Bellante. Centinaia di persone ieri sera alla performance dell’artista che scolpisce le pietre e le fa suonare.

27 Luglio 2013 15:330 commentiViews: 10

“Le pietre hanno memoria, sono il cuore della materia e anche della tecnologia: silicio, quarzo senza la pietra non ci sarebbero i processori. Dentro c’è il disegno dell’Universo per questo dobbiamo ascoltarle” ha affermato Pinuccio Sciola

Il sindaco Di Pietro: “Un messaggio forte, un manifesto, che raccogliamo per costruire il nostro progetto culturale: salvare le nostre pietre, quelle dei borghi, dei monumenti, delle montagne per salvaguardare e promuovere la nostra identità”.

Ripattoni ha vinto la sua piccola scommessa: ieri sera centinaia di persone sono venute nel piccolo borgo di Bellante per vedere e ascoltare Pinuccio Sciola. Un artista con opere e progetti sparsi per il mondo, che collabora con architetti come Renzo Piano, la cui attività artistica, nel suo paese d’origine, San Sperate, paese-museo, ha attirato l’attenzione dell’Unesco che lo ha invitato in Messico lavorando con il maestro muralista David Alfaro Siqueiros per la realizzazione dei grandi murales di Tepito, patrimonio dell’umanità.

Presentato dal direttore artistico Gianni Melozzi e dalla direttrice dei Musei Civici di Teramo Di Felice, Pinuccio Sciola, ha sorpreso tutti con una performance che si è trasformata in un “manifesto culturale” e che, proprio per questo, ha toccato le corde dei presenti.

Sciola, ieri sera, non ha solo fatto “ascoltare” le sue pietre – suonate con le mani e con archi di violino – ma ha tenuto una vera e propria conferenza invitando il pubblico ad interagire, raccontando cosa significa per lui la “pietra”, tema di Ripattoni In Arte 2013.

Le pietre sonore sono sculture simili a grandi menhir (principalmente calcari o basalti) che risuonano una volta lucidate con le mani o con piccole rocce. Le proprietà sonore delle sculture sono realizzate applicando le incisioni parallele sulla roccia. Queste sculture sono capaci di generare dei suoni molto strutturati, con differenti qualità secondo la densità della pietra e l’incisione, suoni che ricordano il vetro o il metallo, strumenti di legno e perfino voce umana.

“Tutte le pietre sono diverse e hanno un suono diverso, proprio come sono diverse le persone tra loro: le pietre conservano la memoria e sono la materia senza la quale la tecnologia non esisterebbero: fa vivere processori, computer, orologi; pensate al silicio e al quarzo. Quando l’ho capito ho iniziato un percorso che mi ha portato in tutto il mondo per scoprire i suoi segreti, i segreti della nostra memoria e della identità” ha detto ieri sera.

L’artista non vive sperduto tra le pietre e le stelle: molto intenso, infatti, è il suo impegno verso il “collettivo”, vero la “comunità”. “Il suo obiettivo è quello di dare una voce agli ultimi e di farla ascoltare anche a chi non ci crede, ai molti e ai pochi che ancora non hanno mai preso in mano una pietra per scoprire che al di là del senso comune, al di là del chiasso della vita quotidiana, le pietre sanguinano come gli uomini, ed esiste una voce flebile ma costante che ci chiama a nuova responsabilità. E ci dice che siamo qui per contribuire all’armonia dell’Universo” cosi ha scritto di lui Alessandra Pani.

Un messaggio forte che raccogliamo per costruire il nostro progetto culturale: salvare le nostre pietre, quelle dei borghi, dei monumenti, delle montagne per salvaguardare e promuovere la nostra identità” ha dichiarato il sindaco Mario Di Pietro. “Ripattoni in Arte ha vinto la sua piccola scommessa, investendo in un progetto culturale che parte dalla forza della sua identità di borgo antico e dalla sua comunità così appassionata e attenta all’arte: il risultato di oggi non ci sarebbe senza l’associazione Bellantarte che questa passione la fa vivere tutto l’anno con i suoi interpreti locali e i suoi laboratori aperti a tutti. Confidiamo che, dopo il successo di questa edizione, Palazzo Saliceti possa diventare il grande contenitore di queste energie”.

La serata è proseguita con l’incontro con un tweet con Graziano Scandurra, il giovane fotografo che ha raccontato le “pietre” dell’Aquila con la mostra “L’aquila dorme triste su un letto di pietre” e con il concerto del duo vocale Elita Cistola e Luigia Di Silvestre (Istituto Superiore Musicale Braga).

Stasera in programma le sonorizzazioni musicali del duo Bonomo –Scenna e domani sera, sempre per la parte musicale, è in programma il concerto della Riccitelli “Ottoni sotto le Stelle”.

Le pietre sonore di Pinuccio Sciola sono state presentate per la prima volta nel 1997 a Berchidda (il paese natale del musicista Paolo Fresu), in Sardegna, sono state poi esposte alla Biennale europea di Niederlausitz presso Cottbus in Germania, all’Expo Internazionale di Hannover e a L’Avana. Il museo Müvèszet-Malom Szentendre di Budapest gli ha dedicato una grande mostra antologica. Nel 2003, a seguito della sua collaborazione con l’architetto Renzo Piano, una sua gigantesca Pietra Sonora viene scelta per la Città della Musica a Roma; altre sue opere sono esposte nella Piazza della Basilica inferiore di San Francesco ad Assisi e nell’Arsenale di Venezia

Bellante 27 luglio 2013

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