Invasione dell’Italia e rischio Terza Guerra Mondiale! Oltre 20mila clandestini sbarcati in tre mesi, siamo in allarme rosso. Questi sono tutti maschi che sborsano duemila euro ai mercanti-scafisti per fare la traversata e rischiano di guadagnarne altrettanti per ritornare in patria in nome dell’Eurabia. Profughi, non tutti hanno diritto a questo status: non è sufficiente l’esistenza di un conflitto armato interno per concedere automaticamente lo status di protezione umanitaria o di rifugiato. La Lega Nord Abruzzo appoggia il piano del Ministro Roberto Maroni con tutte le regioni. Ma occorre anche capire in quale “trappola” ideologica, figlia delle dittature arabe e islamiche, siamo finiti. Prima di sganciare altre bombe e missili giuridicamente (se non moralmente) giustificabili contro tutti i dittatori del mondo, occorre un sano mea culpa delle Nazioni Unite. Piano Maroni per il Nordafrica!
Siamo in guerra, nolenti o volenti. La Lega Nord Abruzzo Segreteria Provinciale di Teramo è seriamente preoccupata dalla gravissima crisi in corso in Nordafrica e nel Mediterraneo. La situazione è esplosiva. Ma avevamo detto in tempi non sospetti che masse di “disperati” ci avrebbero invaso. Prima della mozione unitaria un po’ tardiva in Parlamento. Prima della guerra “Odyssey Dawn-Unfield Protector” Onu-Nato al dittatore ex amico Gheddafi. Prima della “rivoluzione dei gelsomini”. Prima del “risorgimento arabo” tanto caro ai patrioti del “150mo anniversario”. Prima della Risoluzione n. 1973 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Prima degli immediati bombardamenti francesi alla Libia: i nostri cugini d’Oltralpe, però, non li vogliono i clandestini a Parigi! Prima del presunto “legittimo” lancio di centinaia di missili “cruise” Tomahawk da navi, sottomarini, bombardieri (visibili e non) americani e britannici al largo della Libia. Prima dell’invasione di migliaia di clandestini-immigrati qualificati in cerca di lavoro nel Belpaese, oggi diretti concorrenti dei disoccupati italiani che si scoprono improvvisamente migranti a casa loro. Prima della probabile invasione ONU-NATO via terra di uno stato sovrano come la Libia. Prima della perdita di pazienza di Russia e Cina. Prima delle inquietanti dichiarazioni di guerra del Segretario Generale della Nazioni Unite sull’uso legittimo della forza militare anche grazie “all’art. 11 della Costituzione Italiana”(come ricordato al nostro Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano in visita il 28 marzo 2011 al Palazzo di Vetro di New York) per “proteggere i civili libici” armati per la democrazia e la libertà. Ovunque o solo dove c’è il petrolio? Rischiamo una Terza Guerra Mondiale, improvvisa e devastante. Il mondo è cambiato: continuano a sbarcare in Italia migliaia di clandestini che si permettono, dopo aver occupato Lampedusa (la nostra Ellis Island), di fare politica contro l’Italia, contro il Governo italiano che presta loro soccorso, contro il nostro ministro Roberto Maroni. Che avrebbe sicuramente dato il via libera alla sua grande Operazione umanitaria europea in Nordafrica al posto dei bombardamenti. In 12 settimane, oltre 20mila clandestini sono sbarcati in Italia. Ed è solo l’inizio, dati ONU alla mano. Per la Lega Nord Abruzzo non c’è nulla da sdrammatizzare: questi numeri non sono ancora quelli definitivi, perché l’ONU prevede minimo altri 250mila sbarchi direttamente dal Nord Africa verso l’Italia. Il rischio è che l’esasperazione dei lampedusani si tramuti in qualcos’altro anche in tutte le regioni d’Italia. Coloro che evidentemente hanno libero il proprio giardino di casa, la pensano allo stesso modo: vorremmo che qualcuno andasse a chiedere cosa pensano tutti i cittadini italiani (non solo gli abitanti di Lampedusa) di questi numeri da allarme rosso che rischiano di proiettare all’inferno gli imprenditori italiani che vivono di turismo. L’estate italiana 2011 potrebbe saltare! Come Abruzzesi e Italiani siamo indignati da questo spettacolo mediatico e politico di un’Europa che ancora una volta ha dimostrato di non esistere nel Mediterraneo, costretta a subire decisioni altrui sulla base dello status quo dell’invasione in atto. Le politiche euro-mediterranee hanno miseramente fallito così come il multiculturalismo. Tutto era prevedibile, compresi l’abbattimento in corso del “muro” delle dittature islamiche, l’evoluzione e la pressione demografica dei paesi arabi sull’Europa. Oriana Fallaci docet. Stiamo assistendo “live” a un evento storico epocale senza precedenti che ha fatto saltare la pentola a