Giulianova

Giulianova. Note biografiche degli artisti che si esibiranno nelle prossime settimane al Circolo Culturale L’Officina (L’Arte e i Mestieri).

Note  biografiche degli artisti che si esibiranno nelle prossime settimane al Circolo Culturale L’Officina (L’Arte e i Mestieri).

“A Regola D’Arte” è una una serie di concerti che si terranno al Circolo L’Officina (L’Arte e i Mestieri) di Giulianova Paese. Una programmazione di musicisti e formazioni che spazia dal pop al folk, dall’indie al cantautorato.

La prima serata si terrà sabato 26 marzo e ci sarà lo showcase di Sandra Ippoliti, che presenterà insieme al cantautore Orlando Ef il suo primo lavoro, il cd Sandra Ippoliti, una breve bio ci dice che dopo la laurea, torna a casa e decide di partecipare ad un concorso Metal al TittyTwister di San Benedetto. Ale, il proprietario del locale, decide di farle aprire il concerto di Bugo dell’indomani, correva l’anno 2007.
Al Sig. Bugatti aprirà un secondo live a Pescara nel febbraio 2007.
Non contenta Sandra stringe amicizia con Umberto Giardini alias Moltheni, a cui aprirà la tappa di Pescara nel gennaio 2008 al WakeUp grazie anche all’intercessione dell’amico Umberto Palazzo.
Le collaborazioni con Umberto Palazzo ed il Santo Niente continua con la pubblicazione del singolo Amara Terra Mia, il cui ricavato è andato all’associazione Ciudad dell’Aquila per la ricostruzione post terremoto.
Non solo, Umberto Palazzo l’ha voluta nel suo primo lavoro “Canzoni della notte e della controra” che vede anche la partecipazione di Tiyng Tiffany.
Ultimamente ha cominciato una nuova collaborazione con un altro cantautore pescarese, Orlando Ef con il quale ha organizzato il suo nuovo live set in cui la personalità di Sandra si scontra bonariamente con quella del “socio”, incontro dunque, di due personalità a tratti molto diverse capaci di generare nuove sonorità.E’ in uscita per i primi di febbraio il primo album di Sandra, autoprodotto in tutte le sue parti, in cui vengono aperte tutte le sue sghembe melodie… Le canzoni della Ippoliti sono piccoli stralci di emozioni, che non hanno una struttura prestabilita, non hanno un ritornello, nè una strofa, sono semplicemente delle melodie capaci di riportare la pace dei sensi della sua esecutrice. Sono delle piccole terapie che non hanno alcun criterio strutturale che nascono nell’improvvisazione, che catturano uno stato d’anima. Un modo tutto suo di vivere la musica come strumento per ottenere la bellezza e la pace.

Si prosegue sabato 2 aprile con Bob Corn alias Tiziano Sgarbi alias Tizio, pezzo grosso della scena indie folk italiana, cito una parte della recensione del suo ultimo album uscita su rockit a firma Alex Urso “The Watermelon Dream” è l’ultimo tassello del suo sottile percorso cantautorale. E, lo dico con tutta la banalità e la poca professionalità di questa espressione, è un album bellissimo, in ognuno dei suoi venti minuti. Sette canzoni che godono della solita delicatezza, accostata questa volta ad una inaspettata cura tecnico-formale. L’attenzione dedicata alle strutture di queste canzoni è evidente”. Il 16 Aprile arriva da Torino Stefano Amen propone la canzone d’autore, in una nuova veste originale e a volte iconoclasta Da anni calca i palchi della penisola portando la sua musica e le sue parole dai piccoli ai grandi clubs, rassegne e Festival prestigiosi, dall’”Hiroshima Mon Amour”, dove di recente supporta il concerto di Tim Robbins e di Badly Drawn Boy al “Traffic Free Festival”.

Sabato 30 Aprile tocca ai conterranei delaWater che nella loro bio su reverbnation scrivono: “Conquistata dalla melodia la vena indie-rock dei delaWater ha trovato sfogo nella voce “manuale” di Paolo Marini, nella batteria “toccata” di Stefano Di Gregorio, nel basso “girevole” di Andrea Marramà, nella chitarra “interventista” di Pierluigi Filipponi e nella tastiera “cantante” di Aurora Aprano.”

Chiudiamo i concerti sabato 14 maggio conl Enrico Farnedi “Nel 2006 ecco la folgorazione per uno strumento con cui in breve tempo crea il suo rapporto più intimo ed entra particolarmente in sintonia, l’ukulele. Nel giro di appena due anni, nel Luglio 2008, questo feeling lo ha portato a partecipare a Ukeit, il primo festival italiano dedicato al piccolo strumento hawaiano, e a figurare nella conseguente compilation Ukeit Vol. 1 (Barlumen Records) insieme a Petra Magoni, Ferruccio Spinetti, Frankie Hi Nrg e Pacifico.
L’album d’esordio solista, Ho lasciato tutto acceso (Sidecar / Brutture Moderne), è la tappa più recente di questo variegato e appassionato percorso artistico e vede Enrico Farnedi in veste di ‘one man band’.
“Le canzoni che scrivo sono piccole, un po’ come il chitarrino” ha dichiarato di recente il musicista cesenate, e in effetti uno dei tratti principali del suo album è la semplicità. Ukulele, banjolele, basso, batteria, sintetizzatore, tamburello, shaker, glockenspiel, una tromba giocattolo e vari tegami da cucina sono alcuni degli strumenti suonati da Farnedi per dare una base musicale alla sua voce e ai suoi testi schietti, sia intimistici sia scanzonati. Le serate iniziano alle 22.00 e sono tutte gratuite.







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