Cultura & Società

Teramo. Spurio: L’io e il suo cervello

L’io e il suo cervello

di Carina Spurio

Dentro la scatola cranica si trova l’oggetto più discusso che si conosca; il cervello. Esso è formato di tessuto gelatinoso ed è composto da 100 miliardi di cellule, (i neuroni), le quali sviluppano 10 mila connessioni con le cellule vicine. Se durante la fase fetale, il corpo umano produce 250 mila neuroni al minuto, poche settimane prima della nascita tale produzione rallenta e per il cervello inizia  una fase secondaria “la creazione di connessione tra le cellule” che dura tutta la vita, in questo modo le cellule che non si connettono verranno eliminate. Per gli Egizi il cervello era meno importante del cuore e delle interiora, le quali (secondo le loro convinzioni) avevano una stretta relazione con la vita spirituale. Il privilegio di essere la custodia della mente gli è stato negato da molte antiche culture, ad esempio i Sumeri, i quali sostenevano che fosse il fegato a svolgere questa nobile funzione. Questa idea, sostenuta anche da Aristotele, nasceva dal movimento dei vasi sanguigni che trasportano il sangue verso il cuore, per questo si pensava fosse il depositario delle sensazioni, delle passioni e dell’intelligenza mentre il cervello si limitava a raffreddare il sangue. Il concetto per secoli ha pervaso la cultura medica ed anche la letteratura, ancora oggi un “cuore spezzato” non si riferisce ad una patologia cardiovascolare. Successivamente l’anatomia dimostra che i nervi  ed i vasi sanguigni sono due cose diverse e originano dal cervello non dal cuore, o dal midollo spinale. Anche il padre del razionalismo René Descartes, aveva postulato la sua tesi posizionando l’unione della vita spirituale con il corpo nella ghiandola pineale, attaccata alla parte posteriore del cervello. Un confronto ritenuto attuale è avvenuto tra Karl Popper e John Eccles, i quali hanno tentato di unire la filosofia dell’io e la biologia del cervello (verso la metà degli anni ’70) nel loro bellissimo libro, “L’io e il suo cervello”, in cui  sviluppano l’idea del Dualismo Interazionista. Il libro, molto complesso, ha una conclusione affascinante: secondo la loro teoria “il cervello con la sua massa neuronica è l’espressione materiale della coscienza quanto la consapevolezza di sé e il libero arbitrio sono immateriali.” Da quelle pagine emerge la consapevolezza che il mistero è ben lontano dall’essere svelato. Intanto odierne e sofisticate metodologie quali: la tomografia ad emissione di positroni e la risonanza magnetica funzionale, misurano il flusso sanguigno durante le funzioni mentali ed evidenziano sotto la scatola cranica vere e proprie mappe funzionali del cervello. Queste procedure in futuro saranno sempre più abbinate a metodi sofisticati che potranno fornire una visione completa delle localizzazioni funzionali del cervello per mezzo di singoli circuiti cellulari. Nuovi sviluppi, fino a pochi anni fa insospettabili, parlano di remote possibilità inquietanti come la  possibilità di muovere un arto artificiale con il comando del pensiero. Si tratta di un progetto al quale stanno lavorando gruppi di ricerca statunitensi ed europei che prevede il controllo dei movimenti di una protesi da parte di elettrodi impiantati perfettamente in alcune parti del cervello che amplifichino ed intercettino i segnali delle cellule nervose.  Di conseguenza, conoscendo le funzioni di gruppi di cellule nervose si potrà anche pensare di sostituirle. La terapia classica somministra una molecola in grado di trasformarsi nella dopamina mancante (l’L-DOPA) ma in tempi lunghi non è priva di effetti collaterali. In alcuni laboratori si sta studiando il probabile impiego di cellule prelevate da altre specie, per esempio il maiale, insinuando il problema etico legato all’origine delle cellule trapiantate. Malgrado i trapianti di cellule nervose siano solo agli inizi, gli esperimenti che ne conseguiranno oltre ad essere a beneficio dei pazienti, illumineranno nuove realtà non dissociate da problemi etici che vorranno risposte sulle conseguenze di un uso distorto della tecnologia in grado di modificare l’impronta genetica nelle cellule dei cervelli umani.

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