Teramo e Provincia

Teramo. Alluvione: Un patto per la costa teramana: risanamento e nuovo modello di gestione per prevenire gli effetti delle calamità naturali e rilanciarne il ruolo turistico, cardine del sistema economico teramano

Un patto per la costa teramana: risanamento e nuovo modello di gestione per prevenire gli effetti delle calamità naturali e rilanciarne il ruolo turistico, cardine del sistema economico teramano

Sicurezza, sostenibilità e turismo i tre cardini del programma Sustain per arrivare alla “gestione integrata della costa”.

Perché non accada di nuovo. 100 mlioni di euro di danni, la spiaggia erosa e disseminata di rifiuti; i fiumi invasi e ostruiti dagli alberi abbattuti dalla furia della pioggia; intere aree produttive in ginocchio; rischi per la stagione turistica.

Le conseguenze di eventi calamitosi come quelli accaduti il primo marzo scorso impongono una “svolta decisa” nella gestione del territorio e la Provincia, fra le altre iniziative, mette in campo “Sustain”: un progetto europeo che servirà ad individuare un modello per la “gestione integrata delle aree costiere”  superando l’ attuale parcelizzazione di competenze.

Certificazione europea “Quality coast”, Carta della Sostenibilità, Contratti di fiume sono alcuni dei progetti illustrati questa mattina a Roseto, a Palazzo del mare – ospite anche il sindaco Franco Di Bonaventura – davanti ai rappresentanti di enti e organismi pubblici di 10 Paesi europei, quelli che hanno aderito al programma Sustain: capofila l’olandese EUCC (Unione delle coste e della marina).

Il Workshop internazionale  dal  titolo  “Sostenibilità  delle  zone  costiere  della  provincia di Teramo: riflessione sul  tema della Gestione Integrata (GIZC), proposte attuative” è stato organizzato nell’ambito del progetto europeo di cooperazione territoriale INTERREG IVC denominato  “SUSTAIN  –  Assessing  Sustainability  and  Strengthening Operational Policy”,  incentrato sul  tema dell’ambiente e  della  prevenzione  dei  rischi,  con  prioritaria  attenzione  alla  gestione  delle  risorse  idriche.

A spiegare come hanno fatto in Olanda è stato Alan Pikaver – Head Coastal & Marine Union (EUCC) poi si sono susseguiti gli interventi degli assessori provinciali che hanno illustrato i rispettivi progetti.

Presentazione del progetto europeo di Cooperazione Territoriale Interreg IVC “SUSTAIN”

“La partecipazione al progetto europeo di cooperazione territoriale – dichiara  l’Assessore  alle  Politiche  Comunitarie,  Davide  Calcedonio  Di Giacinto –  rappresenta una opportunità  importante per il  nostro  territorio,  soprattutto  per  le  zone  costiere  e, grazie alla presenza delle delegazioni provenienti dai vari Paesi partner, costituirà un’utile occasione di confronto delle esperienze maturate nel settore in ambito comunitario”. Le attività progettuali,  iniziate nel  febbraio dello  scorso anno,  sono coordinate  e  monitorate  in  stretta  sinergia  con gli assessorati provinciali all’Ambiente e al Turismo e con il supporto tecnico dell’Agenzia per l’Energia e  l’ambiente AG.EN.A e del gruppo di lavoro di Agenda 21.

La certificazione Quality coast sulla Costa blu

La certificazione Quality Coast nasce da un progetto dell’Unione Europea di 21 partner provenienti da 11 paesi sotto la guida dell’Unione Coastal & Marine (EUCC) – che ha realizzato una delle più grandi reti di esperti in sostenibilità delle zone costiere

“La certificazione QualityCoast è attribuita dal Coastal & Marine Union (EUCC) sulla base della valutazione di una Giuria internazionale composta da almeno tre membri – ha spiegato l’assessore Ezio Vannucci – per essere certificati bisogna adeguare i propri standard agli indicatori espressamente individuati e va oltre il concetto della Bandiera Blu in quanto prende in considerazione più parametri, non solo quelli ambientali. Quality Coast può rappresentare l’anima della Costa Blu: la concretizzazione dell’idea che abbiamo lanciato un anno fa quando, per primi, abbiamo creduto alla necessità di cominciare a pensare alla costa come ad un unico sistema turistico”

Per arrivare alla certificazione bisognerà lavorare su 19 parametri: Per gli aspetti TURISTICI si valutano: la pressione e l’impatto del turismo sul territorio e il modo nel quale la comunità sostiene il controllo della pressione turistica; il COINVOLGIMENTO LOCALE: la misura in cui la comunità imprenditoriale locale è coinvolta negli sforzi per l’ambiente, sviluppo sostenibile e conservazione delle risorse marine; BANDIERE BLU E GESTIONE AMBIENTALE DELLE SPIAGGE qualità delle acque di balneazione , adesione alla direttiva 2006/7/CE e Blue Flag; ACQUA gestione delle fonti di acqua, uso sostenibile ed efficiente delle risorse idriche, l’approvvigionamento, trattamento delle acque reflue e il riutilizzo delle acque depurate; TRASPORTO SOSTENIBILE disponibilità e la promozione di modalità di trasporto sostenibili; RIFIUTI & RICICLAGGIO politiche e le strutture per la raccolta dei rifiuti, il riciclaggio e il riutilizzo; CLIMA & POLITICA ENERGETICA volta a ridurre i gas serra e promuovere le energie rinnovabili.

