Teramo. Il Patto che illumina l’Abruzzo/1. A Teramo si parla di costruire sostenibile con Med In Italy la casa tutta italiana che è arrivata terza alle Olimpiadi dell’architettura eco

7 Ottobre 2013 19:070 commentiViews: 13

Il Patto che illumina l’Abruzzo/1.  A Teramo si parla di costruire sostenibile con Med In Italy la casa tutta italiana che è arrivata terza alle Olimpiadi dell’architettura eco

La “casa che verrà” è già una realtà: possibile, realizzabile. Il Patto dei Sindaci della Provincia di Teramo (che insieme alle altre Province abruzzesi e alla Regione ha aderito al mese europeo dell’Energia) sta studiando  – insieme a tutte le amministrazioni locali – un modello di regolamento energetico comunale che serva a incentivare la realizzazione di edifici che non consumano e possono produrre energia. Abbattenendo i costi per chi ci vive e anche le emissioni di C02 in atmosfera.

“Progettare, costruire, ristrutturare riducendo i consumi” questo il tema della prima sessione della manifestazione Il Patto che illumina l’Abruzzo che si sta svolgendo oggi Teramo, lungo il viale dei Tigli, e che, accanto ai workshop tematici propone le esposizioni di aziende che a vario titolo si occupano di tecnologie “rinnovabili”.

A spiegare la casa ecologica, catalogata in classe Gold, dal Solar Decathlon Europe,  Chiara Tonelli, volto televisivo di Sky, autrice di programmi e format che coniugano architettura, innovazione e comunicazione e fra questi, appunto, “la casa che verrò”.  La Tonelli, PhD e ricercatore universitario in Tecnologia dell’Architettura all’Università degli studi di Roma tre, ha raccontato la storia del suo team e del progetto Med in Italy, un prototipo che oggi che viene esposto e mostrato in tutto il mondo. “Una casa italiana che fa tesoro della specificità del nostro vivere mediterraneo, delle nostre abitudini quotidiane ma che coniuga a questi aspetti una precisa ricerca architettonica e tecnologica che punta alla riduzione drastica dei consumi” ha affermato.

Un made in italy orgoglioso che ritroviamo anche nel progetto tutto teramano presentato dalla Helios Green Building da Ernesto Di Giovanni.Anticipando quanto previsto dalla legislazione Europea che lo renderà obbligatorio per le nuove costruzioni dal 2020, noi abbiamo già realizzato un condominio in classe A+ a Tortoreto e abbiamo progettato  un intero villaggio sostenibile: che non solo non consuma ma produce energia facendo guadagnare i condomini” ha spiegato.

Un’analisi dell’impatto che sta producendo sul territorio abruzzese il programma europeo del Patto dei Sindaci è stato proposto da Luciana Mastrolonardo, Architetto, Ph.D. in Progettazione Ambientale, che ha contestualizzato i temi della prima sessione della manifestazione rispetto alla realtà regionale e locale affrontando la questione delle leggi e dei regolamenti urbanistici. “Con il Patto la nostra regione sta recuperando il tempo perduto – ha detto – perché per molti anni si è fatto poco. Il modello del Patto è molto interessante perché vi è un’unica cabina di regia ma con un approccio che parte dal basso e che ha consentito di coinvolgere i Comuni e i cittadini”.

Oltre 70 interventi, circa 8 milioni di investimenti in tutti e 47 i Comuni e sul patrimonio provinciale, ma, soprattutto, la riduzione dei consumi energetici tradizionali e la spinta a regolamentarli incentivando e premiando chi costruisce “bio” e in maniera ecosostenibile..
Oggi, Teramo, è la provincia abruzzese dove si produce la maggiore quantità di energia da rinnovabile: il 35% del totale con 230 MK su 650 – ha sottolineato l’assessore all’Ambiente e all’Energia, Francesco Marconi – La Provincia, che insieme alle tre ATS costituite dai Comuni, si prepara a bandire tre gare europee per la sostituzione di tutti i punti luce pubblica con una sistema di “rete intelligente” sulla quale far viaggiare, oltre alla luce, anche i servizi, ha chiamato a raccolta esperti e tecnici per riflettere sulle future azioni da intraprendere”.

