione della necessità di questi strumenti.”.

Le residenze, questi spazi fisici in cui gli artisti possono alloggiare e produrre, in un continuo processo di scambio creativo, si dividono in due tipologie i cui confini sono però spesso molto labili: “Le residenze creative caratterizzate da soggiorni brevi (7/10 giorni) in cui all’artista è data la possibilità di avere uno spazio prove,  fare laboratori, avere vitto e alloggio e a volte anche un budget più o meno consistente per la produzione dell’opera” spiega il prof. Fabrizio Deriu, Docente di Comunicazione Teatrale presso la Facoltà di Scienze della Comunicazione di Teramo “e poi ci sono le residenze organizzative, caratterizzate da periodi di soggiorno più ampi e da un diverso approccio, più stabile, di condivisione strutturata, studiate per sollevare gli artisti dalle problematiche gestionali lasciandoli liberi di concentrarsi esclusivamente sul processo creativo.”.

Massimiliano Scuderiarchitetto, critico e curatore d’arte, ha alle spalle anni di esperienza nel campo delle residenze artistiche nell’ambito delle arti visive e ha descritto lodevoli progetti in tutto il mondo: “Spesso sono gli stessi artisti che attivano le residenze per convogliare idee ed esperienze diverse. La produzione di cultura si sviluppa attraverso il lavoro comunitario e proprio il contatto stretto tra arti diverse, o anche il confronto con scienziati ha portato allo sviluppo di progetti di incredibile valore. Nel mondo ci sono esempi grandiosi di residenze, per esempio la Germania ha un progetto nazionale che movimenta ogni anno 70.000 artisti, in Svizzera un progetto residenziale accoglie per tre mesi gli artisti e per due gli fa sviluppare il loro prodotto all’interno dei laboratori del Cern di Ginevra. In Italia abbiamo alcuni esempi interessanti come il “Bivacco urbano” progetto di residenza giunto alla sua 6a edizione in cui artisti provenienti da ogni parte del mondo vengono ospitati in questo tram posizionato per strada in città, riprogettato internamente e trasformato in una abitazione in grado di accogliere gli artisti che così nel periodo di residenza condividono lo spazio quotidiano comune” Scuderi si augura che in Abruzzo e in Italia si giunga ad un processo di consapevolezza istituzionale rispetto a questi progetti, magari finalizzando la residenza allo sviluppo di un’opera che rimanga sul territorio e che sia il seme per lo sviluppo di altre attività.

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