Abruzzo

L’Aquila. Raccolta firme per la ricostruzione dell’Aquila: tra chiacchiere e fatti

Raccolta firme per la ricostruzione dell’Aquila: tra chiacchiere e fatti

La ricostruzione del centro storico dell’Aquila, come di ogni altra città italiana, è un fatto di cultura e prestigio dell’intera nazione, oltre che un segno di tangibile unità nazionale. Di quell’unità che riguarda le persone, più che i confini, le bandiere e le tasse. I Radicali e il PD hanno immediatamente offerto il proprio sostegno ad una proposta di legge di iniziativa popolare fatta dagli aquilani stessi per la ricostruzione del loro territorio. Iniziativa locale e mobilitazione nazionale: meraviglioso segno di un popolo veramente unito! Purtroppo c’è stata poi la prova dei fatti e l’impegno di questi due partiti, per la mia esperienza di segretario dell’Associazione Radicali Pavia, ha preso due strade completamente opposte.

Nella nostra realtà di provincia, i radicali non possono permettersi di pagare gli autenticatori (notai, cancellieri ecc), ma possono chiedere ai consiglieri comunali di altri partiti di autenticare le firme, al pari del notaio. Il pd, appoggiando a livello nazionale l’iniziativa, a rigor di logica, avrebbe dovuto fornire la disponibilità di consiglieri comunali-autenticatori. Purtroppo non lo ha fatto e dopo una mediazione con il segretario cittadino del PD, Antonio Ricci (che devo riconoscere essersi prodigato molto per l’iniziativa, inviando ripetutamente mail e messaggi ai consiglieri del suo partito), abbiamo deciso che i moduli sarebbero andati direttamente nelle mani dei singoli consiglieri comunali e che avrebbero provveduto a raccogliere le firme singolarmente tra i propri parenti, amici, conoscenti ed elettori. Venti firme per quattordici consiglieri avrebbero garantito l’ottimo risultato di 280 firme senza sforzo, senza freddo e senza alcun costo.

La collaborazione con il PD, a livello comunale, è sempre stata (e mi auguro continuerà ad essere) ottima, per questo non c’è rabbia nelle mie parole, ma solo una grande delusione. Posso garantire personalmente che il PD a Pavia e nel pavese, può legittimamente vantare personalità di altissimo valore, persone che, purtroppo, hanno preferito occuparsi del loro elettorato piuttosto che di una iniziativa di solidarietà nazionale.

Il rammarico non nasce però da come si è comportato il PD a livello locale, ma dall’atteggiamento del partito democratico a livello nazionale, il quale, stando a quanto mi hanno riferito i consiglieri stessi, si è ben guardato non solo dall’organizzare una mobilitazione nazionale, ma anche dal segnalare l’adesione all’iniziativa! I consiglieri del PD hanno saputo dell’iniziativa solo quando gliel’hanno detto i Radicali!

Purtroppo il dato fa ancor più cadere nello sconforto se si considera che è incomprensibile come un partito che vanta 831.042 iscritti non riesca a raccogliere 50.000 firme! Mi rivolgo quindi al Segretario Bersani: perché perdere una facile occasione per fare una bella figura al punto di fare addirittura una figuraccia? Non si poteva posare all’Aquila la prima pietra per la ricostruzione d’Italia?

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