Giulianova. Cambiare si può ancora, di Carlo Di Marco

1 Gennaio 2013 23:160 commentiViews: 12

Cambiare si può ancora…

*Carlo Di Marco

La lista c.d. Rivoluzione Civile avente come candidato premier Antonio Ingroia, sarà definita prevedendo l’inserimento dei segretari politici nazionali di IDV, Comunisti italiani, Verdi e Rifondazione comunista. Così ha deciso il referendum interno al movimento di scopo denominato Cambiare si può svoltosi per via telematica nei giorni 30 e 31 dicembre scorsi. Giova ripercorrere brevemente qualche tappa.

Cambiare si può nasce in modo un po’ frettoloso (ma l’anticipo della fine legislatura non era atteso) su iniziativa dei firmatari della nuova esperienza in costruzione da oltre un anno, denominata A.L.B.A. (Alleanza Lavoro Beni comuni Ambiente, http://www.soggettopoliticonuovo.it/ ), avente obiettivi storici e per certi versi utopistici (proprio per questo solo futuribili, ma non impossibili) come la creazione di un soggetto politico nuovo da contrapporre al fallimento della forma partito del ‘900, per il rilancio dello stato sociale, la difesa della Costituzione, la democrazia, la tutela e valorizzazione  dei beni comuni.

L’avvio delle iniziative di Cambiare si può nei giorni successivi all’annuncio delle elezioni anticipate si è caratterizzato per un’inedita ed entusiasmante mobilitazione di migliaia di militanti, intellettuali, semplici cittadini e persone sfiduciate. Questi, affluendo molto numerosi alle assemblee di territorio (in Abruzzo si sono tenute assemblee affollatissime nei territori delle quattro province), hanno sperimentato i caratteri di una partecipazione popolare nuova. Tale mobilitazione era volta, nonostante la ristrettezza dei tempi, all’elaborazione di nuove proposte contenutistiche e metodologiche per la partecipazione alle politiche del prossimo febbraio 2013, e i principi basilari emergenti da questa rinnovata presenza dei cittadini nelle cose politiche erano mirati alla formazione di liste provenienti dai territori, formate da persone della società civile scelte direttamente dai cittadini secondo nuovi metodi partecipativi e condivisi.

Mentre nei territori dell’intera Penisola si svolgevano tali assemblee (peraltro, in alcuni casi caratterizzate da forti dissensi, ma in Abruzzo si sono svolte tutte molto bene), purtroppo, c’era già chi a livello nazionale percorreva la strada della vecchia politica fatta di inciuci vari e accordi sottobanco per dare vita, sfruttando il lavoro genuino di Cambiare di può, ad una lista unitaria dove però si riciclano vecchi personaggi in cerca di un salvagente. Da soli, poverini, rischiano di non poter conquistare nessun posto in Parlamento. Bisogna aggiungere che a questo gioco si è prestato Ingroia, e questa lista denominata Rivoluzione Civile non ha proprio niente di rivoluzionario e, al momento, quasi nulla di civile. Sembra proprio, invece, una riedizione per niente originale dell’Arcobaleno del 2008 che contribuì, come tutti sanno, all’affossamento della sinistra antiliberista.

Il voto è libero e segreto, per cui ognuno voterà secondo coscienza, ma chi come noi si occupa di democrazia partecipativa da una vita intera, non può che soffermarsi su quelle assemblee per ripartire da lì lasciando ai politici oligarchici e verticisti tutto il resto.

Peraltro, gran parte del movimento di scopo Cambiare si può non ha partecipato al referendum interno (I voti validi sono stati 6.908 su circa 13.200 aderenti all’Appello e gli astenuti sono stati 352 pari al 5,1%), a noi sta particolarmente a cuore chi non partecipa e questo risultato dimostra ulteriormente che la partecipazione, quando si fa, spaventa la politica politicante e pone i cittadini su un altro pianeta dalle nostre parti ancora sconosciuto. Quello della democrazia, appunto.

*Docente di diritto pubblico, Università degli studi di Teramo

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