Teramo. 12 MAGGIO 2013 GIORNATA INTERNAZIONALE DELL’INFERMIERE- campagna nazionale contro le aggresioni del personale sanitario

12 Maggio 2013 09:070 commentiViews: 12

Non capita di rado leggere queste notizie nei quotidiani:

Un marocchino di 32 anni e una tunisina di 35, in stato di ebbrezza, hanno dato in escandescenze al pronto soccorso, dove si erano recati per farsi medicare. L’infermiere, picchiato, ha riportato lesioni guaribili in dieci giorni.” (18 febbraio 2013);

Non c’è la guardia giurata: infermiere aggredito da un paziente durante una visita ambulatoriale. L’episodio è avvenuto all’interno dei locali dell’unità operativa di Salute mentale di Castellammare in via Pietro Carrese” (9 marzo 2013);

La ferita lacero-contusa impiegherà diversi giorni per rimarginarsi del tutto anche se il ‘segno’ probabilmente resterà impresso a lungo sul volto di uno degli infermieri di turno presso il reparto di Psichiatria dell’ospedale San Timoteo di Termoli, un 46enne.” (21 marzo 2013);

È stato preso a calci e pugni perché – secondo l’aggressore – non svolgeva celermente il suo lavoro. È la disavventura capitata a un infermiere del pronto soccorso dell’ospedale San Paolo a cui è stata affidata una paziente giunta per un mal di testa.” (Bari, 25 marzo 2013);

Nell’ultimo mese, un medico e tre infermieri sono stati feriti da pazienti problematici, ubriachi o difficili. Il 22 febbraio, una ragazza ubriaca ha infilzato un paio di forbici nel braccio di un infermiere che cercava di calmarla e altre aggressioni sono state denunciate negli ultimi giorni” (Bologna, 28 marzo 2013);

Negano la precedenza ad un paziente: aggrediti all’ospedale di Sarno. Pestati un medico e due infermieri, all’ospedale Martiri del Villa Malta” (Salerno, 3 aprile 2013)

Si è presentato ieri mattina sotto casa della ex moglie e ha iniziato a gridare. Lei ha lanciato oggetti dalla finestra e i due sono poi venuti alle mani. I poliziotti hanno rintracciato l’uomo in stato di agitazione e lo hanno accompagnato in ospedale dove il 36enne ha tirato un pugno a un infermiere fratturandogli il naso.” (Roma, 26 aprile 2013)

12 Maggio, giornata internazionale dell’infermiere: Il Nursind, lancia la campagna contro le aggressioni al personale sanitario: “L’aggressione non è la soluzione”.

Il Nursind, il sindacato rappresentativo degli infermieri, in occasione della festa internazionale dell’infermiere richiama l’attenzione dei cittadini verso un fenomeno che sta sempre più aumentando in Italia. “La crisi economica, lo stato di frustrazione sociale, la recente campagna di discredito dei dipendenti pubblici, la mancata conoscenza del ruolo degli infermieri da parte dei cittadini – afferma Andrea Bottega Segretario Nazionale Nursind – sono le concause evidenziate da un’indagine promossa da Nursind e svolta nel mese di aprile sul fenomeno delle aggressioni al personale sanitario.”

“Abbiamo promosso nel mese di aprile un’indagine on line tra i sanitari (principalmente infermieri) e abbiamo raccolto 1.567 questionari che hanno evidenziato – spiegano Tiziana Traini e Salvatore Vaccaro della direzione nazionale Nursind e autori del documento – come il fenomeno delle aggressioni fisiche e/o verbali sia, per il 79,7% dei sanitari, in aumento. I dati raccolti sono in parte simili a quelli rilevati dalla letteratura internazionale sia per unità operative principalmente interessate (Pronto Soccorso e servizio con uscita nel territorio, Psichiatria e Degenze) sia per la tipologia di aggressione (fisica e verbale). L’83,2% ha dichiarato che a seguito di questi eventi non sono stati presi da parte delle aziende provvedimenti per garantire la sicurezza degli operatori.” Il problema è particolarmente sentito nella comunità professionale perché – sempre secondo l’indagine svolta – “la riduzione degli organici, la riduzione del personale di vigilanza e la scarsa videosorveglianza sono forse gli effetti della spending review che più hanno impatto sul verificarsi di aggressioni in ambito sanitario. Gli infermieri, che nel 47,9% ritengono di non aver cambiato atteggiamento nei confronti dell’utenza dopo l’aggressione, propongono una maggiore informazione dell’utenza sul proprio ruolo – continuano Traini e Vaccaro – che molto spesso non sono causa delle lunghe liste d’attesa, dei tempi delle visite in Pronto Soccorso o negli ambulatori e delle carenze organizzative del sistema; e chiedono maggiore formazione per la gestione delle situazioni conflittuali.”

“Aggredire un infermiere significa mettere in difficoltà tutto il sistema e la garanzia della qualità dell’assistenza: gli organici già ridotti all’osso difficilmente possono reggere ulteriori assenze e – concludono gli autori – l’impatto sulla motivazione lavorativa incide negativamente sulla relazione tra infermiere ed assistito.”

Per l’occasione il sindacato ha predisposto un apposito manifesto e un documento di approfondimento con i risultati dell’indagine svolta ed invita le aziende sanitarie ad attuare la Raccomandazione del Ministero della Salute del novembre 2007 sulla prevenzione degli atti di violenza a danno degli operatori sanitari.

Il Segretario Provinciale

NurSind Teramo

Giuseppe De Zolt

print

Lascia un commento


Controllo anti spam: * Time limit is exhausted. Please reload CAPTCHA.

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile.<br/>Continuando a utilizzare questo sito permetti al loro utilizzo. Maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi