Teramo e Provincia

L’ostruzionismo di Rifondazione sulla proposta di riperimetrazione della riserva naturale del Borsacchio non ha alcuna giustificazione.

L’ostruzionismo di Rifondazione sulla proposta di riperimetrazione della riserva naturale del Borsacchio non ha alcuna giustificazione.

Ieri, a causa dei circa 700 emendamenti presentati, la votazione sulla proposta di legge sul Borsacchio si è protratta fino a mezzanotte per poi essere rinviata al prossimo consiglio. L’atteggiamento del Consigliere Maurizio Acerbo è puramente ideologico e si traduce nella volontà di conservare una situazione di fatto ingiusta che penalizza i residenti e le numerose attività turistiche presenti nella zona. Sul disegno di legge si sono espressi i cittadini, le varie associazioni, i comuni di Roseto e Giulianova, la Provincia di Teramo e la Giunta Regionale per tramite del dirigente del settore competente e dell’assessore. Di fronte alle richieste del territorio, Acerbo continua una sua lotta capricciosa e masochista, oltre che ideologica.

La maggioranza ha  l’onere e il diritto di governare, raffrontandosi con le ragioni di ognuno, rispettando e facendo sintesi dei diversi punti di vista, cosa puntualmente avvenuta avendo dato il diritto a tutti gli enti interessati di potersi pronunciare. La minoranza ha il diritto ed il dovere di controllare e di stimolare l’azione della maggioranza attraverso la dialettica fondata su tesi costruttive volte al miglioramento delle proposte ricevute. Forse Maurizio Acerbo ha fatto confusione di questi ruoli ostinandosi a combattere una battaglia personale.

Il messaggio inviato ieri dalla maggioranza formatasi in consiglio sul Borsacchio è stato di fermezza rivolto nei confronti di chi ha confuso il confronto democratico con la demagogia e lo scontro ideologico. Auspico che l’atteggiamento di ieri venga mantenuto in futuro per poter finalmente approvare una legge che intende riparare ai danni causati da una “sveltina” approvata in tutta fretta nel 2005 attraverso una norma intrusa alla legge di bilancio che, sotto la bandiera di un ambientalismo rozzo e superficiale, andava a soddisfare ulteriori esigente che non avevano nulla a che vedere con la tutela reale del nostro territorio.

Il Capogruppo di FLI in Consiglio Regionale

Arch. Berardo Rabbuffo

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