Teramo. La Destra: NESSUNA GUERRA DI RELIGIONE

14 Gennaio 2013 23:170 commentiViews: 7

LA DESTRA ABRUZZO

FEDERAZIONE PROVINCIALE DI TERAMO

Sull’articolo pubblicato da IL CENTRO del 14 gennaio riguardante la fondazione buddista di Castelli, non è stato precisato che l’accordo di programma, stipulato tra la Fondazione e la passata Amministrazione, concerne la dismissione di spazi destinati a strutture pubbliche e, inoltre, la variante da terreno agricolo ad edificabile, con un aumento di valore fino a 1/1,5 milioni di euro circa.

Non si vuole fare nessuna guerra di religione, si è data piena solidarietà al Sindaco Enzo De Rosa anche perché nell’accordo non vi è quello che si chiama “interesse pubblico”. La Cittadinanza di Castelli, a fronte di cessione di un’area destinata a Loro, con, in più, la variante da terreno agricolo ad edificabile, ha beneficiato un “guadagno” di circa 80 mila euro. 80 mila euro che sono ben lungi dall’essere corrisposti proprio per i limiti stabiliti nell’accordo.

Quelle che vengono chiamate «casette» sono e saranno capaci, come nello stesso articolo scritto, di «80 posti letto» e saloni. 80 posti letto non sono ricavabili in misere “casette”, a meno che non si voglia stipare persone peggio di come sono stipate in quelle realtà che, man mano, vengono scoperte dalla Forza Pubblica. Per inciso, nella foto che ritrae la «sede già esistente» non mi pare che ci sia una “casetta”.

A differenza di come è stato esposto, sempre nello stesso articolo, La Destra non ha nessun “partito preso” nei confronti di qualsiasi religione. Personalmente sono cattolico, e come Cattolico trovo alquanto strano che «Cattolici praticanti» a Natale partecipano alla Santa Messa, salvo, poi, abbracciare «14 addestramenti» di altra religione, o filosofia di vita come dir si voglia.

Per ultimo, ma non da ultimo, è discordante dichiarare: «evitando deliberatamente di adire le vie legali e rivolgendosi con fiducia alla Provincia». La Provincia di Teramo quale iter giuridico ha seguito per nominare «un Commissario ad acta che si è sostituito al Comune»? il Commissario ad acta, creatura di figura giurisprudenziale, poi normativizzato all’articolo 21 del Codice del Processo Amministrativo, in cui è letteralmente disposto: «1. Nell’ambito della propria giurisdizione, il giudice amministrativo, se deve sostituirsi all’amministrazione, può nominare come proprio ausiliario un commissario ad acta. Si applica l’articolo 20, comma 2.», ovvero senza giudizio instaurato presso il Tribunale Amministrativo (T.A.R.) il Commissario non può essere nominato. Farsi passare per vittime, oltre che scorretto, non paga.

Al di là delle discrasie ed estratti parziali (che non rendono la realtà dei fatti, in quanto incompleti) scritte nei vari articoli de IL CENTRO, il Sindaco De Rosa, giustamente, ha sottolineato la mancanza dell’interesse pubblico nell’intera vicenda. Carenza ben lungi dall’essere superata da quella che si vuol far passare come una “guerra tra Religioni”.

Ben vengano quegli Amministratori che cercano, innanzitutto (come legge dispone, peraltro), l’interesse pubblico, ovvero la realizzazione di progetti ed accordi di programma per il bene e la fruibilità della Collettività rappresentata, a dispetto di misere “casette” e “sale comuni” destinate a ricevere “80 posti”.

Invece di farsi scudo con fantomatiche ed inesistenti “guerre di Religioni”, atteniamoci alla realtà dei fatti.

Teramo li 14.01.2013

Il Segretario della Federazione Provinciale

Massimo Di Giacinto

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