Le critiche di Luca Nannipieri, Salvatore Settis e Tomaso Montanari

12 febbraio 2013 22:150 commentiViews: 44
Le critiche di Luca Nannipieri, Salvatore Settis e Tomaso Montanari
sul supplemento settimanale LEFT del quotidiano L’Unità
a proposito della candidatura di Ilaria Borletti Buitoni
presidente del FAI Fondo Ambiente Italiano,
nella Lista Civica per Monti.
Sul settimanale Left abbinato al quotidiano L’Unità, continua il confronto tra il saggista Luca NannipieriIlaria Borletti Buitonicominciato con un botta e risposta sul quotidiano Libero. Nel servizio de L’Unità, assieme ai giudizi di Salvatore Settis, ex rettore della Scuola Normale di Pisa, e dello storico dell’arte Tomaso Montanari, Luca Nannipieri afferma:
“Ilaria Borletti Buitoni si è schierata con la Lista Monti che non ha elaborato alcuna visione strategica e progettuale per quanto concerne patrimonio storico-artistico e cultura, il cui candidato premier, Mario Monti, non ha mai citato neppure per sbaglio la parola “beni culturali” in un anno di presidenza del Consiglio. Candidandosi con Monti e non avendo avuto alcun rilievo nella stesura della sua Agenda politica (nella quale infatti patrimonio e cultura sono assenti), Borletti Buitoni ha dilapidato non tanto la sua relativa autorevolezza, quanto quella della FAI che ha presieduto. Si è resa protagonista di un’operazione tecnicamente e legalmente corretta, ma i cui esiti sono suicidi.
La scarsa credibilità politica di Borletti Buitoni è proprio in questa ambiguità tra pubblico e privato. In politica sei credibile se dici con stringente chiarezza cosa vuoi cambiare nel Codice dei Beni culturali, cosa vuoi cambiare nel Titolo V della Costituzione, quali compiti ha lo Stato e quali altri sussidia e delega a privati, cooperative, associazioni, fondazioni o enti locali. La gestione ai privati: come, fino a che punto, con quali limiti e con quali responsabilità. Le Soprintendenze e le Direzioni regionali e nazionali: come revisionarle, con quale progetto, con quale disegno d’insieme, con quali fondi. Così si fa politica. Altrimenti siamo agli slogan delle primarie. Finora manca tutto questo. Forse è ciò che vuole Monti: in caso di vittoria, avere un altro ministro dei beni culturali che, come Ornaghi, se ne sta nell’ombra, cura la placida amministrazione di un Ministero ormai inconsistente, gira per inaugurazioni, tagli nastri e non pone mai problemi”.
Francesca Briganti
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