Chieti, 3 Aprile ’11, Domenica, S. Sisto – Anno XXXII n. 113 – www.abruzzopress.info – abruzzopress@yahoo.it – Tr. Ch 1/81
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Ap – Italianità
La lingua italiana in Messico
e il contributo di
De Francesco-Palmerio
di Lino Manocchia
MONTERREU (Messico), 1 Aprile ’11 – Due professionisti, amanti dell’Italia e la sua lingua si sono incontrati nell’Università di Monterrey ed hanno formato una “squadra” con l’intento di raccogliere conoscenze, esperienze, networking e spirito imprenditoriale.
Sono il professor Paolo De Francesco (foto) e la laureata in ingegneria informatica Alicia Palmero. Il primo, conosciuto e stimato dai nostri lettori è nato ad Atessa, in provincia di Chieti (Abruzzo), dedito alla promozione della lingua e cultura italiane, autodidatta puro. La ricerca è la sua specialità, ma non trascura la creatività ed il suo lavoro.
Alicia Palmero (foto), nata in Venezuela, sin dalla sua infanzia è stata colta da un’importante corrente della cultura e lingua italiana. Dopo gli studi formali presso l’Istituto Italiano di Cultura a Madrid prima e Monterrey poi, con la spinta morale di De Francesco, si laureava in ingegneria informatica.
Alla dinamica Alicia chiediamo:
Quali sono gli obiettivi principali inseguiti dal gruppo da voi fondato?
«Promozione della cultura, le tradizioni e la cucina abruzzese in Messico. La promozione e logistica dei concerti dell’artista Mario Stefano Pietrodarchi, nonché la promozione e logistica del libro edito da De Francesco.»
Quali sono gli scopi e le capacità organizzative del gruppo?
«L’interessante diversità di contatti personali e professionali dentro e fuori del Messico, l’impulso e l’atteggiamento, la conoscenza del settore, la esperienza in una vasta gamma di settori e la realizzazione di progetti e attività che promuovono la cultura italiana per portarla a superare molte frontiere.»
Conoscendo la tenacia, bravura, l’amore per la patria natia dell’amico De Francesco, Presidente della “Dante Alighieri” di Monterrey – per il secondo anno consecutivo – la
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ABRUZZOpress – N. 113 del 3 aprile ’11 Pad 2
capacità organizzativa, l’interessante diversità di contatti personali e professionali dentro e fuori del Messico, siamo certi che contribuiranno a far apparire la neo “squadra” sotto i riflettori della notorietà. Dal canto suo, Alicia Palmero, che ha compiuto il grande salto issando la sua dimora a Miami, con De Francesco, sta lavorando alacremente per dare forma ai diversi progetti di carattere culturale artistico e sociale ed avendo ottime referenze degli insegnanti e colleghi in ingegneria e traduzione, oltre un’interessante identità personale e professionale all’interno della guida di traduttori, si può pensare ad un domani vivido ed apprezzato.
De Francesco, recenti, confuse statistiche americane parlano di un pesante calo di notorietà ed interesse della lingua italiana, si che dal primo posto il dolce idioma è passato al quarto, dietro la Cina, Russia e Francia (nell’ordine).
«Secondo informazioni del New York Times l’anno scorso la lingua italiana è stata l’unica lingua europea a registrare un incremento negli Stati Uniti, nonostante diversi stati abbiano abolito i corsi nelle scuole medie, e questo potrebbe essere il “tarlo” che colpisce la nostra lingua.»
Il citato fenomeno si riscontra anche in Messico?
«Nel Messico vi è un elevato interesse della lingua italiana. I corsi di storia dell’arte, in italiano, sono colmi ed i ragazzi si vogliono identificare con la nostra cultura e possiamo affermare che la Società Dante Alighieri di Roma (ente autonomo) è presente in Messico con vari istituti. Il problema della lingua italiana verte sulla mancanza di contributo da parte delle autorità per la sua promozione, mentre le altre nazioni, come la Francia, la Spagna, la Germania e l’Inghilterra, danno grandi finanziamenti alle rispettive scuole di lingua per la divulgazione delle stesse. Pertanto, – conclude il prof. De Francesco – non esito ad affermare che la nostra lingua è in crescita in questo Paese, e ciò lo dimostra il vivo interesse della presenza di più di mille ditte, mentre per il prossimo anno si prevede un ulteriore aumento del settore industriale. Questo, grazie alla diffusione della lingua italiana e alla nostra cultura.»
L. M.



