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St. Petersburg promuove due oriundi italiani

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Ap – Corse

St. Petersburg promuove

due oriundi italiani

di Lino  Manocchia

ST. PETERSBURG, 28 Marzo ’11 – Il campionato INDYCAR, edizione 2011 parte  all’insegna del tempo bello floridiano. St. Petersburg (foto) oltre alla magnifica Marina e le chilometriche palme offre qualche volto nuovo, col ritorno di Sebastian Bourdais. Il francese sarà ospite della serie per sole 5

gare stradali causa precedenti impegni con Le Mans  ed altre categorie, ma questa volta la sfortuna è stata tutta sua. Nel  warm up prima della gara, veniva colpito malamente dal rookie Sebastian Saalavedre che gli sfasciava metà vettura costringendolo a ritirarsi.

Il Catalano Oriol Servia alla guida di una vettura sponsorizzata dalla Telemundo del team Newman/Haas,si affiancherà a Simona De Silvestro, Ana Beatriz e l’altra ventinovenne (Happy Birthday!!) Danica Patrick (foto) la quale, dopo il fracasso creato con la sua par-tecipazione nelle stocke car, sta per dire “Good by” alle monoposto poiché sembra che la colombina stia per spiccare il volo definitiva-mente, diretta al mondo dei dollari e delle stock car. Dunque, sarà “Swan song” della driver dell’Arizona che farà versare una lacrima a “patron” Michael Andretti il quale perde Tony Kanaan (passato al team KV Racing), ma allinea una mezza dozzina di drivers con in testa il figlio Marco, nipote del grande Mario “Piedone”. Tutto dipenderà, ovviamente, se la Danica vincerà la 500 miglia di maggio da  dove porterebbe via 2 milioni di dollari. Ma anche questo è tutto da vedersi.

E tanto …per non cambiare Will Power (foto), il numero uno del  team Penske, si è issato in pole position – per la seconda volta consecutiva – incurante degli spunti arditi del campione in carica Dario Franchitti, (reduce da un incidente del matti-no), che ha preceduto Scott Dixon (ambe-due del team Chip Ganassi), Mike ConwayRyan Briscoe, l’inglese Justin Wilson e Marco Andretti

LA CORSA: “Il terzetto ed il  fuggitivo”


Come titolare la corsa odierna della Florida, con la pista che  a tratti sembrava  dimenticata dal resto del mondo, sulla   quale transitavano sporadiche  ombre  di illustri  sconosciuti?

Proviamo con “Il terzetto ed il fuggitivo”, protagonisti   Dario  Franchitti (foto), già campione della serie, Will Power, Tony Kanaan e Simona De Silvestro,  rookey lo scorso anno, eroina già all’inizio dell’anno agonistico.

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ABRUZZOpress – N. 105 del 8 Marzo ’11 Pag 2

Già, l’italo scozzese a bordo della fiammante Ganassi, super favorito ha reso facile la 27ma vittoria della sua carriera, togliendo un po’ di suspense, al contrario del pilota della Penske che ha retto agli attacchi decisi del “volpone” Kanaan che ha rinverdito il suo prestigio di pilota provato e capace di tenere a bada la  giovane italo-svizzera Simona De Silvestro, la quale ha infiammato le migliaia di spettatori che avevano seguito Simona all’inseguimento del terzo posto dopo aver tallonato Franchitti per dozzine di giri al secondo posto. Grazie al famoso “push to pass” cioè aumento di potenza per  dieci secondi da usarsi per un sorpasso decisivo, Simona, era riuscita ad agganciare Kanaan, sbagliando il tempo, poiché se avesse atteso un altro paio di giri dalla fine, avrebbe dato scacco  al  brasiliano. Comunque, Brava Simona! Se non altro per aver fatto brillare due  oriundi italiani, e .buon  proseguimento.

E gli altri, direte? All’insegna del nervosismo,  frustrazione, inesperienza, la canzone della Indycar: ”I am Indy”, ha offerto note che hanno stonato il ritornello. Cinque luci gialle in appena 22 giri, uno scontro molteplice di una diecina di macchine subito alla prima curva, che è costato la corsa a Marco Andretti, facendo rizzare i bianchi capelli a nonno Mario, e messi fuori  gioco per una dozzina di passate diversi concorrenti.

La bella Danica undicesima, ha dovuto cambiare  per ben due volte i “baffi” della vettura per colpetti rabbiosi  sugli avversari. Oriol Servia si è salvato dal putiferio consegnando il nono posto d’arrivo al patron della  Newman/Haas Will Power sorseggiando una  lattina di Coca Cola ammetteva: Era inutile lottare. Franchitti possedeva un mostro di macchina, che, speriamo presto, perda un po’  della sua “potente arroganza”.

E questo dice  tutto.

LINO MANOCCHIA

ssnphoto.com

Classifica:

Franchitti 52, Power 41, Kanaan 35, De Silvestro 32, Soto 30, Tagliani 28, Matos 26, Servia 22

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