INTERPELLANZA URGENTE
Qualità dell’aria in Abruzzo
I sottoscritti Antonio Saia Consigliere regionale del Partito dei Comunisti Italiani e Maurizio Acerbo Consigliere regionale di Rifondazione Comunista.
Premesso che
Diverse associazioni ambientaliste e di Cittadini hanno di recente inviato una diffida alla Regione Abruzzo per la mancata applicazione del Piano di Tutela della Qualità dell’Aria (approvata dalla Regione nell’anno 2007) che doveva ottemperare a direttive comunitarie sull’inquinamento atmosferico.
Rilevato che
Il Piano per la rete di monitoraggio degli inquinamenti, obbligatorio per legge, non risulta attivata in molte aree (vedi Provincia di Chieti, ma anche in altre come per esempio nei comuni di Roseto e Giulianova). Non è stato inoltre reso pubblico il piano di monitoraggio nelle aree industriali che, secondo il piano del 2007, sarebbe stato predisposto entro un anno.
Altro problema sollevato dalle associazioni riguarda l’inventario delle Emissioni, che rappresenta “il catasto” delle quantità inquinanti emesse da aziende, traffico, riscaldamento, inventario che, stante i dati pubblicati sul sito della regione, appare fermo al 2007, quando il Piano prescriveva un suo aggiornamento ogni 2 anni.
Inoltre molte associazioni avevano contestato diverse lacune di dati relativi all’inquinamento contenute nel Piano stesso, in quanto essi sono stati raccolti per periodi inferiori a quelli previsti dal Decreto 60/2002, così come l’omissione di molti dati tecnici relativi alla presenza in molte aree abruzzesi di un inquinamento a causa di “Idrocarburi Policlici Aromatici”, dati forniti dall’ARTA.
Rilevato che
L’acquisizione di molti dati relativi all’inquinamento sono state rimandate dal Piano all’attivazione di una rete di monitoraggio che non è ancora partita e che da diversi anni i cosiddetti IPA (ed anche i metalli e le PM 2,5) non vengono monitorati
Che nonostante tali gravissime lacune la Regione Abruzzo e gli altri enti delegati continuano a rilasciare sia le autorizzazioni agli scarichi in atmosfera per impianti industriali, artigianali ecc. sia a vagliare positivamente, attraverso il Comitato V.I.A. Regionale, questi impianti in assenza dei dati sopra ricordati e nonostante il preciso dettato normativo contenuto nell’art.271 del Dlgs 152/2006 prevede espressamente che gli enti nell’autorizzare nuovi scarichi “…devono altresì valutare il complesso di tutte le emissioni degli impianti e delle attività presenti, le emissioni provenienti da altre fonti e lo stato di qualità dell’aria nella zona interessata. I valori limite di emissione e le prescrizioni fissati sulla base di tale istruttoria devono essere non meno restrittivi di quelli previsti dagli Allegati I, II, III e V alla parte quinta del presente decreto e di quelli applicati per effetto delle autorizzazioni soggette al rinnovo.”
Che l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha dimostrato che migliaia di persone muoiono ogni anno a causa dell’esposizione all’inquinamento atmosferico e che tale mortalità aumenta progressivamente con l’aumentare delle concentrazioni di inquinanti, senza che vi sia, per alcuni di essi, come le PM2,5, una soglia con rischio 0;
Che i pochi e lacunosi dati raccolti da alcune centraline a Pescara, Spoltore e Teramo indicano che nei primi mesi del 2011 sono stati numerosi i giorni in cui i limiti giornalieri per le PM10 sono stati superati (e, a Spoltore e Pescara, è stata ampiamente superata la soglia dei 35 giorni di superamenti previsti dalla legge) a testimonianza del grave stato di inquinamento dell’aria a cui sono esposti i cittadini.
INTERPELLANO
il Presidente della Giunta Regionale e l’Assessore regionale all’Ambiente, per sapere:
- se intendono attivare la Rete di monitoraggio di cui al Piano di Tutela della Qualità dell’Aria per tutti gli inquinanti per i quali è obbligatorio fornire gli aggiornamenti.
- Se intendono aggiornare l’inventario delle emissioni;
- Se intendono porre in essere immediatamente un piano di monitoraggio nelle aree industriali secondo quanto disposto dal Piano;
- Se intendono sospendere le autorizzazioni alle emissioni compresi i rinnovi fino a quando non ci sarà il monitoraggio obbligatorio;
- Se intendono sospendere qualsiasi procedura di valutazione ambientale di nuovi impianti che comportino emissioni in atmosfera e/o l’aggravio delle emissioni da traffico (grandi centri commerciali, grandi infrastrutture viarie) in assenza di dati aggiornasti per tutti gli inquinanti previsti dalle norme comunitarie e in assenza dell’aggiornamento dell’inventario delle emissioni.
- Se intendono pubblicare i dati di cui al punto MM4 del Paino di tutela della Qualità dell’aria secondo quanto previsto dal decreto 195/2005.
L’Aquila, 16 marzo 2011
Il consigliere dei Comunisti Italiani Il consigliere di Rifondazione Comunista
Antonio Saia Maurizio Acerbo



