Teramo. Invito all’opera a cura di Don Martino Valeri

24 Marzo 2013 08:520 commentiViews: 93

Lunedì 25.03.2013 ore 17,45 presso la Sala “Prospettiva Persona”, prossimo appuntamento del Salotto Culturale XII edizione (patrocinio Fondazione Tercas), in Via N. Palma, 33 – Teramo.

Invito all’opera a cura di Don Martino Valeri

Argomento dell’incontro La forza del destino di Giuseppe Verdi. Melodramma in quattro atti su libretto di Francesco Maria Piave, tratto da Don Alvàro o la Fuerza del Sino di A. Saavedra, duca di Rivas.

Approfondimento Trama:

Atto I. In Italia e in Spagna verso la metà del secolo XVIII. Don Alvaro cerca di rapire donna Leonora, figlia del marchese di Calatrava; ma è scoperto dal padrone di casa, che non lo vuole come genero perché non è di rango pari al suo. Il giovane prende su di sé l’intera colpa del tentato rapimento scagionando completamente la fanciulla. Getta a terra la pistola che teneva in mano, ma parte accidentalmente un colpo che uccide il marchese. Morendo, questi maledice la figlia.

Atto II. Donna Leonora è alla ricerca di Alvaro. Sperando di incontrarlo, si traveste da studente ed entra in un’osteria. Ma non lo trova. La zingara Preziosilla si accorge dello stratagemma, però non dice nulla che possa tradire Leonora. Nell’osteria entra anche il fratello di quest’ultima, Carlo. Sta cercando i due innamorati e ha giurato di ucciderli entrambi. Angosciata, Leonora si rifugia al Convento della Madonna degli Angeli.  Accolta da fra Melitone, è condotta dal padre guardiano. Solo lui saprà la sua vera identità. La giovane si ritira in un eremo non lontano dal convento; nessuno potrà avvicinarsi a quel luogo, e il padre guardiano raccomanda di non violare il segreto della donna.
Atto III. Divampa in Italia la lotta tra gli imperiali e gli spagnoli. Don Alvaro, sotto falso nome, milita nelle file dell’esercito franco-spagnolo,nelle vicinanze di Velletri. E’ convinto che donna Lonora sia morta. In battaglia, salva un compatriota: è Don Carlo. Senza riconoscerlo, questi stringe con lui un patto di fratellanza. Ferito, Don Alvaro gli consegna un plico e lo invita a distruggerlo. Don Carlo si accorge che esso contiene un ritratto di sua sorella, Leonora. Comprende dunque chi sia l’uomo che l’ha salvato. E, non appena il ferito si è ripreso, si sfida a duello mortale. Ma gli uomini hanno appena messo mano alle spade quando sopraggiunge una ronda. Devono fuggire per non essere arrestati. Sul campo sorge il nuovo giorno. Vivandiere e soldati cominciano la loro quotidiana attività.
Atto IV. Convento degli Angeli. Nel chiostro, i poveri aspettano il loro turno per ottenere un pasto, distribuito da fra Melitone. Tra i religiosi c’è anche un nuovo confratello, padre Raffaele, nome sotto il quale si cela Don Alvaro. Don Carlo riesce a rintracciarlo, e lo sfida nuovamente a un confronto all’ultimo sangue. Prima dello scontro, Don Raffaele si spreta, per non commettere sacrilegio, il duello si risolve con la vittoria di Don Alvaro, che ferisce mortalmente il suo avversario. Questi chiede un confessore, e Don Alvaro si avvicina, per cercarlo, all’ingresso dell’eremo. E’ quello in cui vive Leonora. I due si riconoscono; l’uomo la mette al corrente degli ultimi tragici fatti. Donna Leonora accorre presso il fratello che, nell’ultimo anelito di vita, compie il suo terribile giuramento trafiggendola con la spada. Alvaro la sorregge, mentre il padre guardiano le impartisce l’estrema unzione e la conforta.

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