Abruzzo

A 4 anni e mezzo dal terremoto del 6 aprile 2009, nessuna tra le 5 ATER della Regione Abruzzo, , ha provveduto sino ad ora a mettere in sicurezza antisismica gli alloggi

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A 4 anni e mezzo dal terremoto del 6 aprile 2009, nessuna tra le 5 ATER della Regione Abruzzo, nemmeno quella della Provincia di L’Aquila, pur essendo state Commissariate e avendo avuto nominati dal Presidente Chiodi specifici “Amministratori unici”, ha provveduto sino ad ora a mettere in sicurezza antisismica gli alloggi della Edilizia Residenziale Pubblica realizzati in zone e Comuni ad alto rischio.

Eppure, dopo un Convegno su “La sicurezza sismica dell’edilizia residenziale pubblica” promosso dalla FEDERCASA Nazionale, in collaborazione con l’ARET – Azienda Regionale Edilizia Territoriale d’Abruzzo – e svoltosi a Pescara il 14-15 luglio 2003, tale studio, è stato “rivisto e ampliato” per conto della Regione negli anni dal 2003 al 2006, “arricchito” da un dettagliato elenco di sopralluoghi e certificazioni con rispettive “schede tecnico-anagrafiche” di accompagnamento per ogni singolo alloggio e annotati i lavori da eseguire con le spese da affrontare: ciò nonostante, nessun intervento dimessa in sicurezza antisismica è stato mai effettuato.

Torna, perciò in grande evidenza, lo studio-indagine sullo statodi sicurezza antisismica” di buona parte dei 23.850 alloggi pubblici della Regione Abruzzo, effettuato, rivisto e ampliato dalleSocietà “Collabora Engineering” e “Abruzzo Engineering” negli anni 1995-98 e sin dal 1999 in possesso degli Assessorati regionali ai Lavori Pubblici, alla Politica della Casa e alla Protezione Civile.

La immediata e concreta “disponibilità” dei dati elaborati da Abruzzo Engineering” darebbe un vero e proprio scossone rispetto alla elaborazione e approvazione di un intervento “serio e strategico” dimessa in sicurezza antisismica degli alloggi pubblici costruiti in zone di acclarato alto e altissimo rischio sismico econsentire ai “soggetti attuatori” della ricostruzione di realizzare in tempo utile una “serio e tempestivo” intervento sugli alloggi danneggiati dal terremoto del 6 aprile 2009 e lanciare una efficace e concreta “Campagna Casa sicura” su tutto il territorio regionale, perrendere più sicuri gli alloggi e gli edifici pubblici rispetto ai rischi sismici incombenti, onde prevenire ed evitare ulteriori tragedie.

Che fine hanno fatto, e come sono state utilizzate le “risultanze, le conclusioni e le proposte” del lavoro della Società “in housing” Abruzzo Engineering? Perchè non è stato fatto nulla in Abruzzo in merito alla “messa in sicurezza preventiva” delle abitazioni pubbliche delle ATER e dei Comuni realizzate in zone sismiche?

La Regione Abruzzo, l’Assessorato competente e le ATER, senza alcuna “assoluzione postuma” per l’ATER ed il Comune di L’Aquila, hanno “ora e subito” la responsabilità ed il compito di “esaminare” le carte ed i documenti tecnici prodotti per “rendere operativo”, anche all’interno della “Legge Organica ad hoc” sulla ricostruzione, un piano regionale di intervento per “consolidare e mettere in sicurezza” gli alloggi popolari, nei rispettivi Comuni:

Gli alloggi sui quali “intervenire”, nei principali Comuni della Regione Abruzzo e del cratere sono i seguenti: 2.945 a L’Aquila; 1.619 ad Avezzano; 1.294 a Sulmona; 715 in Provincia di Teramo;875 in Provincia di Chieti; 358 in Provincia di Pescara.

Pio Rapagnà – ex Parlamentare

L’Aquila, 6.9.2013


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