Abruzzo, Italiani all'Estero

Abruzzo. LUIGI FINOLI, UN ABRUZZESE SUL TITANIC.

NOTA: nel mio continuo ricercare atti di eroismo e sacrificio del mondo del Lavoro e dell’Emigrazione  mi imbatto, spessissimo, in vicende molte volte assolutamente sconosciute.

Vicende che ritengo doveroso rendere di pubblico dominio. Vicende che possono arricchire, secondo me, il patrimonio storico e culturale, come in questo caso, della nosta regione.

Per questo intendo fornire dati, documenti e foto delle varie vicende.

Geremia Mancini

LUIGI FINOLI UN ABRUZZESE SUL TITANIC.

La vicenda del TITANIC, transatlantico definito “inaffondabile”, è certamente nota a tutti.  Il TITANIC durante il suo viaggio inaugurale (da Southampton a New York), entrò in collisione con un iceberg alle 23:40 di domenica 14 aprile 1912. L’impatto provocò l’apertura di alcune falle lungo la fiancata destra del transatlantico che affondò 2 ore e 40 minuti più tardi spezzandosi in due tronconi.

Nel tragico naufragio persero la vita 1518 dei 2223 passeggeri imbarcati compresi gli 800 uomini dell’equipaggio; solo 705 persone riuscirono a salvarsi (alcuni dei quali morirono subito dopo essere salvati dalla prima nave che rispose all’S.O.S. il Carpathia), 6 delle quali salvate fra la gente finita in acqua.

Questa è la vicenda conosciuta ai più grazie a libri, ricerche e film dedicati alla vicenda.

Quello che nessuno, o pochissimi, sanno è che sul TITANIC vi era un abruzzese.

Infatti il 10 aprile di quel tragico 1912 a Southampton si imbarco, fra gli altri, Luigi Finoli nato ad Atessa (Ch) il 10 settembre del 1877 da Vincenzo e Carolina Carnevale.

Luigi Finoli si imbarcò sul Titanic in Terza Classe.

Luigi Finoli precedentemente era arrivato negli Stati Uniti nel 1905 ed aveva sostato come tutti gli altri emigranti ad Ellis Island.

Negli Stati Uniti aveva sposato un’alta emigrante italiana Rosa Ciccone.

E’ assai probabile che dopo una breve sosta in america fece ritorno in Italia per poi, immediatamente, far ritorno negli Stati Uniti, dove risiedeva a Philadelphia in Pennsylvania, e questo accadde il 15 luglio del 1906.

Luigi Finoli nel 1912 si imbarcò sul Titanic per far ritorno negli Stati Uniti, dopo essere stato in Italia per far visita ai propri famigliari. Assai probabile per un lutto famigliare.

Trovò la sua salvezza dalla tragedia del Titanic perchè riuscì a salire sulla scialuppa n.15.

Luigi Finoli potrà raccontare, anche lui,  per anni di aver sentito suonare il ” “NearerMy God, To Thee” (in italiano: Più vicino a te, mio Dio) mentre la sua scialuppa si allontanava dal TITANIC che tristemente affondava.

E’ anche questa una storia, una delle tante, della nostra dolorosa e dura emigrazione.

geremia mancini segretario confederale ugl

Documenti:

Foto di Luigi Finoli da un documento del 1922 quando partito da Napoli fece ritorno a New York ( 9 maggio 1922) probabilmente sulla nave “Colombo”.

Una lista dei passeggeri del TITANIC recuperati dalla nave Carpathia dove appare il nome di Luigi Finoli.

Solo quattro gli italiani sopravvissuti: tre uomini e una donna. Antonio Martinelli, morto ottantanovenne a Isernia nel giugno 2001 e portato ancora in fasce in Italia dalla madre che aveva poi deciso di tornare negli Stati Uniti. Luigi Finoli, nato ad Atessa (in provincia di Chieti), imbarcato come passeggero di terza classe e salito sulla scialuppa di salvataggio n. 15. Emilio Ilario Giuseppe Portaluppi originario di Arcisate (Va), emigrato negli Stati Uniti dove aveva sposato una connazionale da cui ebbe una figlia. Imbarcato sul Titanic col biglietto di seconda classe fu raccolto dal Carpathia, il transatlantico inglese che portò in salvo i naufraghi. Ad Alassio, dove viveva e dove è scomparso ultranovantenne nel 1974, il 15 aprile di ogni anno festeggiava l’anniversario del naufragio del celebre transatlantico della White Star.

Si salvò anche una donna, la ventiquattrenne Argene Genovesi, che viaggiava col marito Sebastiano Del Carlo in seconda classe. Era riuscita a salire sulla scialuppa n. 11 e fu soccorsa dal Carpathia. Il marito morì, ma lei, che era incinta, diede alla luce una bambina doverosamente chiamata Maria Salvata, morta novantaseienne nel 2008 ad Altopascio.

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