Teramo e Provincia

Roseto. In merito alla “vertenza TARSU” ancora in atto

In merito alla “vertenza TARSU” ancora in atto relativa agli ingiustificati aumenti delle tariffe deliberati nel 2008 e nel 2010 dalla allora Amministrazioni Comunale di centrosinistra, la Lista Civica Città per Vivere ha chiesto all’Assessore al Bilancio e Vice-Sindaco Alfonso Montese, di predisporre un atto amministrativo ad hoc alfine di consentire la restituzione alle famiglie di Roseto delle somme versate in più rispetto al giusto dovuto, attraverso la registrazione a ruolo delle eventuali differenze, da far valere “a conguaglio” sulle quote di acconto richieste come TARES per l’anno in corso 2013.

I Cittadini di Roseto degli Abruzzi, attraverso il Comitato contro l’aumento della TARSU, hanno contestato sin dalla loro entrata in vigore gli aumenti, ritenendoli “abbondantemente gonfiati” in quanto non corrispondenti alle spese effettivamente sostenute dal Comune per coprire il costo complessivo del servizio di raccolta e smaltimento dei Rifiuti Solidi Urbani affidato al CIRSU-SOGESA.

Se l’importo annuale della TARES che i Cittadini dovranno pagare per il 2013 dovesse essere uguale alla TARSU pagata per gli anni dal 2008 al 2012, ne conseguirebbe che “anche” le somme richieste attraverso la nuova tassa risulterebbero “gonfiate” come quelle dalle tariffe precedenti.

Infatti, le modalità ed i criteri di calcolo e di determinazione delle somme che ogni famiglia sarà costretta a pagare per l’anno 2013 sono il risultato e la conseguenza economica dalla cattiva gestione del servizio di Raccolta e Smaltimento dei Rifiuti degli anni precedenti da parte del CIRSU-SOGESA, in particolare negli anni 2007-2008-2009, nel corso dei quali si è verificato un primo e “clamoroso” aumento del 60% della TARSUed una “improvvisa lievitazione” della tariffa – da 55 a 220 Europer ogni Tonnellata di rifiuti conferiti dal Comune di Roseto.

L’incredibile incrementodella TARSU, e di conseguenza della nuova TARES è quindi “oggi come allora” da considerarsi del tutto ingiustificato, in quanto ancora “condizionato” dalla necessità di dare copertura ai “presunti” maggior costi dei vecchi e dei nuovi servizi di raccolta differenziata e con il metododel “Porta a Porta”.

Dati alla mano, i versamenti effettuati dal Comune di Roseto al CIRSU nel periodo compreso tra luglio 2009 e agosto 2010 sono stati pari a3.697.532,32Euro, mentre la formazione del “ruolo ordinario” relativo alla TARSU per l’anno 2010 è stata “attivata” con la registrazione di un totale di5.088.449,71Euro, con una differenza in più di 1.390.971,39 Euro che i cittadini sono stati costretti a pagare.

Alla luce di quanto successivamente accaduto con l’avvento della “nuova” maggioranza di centrodestra, si evidenzia la costanza di un servizio di raccolta e smaltimeto dei rifiuti solidi urbani sempre più “costoso”, mentre, per tutta una serie di misteriose vicende politiche e gestionali, è stata “gettata alle ortiche” la possibilità di fruire di un polo tecnologico “di eccellenza” come quello realizzato a suo tempo, con finanziamenti anche europei, dal CIRSU e dalla Regione Abruzzo in Località Grasciano nel Comune di Notaresco.

Per questo, la attuale Amministrazione Comunale, prima di iscrivere a ruolo i nuovi importi della TARES per l’anno 2013, “deve annullare” in autotutelagli aumenti della TARSU del 60% e del 25% deliberati dalla Giunta Comunale del Sindaco Franco Di Bonaventura, con il competente apporto degli allora Assessori succedutisi al Bilancio, Enio Pavone (attuale Sindaco di centro-destra) e Teresa Ginoble (candidata Sindaco del centro-sinistra e attuale Consigliere Comunale del Partito Democratico).

Pio Rapagnà – ex Parlamentare

Roseto degli Abruzzi 19.7.2013

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