“Quando ci siamo insediati l’assessore all’Urbanistica Vincenco Falasca ci ha fatto rilevare che l’insieme dei Piani regolatori della provincia teramana e il nostro stesso Piano prevedeva uno sviluppo insediativo per 1 milione di abitanti, una follia. E’ stata la prima cosa sulla quale siamo intervenuti riducendo drasticamente la possibilità di consumo di suolo nel nostro territorio” ha chiosato il presidente Valter Catarra

Nella seconda sessione, questo pomeriggio,  si parla di “reti e città intelligenti” con uno dei più autorevole esperti italiani, Michele Vianello, ideatore e direttore fino al luglio scorso di VEGA, il Parco scientifico e tecnologico di Venezia. Come vicesindaco della città di Venezia, tra il 2005 e il 2009, ha promosso una massiccia opera di infrastrutturazione in banda larga e Wi-Fi del territorio comunale, avviando progetti di cittadinanza digitale e servizi digitali per i turisti. È animatore di gruppi di discussione web dedicati all’Ict e alla sostenibilità ambientale, svolge attività di formazione per enti e associazioni. Anche lui è affiancato da un abruzzese, il teramano Marco Santarelli, un esperto di reti e comunità intelligenti, che partecipa a numerosi progetti (Università di Chieti, Cnr) su ICT e TLC.

Protagonisti i Sindaci del Patto con i loro interventi,  i lavori già realizzati e la riflessione sui prossimi obiettivi.

“Quando ci siamo insediati l’assessore all’Urbanistica Vincenco Falasca ci ha fatto rilevare che l’insieme dei Piani regolatori della provincia teramana e il nostro stesso Piano prevedeva uno sviluppo insediativo per 1 milione di abitanti, una follia. E’ stata la prima cosa sulla quale siamo intervenuti riducendo drasticamente la possibilità di consumo di suolo nel nostro territorio” ha chiosato il presidente Valter Catarra

Da dove siamo partiti

Considerando i settori di interesse del Patto dei Sindaci, ovvero escludendo le attività industriali e agricole e i trasporti di lunga percorrenza (strade statali e autostrade), nel 2005 ciascun cittadino della provincia di Teramo era direttamente o indirettamente responsabile dell’emissione in atmosfera di 3,23 tonnellate di CO2. Oggi tutti e 47 i Comuni, grazie al supporto della Provincia, hanno misurato i loro consumi e sanno quando, come e dove consumano. Sulla base di questi dati i Comuni e la Provincia hanno approvato  i rispettivi Piani di azione per pianificare gli interventi che porteranno a raggiungere gli obiettivi del 20/20/20.

Il Patto dei Sindaci, è il principale movimento europeo di autorità locali e regionali impegnate ad aumentare l’efficienza energetica e l’utilizzo di fonti energetiche rinnovabili nei loro territori. Attraverso le tappe del programma ci si pone l’obiettivo di raggiungere e superare la riduzione del 20% le emissioni di CO2 entro il 2020. Per le sue caratteristiche – rete locale, modello partecipativo con i cittadini, sistema di relazione e confronto sulle buone pratiche è considerato dalle istituzioni europee come un eccezionale esempio di governance multilivello. Al fine di tradurre il loro impegno politico in misure e progetti concreti, i firmatari del Patto si sono impegnati a preparare un Inventario di Base delle Emissioni e a presentare, entro l’anno successivo alla firma, un Piano d’azione per l’energia sostenibile in cui sono delineate le azioni principali che essi intendono avviare. Al di là del risparmio energetico, i risultati delle azioni dei firmatari possono diventare strategici per obiettivi più generali come la creazione di posti di lavoro non subordinati alla delocalizzazione; un ambiente e una qualità della vita più sani; un’accresciuta competitività economica e una maggiore indipendenza energetica.

Teramo 7 ottobre 2013

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