Italia. CIRCHI, BRAMBILLA: CHIAREZZA SUI FONDI PUBBLICI A CIRCENSI CONDANNATI PER MALTRATTAMENTO DI ANIMALI

I contributi del Fondo unico per lo spettacolo non possono andare a titolari di imprese circensi condannati per reati o sanzionati per la violazione di norme sulla protezione animale. Lo ricorda, in un’interrogazione al ministro dei Beni culturali, l’on. Michela Vittoria Brambilla, notando – su “preziosa” segnalazione della Lega anti vivisezione – che nell’ultimo decreto di ripartizione, n.977 dell’11 luglio 2013, firmato dal direttore generale Salvatore Nastasi, sono riportati i nominativi di tre titolari di circhi già condannati e di due famiglie circensi i cui circhi sono stati sanzionati dai Comuni.
Parla chiaro l’art.7 del DM 20 novembre 2007 che disciplina l’erogazione dei fondi: “Per i contributi al settore circense, la decadenza è disposta anche nel caso di condanna definitiva per i delitti di cui al titolo IX-bis del libro II del codice penale, o di ogni altra violazione di disposizioni normative statali e dell’Unione europea in materia di protezione degli animali”.
L’on. Brambilla ringrazia dunque la Lav, per aver individuato, con un paziente lavoro d’indagine, I circensi già condannati o sanzionati e chiede “la ragione per la quale non sono evidentemente stati svolti i controlli per rispettare l’articolo 7 comma 2 del D.M. 20 novembre 2007 citato. Sulla base di quali ricerche e documentazione il Ministero ha finora proceduto negli anni precedenti e come intende procedere all’assegnazione nei prossimi anni; quali dei circhi colpiti da sanzioni hanno visto assegnarsi fondi non dovuti; se il ministro non ritenga doveroso e urgente disporre la revoca dei finanziamenti assegnati; se non ritenga importante destinare queste o altre risorse alla costituzione di un proprio Fondo per la custodia degli animali sequestrati o confiscati ad attività circensi, visto che finora tali spese gravano per lo più sulle associazioni di protezione degli animali”.
“Da tempo – sottolinea l’ex ministro – mi batto perché siano esclusi dal finanziamento pubblico i circhi che utilizzano animali. Ma, se le indicazioni sono confermate, in questo caso siamo di fronte ad una violazione delle norme vigenti, assolutamente inaccettabile”.