Martinsicuro. ENNESIMA PERSECUZIONE CONTRO I FLAJANI

7 Maggio 2013 01:250 commentiViews: 91

Al sig. Sindaco del Comune di Martinsicuro

Al Responsabile ing. Simonetta Majeli Area VI

Al Responsabile Area III

Per tutti a mezzo PEC: protocollo.martinsicuro@pec.it

Per conoscenza:

DIPARTIMENTO PROVINCIALE ARTA

A mezzo PEC: dist.teramo@pec.artaabruzzo.it

REGIONE ABRUZZO DIREZIONE TURISMO AMBIENTE ENERGIA

SERVIZIO GESTIONE RIFIUTI

A mezzo PEC: urp@pec.regione.abruzzo.it

PROVINCIA TERAMO SETTORE B5

A mezzo PEC: provincia.teramo@legalmail.it

CORPO FORESTALE DELLO STATO

COMANDO PROVINCIALE DI TERAMO

A mezzo PEC: ispettorato.generale@pec.corpoforestale.it

STAZIONE COMANDO CARABINIERI MARTINSICURO

A mezzo PEC: tte26286@pec.carabinieri.it

Oggetto: Vs prot. N. 11415 la lettera 2013-04-24 MRT PIANA001

Preg.mi Signori, in merito alla Vostra indicata in oggetto, è necessario specificare ed evidenziare quanto segue:

  1. Sopralluogo 08/05/2013: un sopralluogo è stato di già effettuato dal Comune di Martinsicuro con Personale della POLISERVICE. All’epoca dei fatti, lo stesso Comune, si fece carico della pulizia del terreno stante la copiosa documentazione inoltrata dal Sottoscritto allo stesso ENTE. Sempre il Comune nulla obiettò della presa in carico anche dei costi di smaltimento e rimozione;
  2. In merito alla Ordinanza Sindacale n.142/2011: ad essa fu già risposto e documentato che i proprietari non erano da considerarsi assolutamente responsabili. Da plurimi procedimenti penali, con sentenze passate ingiudicato, i Flajani sono SEMPRE stati riconosciuti come VITTIME e non autori, degli illeciti che il Comune, ANCORA OGGI, intende addossargli. In uno dei procedimenti furono rinviati a giudizio anche Amministratori e Commissari Prefettizi del Comune stesso;
  3. L’Ufficio Tributi dello stesso Comune di Martinsicuro si è prodigato anche nel richiedere canoni ICI non dovuti, ed a resistere al ricorso presso la Commissione Tributaria espletato dai sig.ri Flajani i quali, per l’ennesima volta, hanno avuto ragione dei loro diritti;
  4. Il Comune, e per esso i Funzionari ed il Sindaco SI SONO SEMPRE DISINTERESSATI di riconoscere quanto sentenziato dal Giudice Penale. Per di più, sempre lo stesso Comune, a firma di propri addetti, si è scatenato nella persecuzione nei confronti dei Flajani con Ordinanze di demolizione di semplici recinzioni SENZA ALCUNA OPERA MURARIA O IN CEMENTO ARMATO, ordinando, per di più ancora, la demolizione di un fabbricato condonato PER BEN DUE VOLTE pur essendo sempre lo stesso, senza alcuna modifica. I fatti sono ben a conoscenza del geom. Di Natale, il quale è stato condannato dalla Suprema Corte di Cassazione nei confronti della sig.ra Valeria Ricci, madre dei germani Flajani.

Alla lettura delle semplici note riportate sopra, tutte comprovabili documentalmente, non vi è chi non ravveda abusi di potere, come sviamento o mera persecuzione adoperata nei confronti dei Flajani.

Le ultime Ordinanze hanno tutto il sentore di una vendetta per il pignoramento di €1.220.708,84 che i Flajani hanno dovuto fare per vedersi pagati i propri diritti VIOLATI DAL 1998.

Il Comune, i suoi Funzionari come i suoi Amministratori, non possono affermare di non conoscere la realtà dei fatti sia perché SEMPRE o quasi SEMPRE diretti interessati dei procedimenti, sia perché in possesso dei condoni, sia perché il Sottoscritto, con PLURIME missive ha consegnato al Comune stesso, cospicui documenti che, a detta degli addetti Comunali, erano SCONOSCIUTI allo stesso Comune.

I Flajani, ben felici di poter risolvere, una volta per tutte, la vicenda cui a paragone, la costruzione di San Pietro è seconda per tempo, sono disponibili ad agevolare, per quanto possano, l’Amministrazione Comunale nella rimozione e smaltimento dei rifiuti e tuteleranno i propri diritti in ogni sede consentita, penale non esclusa, a fronte di qualsiasi richiesta di denaro, a qualsiasi titolo, da parte dello stesso Comune.

Nel contempo a codesta Amministrazione si

CHIEDE

  1. Tempi, luoghi e modalità di demolizione del fabbricato ABUSIVO ex re degli arrosticini di Via Risorgimento;
  2. Se e quando lo stesso ENTE ha mai provveduto ad analizzare i terreni ed avere sotto controllo le esondazioni della condotta fognante del depuratore consortile sulla particella 426 del Foglio 34;
  3. Tempi, luoghi e modalità di riconfinamento, già richiesto più volte anni addietro, tra la proprietà Flajani e la ex strada Provinciale, dismessa e ceduta al Comune stesso, dell’ex sottopasso ferroviario di Via Risorgimento;
  4. Se e quando lo stesso ENTE ha mai provveduto a verificare la salubrità delle acque reflue del depuratore stesso;
  5. Se l’Amministrazione stessa è al corrente che sul proprio territorio, a contatto diretto di una condotta fognante, vi è il tubo di acqua potabile che fornisce detta acqua alla Frazione Villa Ricci di Colonnella.

Senza volontà di accusare alcuno: perché l’Amministrazione ha scelto di agire sempre nei confronti dei Flajani, e non ha mai agito per le richieste sopra scritte? Iteranti culpam non solet dari venia.

Distinti saluti.

Colonnella, lì 06/05/2013

Stefano Flajani

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