Chieti. Il 23 Marzo, l’Associazione Comitato di Quartiere Santa Maria di Chieti,ha organizzato il raduno delle fate laboriose in Via Toppi, chiusa al traffico per l’occasione.

26 Marzo 2013 20:150 commentiViews: 25

Il 23 Marzo, l’Associazione Comitato di Quartiere Santa Maria di Chieti,ha organizzato il raduno delle fate laboriose in Via Toppi, chiusa al traffico per l’occasione.

Casalinghe/artiste, donne che vogliono tramandare la cultura della tradizione artigianale.

Queste donne lavorano la lana, l’uncinetto, il tombolo, la ceramica, il gesso…

Artiste con la passione di realizzare prodotti artigianali, fatti come la famiglia ha insegnato. Donne modeste, quasi schive dalla pubblicità, ma pronte a descrivere la tecnica eseguita per realizzare i loro lavori.

E’ opportuno pubblicare i nomi delle artiste, cosa realizzano e la loro provenienza.

1. Emanuela Mammarella di Chieti –Maglieria

2. Giuliana ed Emilia Mancini di Chieti –Borse in Fettuccia

3. Gabriella Ferrante di Chieti – Ricamo e Uncinetto

4. Di Primio Loredana di Chieti – Lavorazione Perline

5. Saravo Teresa di Chieti – Lavorazione Gesso

6. Antonella di Pietro di Chieti –Uncinetto

7. Brunella Malandra di Chieti – Borse in fettuccia

8. Claudia Simon di Chieti – Uncinetto e borse x bambini

9. Serena di Tommaso di Chieti – Bigiotteria

10. Volpe Maria di Montaquila IS – Tombolo

11. Mira Marrone di Pescara –Chiacchierino

12. G&J di Lama dei Peligni CH – Bigiotteria e uncinetto

13. Cocciaglia Stefania di Rapino CH – Ceramica

Donne, casalinghe/artiste, per non far morire le tradizioni e valorizzare l’artigianato locale.

Il chiacchierino era conosciuto come il “merletto dei poveri“. Con questa tecnica si possono realizzare centrini, pizzi di finitura, guarnizioni per abiti, corredini per bambini, arredi per la casa, gioielli, quadri, segnalibri.

Lavorare il chiacchierino oltre ad essere un antistress è un vivace passatempo.

Con una minima attrezzatura, navetta e filo sottile, la fantasia riesce a creare oggetti che lasciano una testimonianza personale.

Diverso il discorso per il tombolo che richiede molta abilità, esperienza, pazienza, secondo tecniche di lavorazione tramandate da madre in figlia.

Il tombolo è un cuscino che solitamente ha forma cilindrica, ed il merletto che viene fuori, è un pizzo fatto a mano.

Il termine tombolo indica sia il merletto in sé che lo strumento usato per realizzarlo.

La Tecnica è quella di fissare sul supporto, con degli spilli, il foglio con il disegno del merletto. La lavorazione comincia con “punti filza”che seguono alcune parti del disegno, poi si procede all’intreccio utilizzando come strumenti, dei bastoncini detti fuselli, attorno ai quali viene arrotolato il filo necessario alla lavorazione. I fuselli usati nelle realizzazioni più complesse possono essere anche un centinaio, mentre per quelle più semplici bastano poche coppie. Con i fuselli le “merlettaie” eseguono intrecci da tessuto, nodi, legature, che possono andare a coprire anche grandi superfici (un’intera tovaglia).

La signora Maria, di Montaquila IS, ha dato prova con quanta bravura stava realizzando un merletto.

Isernia è definita la città dei merletti. La cosa che più contraddistingue il tombolo isernino rispetto agli altri è, oltre alla finissima fattura,un tipo di filo prodotto in zona di colore avorio, che rende tutto il lavoro più luminoso ed elegante.

Devo riconoscere seppur da neofita, che il colore avorio lucente, dona alla lavorazione un qualcosa di pregevole.

Ho chiesto alla signora Maria, se il filo si spezza, come va avanti il lavoro.
E’ semplice, nessun problema…
Ha fatto una simulazione, ha annodato i due spezzoni di filo che ha fermato fuori il disegno con uno spillo e ha seguitato la lavorazione.

La grande affluenza di pubblico ha premiato gli organizzatori che senz’altro lo riproporranno. Infatti, un amico mi ha confessato che la moglie è molto brava a fare lavori ad uncinetto e maglia e sicuramente parteciperà la prossima edizione.

Annarella, dell’omonima merceria, fa corsi gratis nel suo negozio sulla realizzazione di borse in fettuccia.

Ecco che l’idea di realizzare all’ex caserma Pierantoni dei locali, dove queste artiste possano lavorare, proporre, fare corsi e perché no, vendere i loro prodotti, non è sbagliato.

Luciano Pellegrini

Cell +39 340 4904001

Le foto sul link:

https://picasaweb.google.com/110720412816253523394/DonneArtisteViaToppi#slideshow/5858890627592234610

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