Sanità teramana in ginocchio. Chiodi taglia anche le
ambulanze del 118.
“Dopo il drastico taglio dei primariati agli ospedali adesso tocca alla
rete di emergenza territoriale della Provincia di Teramo che difatto
verrà fortemente ridimensionata dal Commissario alla sanità Chiodi”
afferma il consigliere regionale Giuseppe Di Luca “la Val Vibrata
resterà con una sola ambulanza mentre sulla costa il presidio di Villa
Rosa sarà eliminato e quello di Alba adriatica resterebbe aperto solo
d’estate. Una situazione insostenibile e pericolosa che non garantisce
più il diritto essenziale alla salute dei cittadini”.
Secondo Claudio Ruffini il grido di allarme delle associazioni
convenzionate deve essere preso in seria considerazione. Alcune aree
della Provincia di Teramo saranno completamente sprovviste di
un’ambulanza (le aree interne e montane soprattutto ma anche le vallate
del Tordino e del Vomano con le soppressioni di Mosciano e Notaresco) e
quelle ancora attive sul territorio saranno fortemente limitate e con
capacità ridotte.
“Il Piano di riduzione previsto dalla Asl di Teramo” dicono i
consiglieri regionali del Pd “penalizza ancora una volta i più deboli,
gli anziani, i malati, gli svantaggiati. Tra un Comune e l’altro c’è una
sola ambulanza che in alcuni casi impiega anche 50 minuti per un
soccorso. In pratica se si resta coinvolti in un incidente stradale si
rischia di non essere soccorsi in tempo.”
“Abbiamo chiesto ed ottenuto per domani un incontro al manager della
Asl di Teramo, Dott. Varrassi” dice Ruffini “serve un momento di
riflessione per rivedere la proposta di ridimensionamento del servizio
territoriale di emergenza. Vogliamo essere presenti e vicini alle
associazioni per questo parteciperemo anche noi all’incontro.”
“Diremo a Varrassi che quando c’è in gioco la vita dei cittadini non si
può fare solo i “ragionieri” dice Di Luca “al cittadino che ha un
malore improvviso non possiamo rispondere che non ci sono i soldi per
andarlo a soccorrere in tempi brevi e che quindi deve aspettare. Se così
fosse, vogliamo che a spiegarlo agli abruzzesi siano Chiodi e la
Baraldi”.
“La famosa medicina sul territorio prevista dal Piano Operativo 2010
non è mai stata avviata” aggiunge Ruffini “ora si vuole dare il colpo di
grazia alla sanità cancellando anche le ultime sentinelle in territori
difficili dove l’emergenza-urgenza sanitaria non è presente ed è
difficile da raggiungere. Se la priorità per Chiodi è la riduzione del
deficit regionale vuol dire che i tagli dovranno essere indirizzati
verso altre direzioni. Oppure si facciano le famose riforme strutturali
che da tempo il centro-destra annuncia e che nessun abruzzese ha ancora
visto.”