Per gli aspetti ECONOMICI E SOCIALI si valutano:

BENI CULTURALI presenza ed il livello di tutela di elementi che sono collegati alla storia del territorio; TERRITORIO E TRADIZIONE presenza di paesaggi di valore che sono di origine antropica o formati dall’uomo e l’uso tradizionale del territorio; IDENTITÀ LOCALE presenza e attenzione per un aspetto distinto fisico e / o sociale, che è considerato tipico per il territorio;  SVAGO E TEMPO LIBERO Il modo in cui gli aspetti della sostenibilità sono presi in considerazione nelle attività di svago e ricreazione e strutture nel territorio; COMUNITÀ DI PARTECIPAZIONE  iniziative locali per promuovere la partecipazione della comunità e partecipazione dei soggetti interessati nella gestione e nel processo decisionale; QUALITA’ DELL’OSPITALITA livello di apprezzamento dei residenti e dei turisti per quanto riguarda il territorio; SALUTE E SICUREZZA presenza di un ambiente sano, sicuro e protetto e di misure di prevenzione.

La Carta delle sostenibilità e il Contratto di fiume

In quest’ottica, la Carta della Sostenibilità, promossa all’interno del workshop: “La Carta della Sostenibilità – spiega l’assessore all’Ambiente Francesco Marconi – è un documento di indirizzo per l’attivazione di strumenti di governo in linea con i principi di sostenibilità ambientale, economica e sociale promossi dalla Commissione Europea. Identità, sicurezza e sostenibilità sono i tre perni su cui saranno incentrati i contenuti della carta che si configureranno come delle linee guida per tutti gli strumenti (piani, programmi, progetti, ecc.) che, a diverse scale, interesseranno in futuro la costa teramana”.

Su iniziativa dell’Assesorato, inoltre, verrà introdotto anche in Abruzzo “il contratto di fiume”: strumenti di programmazione negoziata per la riqualificazione dei bacini fluviali. Uno modello di lavoro nuovo che mette attorno ad un tavolo tecnici, amministratori e rappresentanti della comunità e che consente di condividere scelte e tempi e modalità di intervento. Un approccio, fondato sul consenso e sulla partecipazione, che considera il fiume come “un bacino di interesse” attorno al quale costruire progetti di sviluppo. Il progetto della Provincia è stato messo a punto dal gruppo di lavoro di Agenda 21 locale di concerto con il settore Ambiente.

L’introduzione della Valutazione di impatto ambientale nell’analisi dei Piani regolatori

Questi concetti progettuali chiave saranno verificati e monitorati negli effetti e nei valori attraverso la Valutazione Ambientale Strategica (V.A.S.) che verrà introdotta con il nuovo Piano territoriale.

“Essa dovrà verificare gli impatti che ogni singola scelta avrà sul sistema ambientale, sul paesaggio e sulle risorse, dovrà verificare ed eventualmente perseguire le “opzioni ad impatto zero”, proporre misure di mitigazione degli stessi e di “risarcimento” del territorio – afferma l’assessore all’urbanistica Vincenzo Falasca – questi concetti saranno applicati con rigore all’intero sistema costiero e della prima collina che rappresentano gli ambiti in cui i fattori naturali hanno subito le maggiori trasformazioni e che per questo dovranno trovare nel nuovo P.T.C.P. un maggiore equilibrio ed una convivenza virtuosa tra il sistema urbano a vocazione insediativa e turistica ed il sistema ambientale formato dalla costa e da brani di territorio che ancora svolgono una funzione di presenza ambientale”.

Obiettivo generale  del  progetto  Sustain,  che  muove  dalla considerazione  del  crescente  impatto  generato dalle  attività  umane  sulle  aree  costiere  e  gli

habitat naturali, è individuare un 19  indicatori  che  consentiranno  alle  autorità  locali  e  regionali di misurare e migliorare  il  livello di sostenibilità dei propri  territori.

I partner proseguiranno i lavori  domani  con  la visita  di  scambio  interregionale  organizzata presso    l’Area  marina  protetta  (A.M.P.)  della Torre  del  Cerrano.  Interverranno  il  presidente del Consorzio di gestione dell’A.M.P., Benigno D’Orazio,  e  del Direttore, Fabio Vallarola,  che illustreranno  alla delegazione  le  attività  dell’Area e    il progetto  “Eco  a Mare” per  il  recupero dei  rifiuti  marini.  Seguirà  la  presentazione  di altre esperienze maturate nel settore della  tutela delle  acque  dalla  Provincia  di  Teramo,  quali quella  del  “contratto  di  fiume”,  presentata  dal Settore Ambiente, e dei sistemi di pesca sostenibile, a cura del dottor Nicola Ferri, dell’Istituto Zooprofilattico  “Caporale”  insieme  al Co.Ge.Vo., il consorzio per la tutela della pesca. Massimo  Rosa,  geologo  del  settore  Viabilità della Provincia di Teramo,  illustrerà  invece  l’uso delle barriere protettive per prevenire il fenomeno dell’erosione costiera. Concluderà la giornata una visita guidata dell’area della Torre del Cerrano e della fascia costiera teramana.

Teramo 29 marzo 2011

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