pressione delle masse disperate del Nordafrica, in particolare dei paesi a sud della Libia. La grande incognita è l’Egitto, non la Libia. Gli integralisti islamici stanno a guardare. Se salta l’Egitto, avremo milioni di disperati in Europa. Per ora, nel giro di un anno, la storia del mondo è già cambiata per sempre, come accadde nel 1989 con la caduta del muro di Berlino. Le conseguenze sono queste sì imprevedibili perché le guerre (umanitarie e non) quando cominciano lasciano quasi sempre “coperta” la data della loro fine. L’Italia deve avere la giusta solidarietà, con i fatti, dell’Unione Europea, come noi la stiamo attuando nei confronti dei lampedusani e dei clandestini, con l’impegno del Governo e del Viminale in particolare, e la compartecipazione delle regioni in proporzione. Lampedusa e le regioni d’Italia che saranno “invase” e popolate giusto in tempo per il nuovo Censimento, devono avere un equo risarcimento per i danni che il turismo e ogni attività locale possono subire in questo periodo, oltre che per i disagi che ogni cittadino può patire. Vanno chiariti oneri ed onori che l’Unione europea deve comunque assumersi. Di clandestini si tratta ma non è per il semplice conflitto armato interno che scatta immediatamente lo status di protezione umanitaria e sussidiaria ma occorre che ci sia una minaccia grave alla propria vita, legato alla posizione o attività dell’individuo. Non è sufficiente l’esistenza di un conflitto armato interno per concedere automaticamente lo status di protezione umanitaria o di rifugiato. Sia lo status di rifugiato sia lo status di protezione umanitaria sussidiaria è sempre legato a un rischio individuale per la propria vita ma non nella condizione di mero conflitto armato. Quando questi soggetti presentano la domanda, le commissioni preposte devono valutare, evidenziando o meno, se esiste il rischio individuale come vittima di una persecuzione, chiarendo che per i rifugiati si tratta di atti di persecuzione individuale e per lo status di protezione umanitaria e sussidiaria di minaccia grave e individuale alla vita. Come prevedono le nostre norme del 2007 e 2008, occorre sempre provare di essere vittima di atti di persecuzione individuale o di minaccia grave e individuale alla propria vita. Questi giovani tunisini che sbarcano in Italia con le scarpe da ginnastica firmate, la felpa all’occidentale e il cellulare, non sono persone che chiedono asilo politico. Chiedono di poter lavorare in Europa, in primis in Italia. Mentre gli Italiani indignati sono costretti ad assistere a un altro spettacolo: è una vergogna che questi clandestini vengano ammassati come bestie sulla nostra “Ellis Island”, sui traghetti e sugli aerei italiani a nostre spese; è una vergogna assistere impotenti allo status quo dettato da questi sbarchi illegali. Una catastrofe mediatica senza precedenti. Eppure sono laureati tunisini con master, poliglotti, pronti a diventare la classe dirigente, culturale e religiosa d’Europa! Capito? Lampedusa non è invasa da rifugiati politici o disperati, ma da tunisini che fuggono da un territorio libero nel quale è ripresa la vita normale e sono state riaperte le aziende. Sveglia! I barconi dell’emergenza umanitaria li abbiamo visti tutti in passato, erano carichi di donne, vecchi, bambini. Oggi sbarcano soltanto ragazzi di 20-35 anni senza famiglia che appaiono in carne, ben messi e non così sprovveduti. Questi sono tutti maschi che sborsano duemila euro ai mercanti-scafisti per fare la traversata e rischiano di guadagnarne altrettanti per ritornare in patria in nome dell’Eurabia. Come Lega Nord Abruzzo faremo la nostra parte, sentinelle dell’Abruzzo Libero. Noi appoggiamo il piano del Ministro Roberto Maroni con tutte le regioni. Però ci sembra strano che arrivino profughi politici dalla Tunisia. Laggiù la vita è tornata alla normalità. C’è un’evidente ripresa delle attività imprenditoriali. E quindi se arrivano da lì significa che sono clandestini che vanno portati nei centri di prima accoglienza e poi espulsi. Ma occorre anche capire in quale “trappola” ideologica e politica, ordita dalle dittature arabo-islamiche che non riconosco Israele quale unica democrazia del Medio Oriente, siamo finiti. Prima di sganciare altre bombe e missili “umanitari” semi-intelligenti e giuridicamente (se non moralmente) giustificabili contro tutti i dittatori del mondo, è giunta l’ora del mea culpa dell’Europa e delle Nazioni Unite. Certifichiamo il fallimento dei burocrati dell’Eurabia.
Teramo, lì 29 Marzo 2011 Segreteria Prov.le Lega Nord Abruzzo



