Palazzo Mosca diventa sede del Museo a San Francesco Caracciolo La Comunità Montana concede l’immobile in comodato d’uso

25 Marzo 2013 20:350 commentiViews: 8

Palazzo Mosca diventa sede del Museo a San Francesco Caracciolo

La Comunità Montana concede l’immobile in comodato d’uso

San Francesco Caracciolo, protettore dei Cuochi d’Italia, avrà presto un Museo interamente dedicato nella sua città di origine, Villa Santa Maria.

In realtà è già possibile visitare una piccola esposizione curata dai Padri Caracciolini, nei locali dell’ex asilo nido di Villa Santa Maria. La mole di oggetti è però cresciuta a tal punto che oramai gli spazi sono diventati inadeguati per ampiezza e soprattutto poco accoglienti per i visitatori e così, Padre Giuseppe Lucarelli, responsabile della Parrocchia San Nicola Di Bari, ha chiesto l’utilizzo del Palazzo Mosca per utilizzarlo con l’allestimento museale.

L’immobile è stato acquistato e rimesso a nuovo dalla Comunità Montana Sangro Vastese, che lo ha destinato per finalità museali.

La Richiesta fatta da Padre Lucantoni è piaciuta così tanto che la Comunità ha deciso di accoglierla, e nei giorni scorsi è stato deliberato un accordo per i comodato d’uso di Palazzo Mosca alla Parrocchia di S. Nicola Di Bari di Villa Santa Maria, che potrà utilizzare gli spazi interni per tre anni, rinnovabili, a partire dal primo giugno 2013.

Il Palazzo ospiterà fin da subito il Museo dedicato a San Francesco Caracciolo, Santo protettore della città e patrono dei Cuochi d’Italia.

“Palazzo Mosca è contiguo alla casa natale di San Francesco Caracciolo – sottolinea il presidente della Comunità Montana Arturo Scopino – anche per questo rappresenta la sede ottimale per ospitare il museo e accogliere visitatori e pellegrini devoti al santo, in particolare i cuochi provenienti da tutta Italia, così da dare slancio al turismo religioso che porterebbe sicuramente vantaggio a tutto il comprensorio.

La richiesta dei Padri Caracciolini è senz’altro apprezzabile e ben finalizzata – conclude il presidente Scopino –  in quanto rientra pienamente nella descrizione d’uso dell’immobile e nei fini istituzionali dell’Ente per valorizzare le emergenze del territorio”.

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