C’era una volta a Chieti un piccolo e dignitoso fontananino sistemato all’l’intersezione fra l’inizio di via dei Saponari con via A.Herio.

21 Agosto 2013 23:550 commentiViews: 11

L’amministrazione comunale della città, nel 2011 programmò i lavori di sistemazione a verde, di aree minori sparse e di quelle a corredo delle zone di transito pedonali e viabili.

L’inizio dei lavori programmati nel mese di marzo 2012, iniziarono nel mese di luglio.

Il termine dei lavori previsto per il mese di novembre 2012, ad Agosto di quest’anno, non si capisce quando termineranno…

Il progetto approvato, dell’importo di 305mila euro,è quello di Staniscia Arch. Stefania di Atessa CH.

In questo spazio limitato verrà realizzato il nuovo progetto composto da:

un luogo di sosta con sedute, fontanino, leggio, prato, muretto di protezione a valle e siepe di filtro con il marciapiedi di via Herio.

Questa idea viene realizzata in una zona fra le più rumorose ed inquinate della città.

Vi immaginate quanti cittadini faranno la fila, per utilizzare questo terrazzo soleggiato, inquinato, scomodo per sedersi, perché al posto delle normali panchine c’è un muretto…?

Se un progetto viene approvato, significa che c’è stata una discussione fra persone competenti che hanno ritenuto valido e necessario la realizzazione.

I cittadini vogliono rivolgere alla Progettista e direttore dei lavori, Staniscia Arch. Stefania:

Chi l’ha ispirata nel realizzare questo progetto?

Il leggio a cosa serve? Perché invece delle comode panchine ha preferito far sedere le persone su un muretto? Perché la nuova fontana è “ sgueméce” termine dialettale che significa “ senza forma”, quando è normalmente rotonda? Perché aveva progettato un muro molto alto che avrebbe coperto il panorama, che in seguito è stato abbassato, ma non tanto da essere a livello con la strada e il marciapiedi, tanto è vero che questa zona è in leggera salita? Furbizia per giustificare questo muro…?

Cari dirigenti, assessore, sindaco, avete fatto “ la prova seduta” per constatare se resistete al caldo e scomodità del muretto?

Vi siete accorti che il bellissimo panorama sulla valle del Pescara e Gran Sasso è invisibile per l’incuria nel potare gli alberi e rimuovere i cespugli?

Il fatto grave è che il progetto prevede altre due realizzazioni: parco Obletter a Chieti scalo, e la sistemazione di un’area alla villa comunale dove stavano gli animali.

Cara amministrazione, con i pochi soldi che avete nel cassetto, non è meglio rinunciare alle altre due sistemazione ed i soldi risparmiati utilizzarli per opere più urgenti?

Luciano Pellegrini

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