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	<title>GiulianovaNews &#187; Italiani all&#8217;Estero</title>
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	<description>&#34;Giulianova News Notizie. www.giulianovanews.it Il primo giornale online sulla Città di Giulianova. Diretto da Walter De Berardinis&#34;</description>
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		<title>“La vita è una moneta”     di Alejandra Daguerre *</title>
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		<pubDate>Mon, 21 May 2012 22:28:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Italiani all'Estero]]></category>

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		<description><![CDATA[“La vita è una moneta” di Alejandra Daguerre * BUENOS AIRES &#8211; Era uno di quei pomeriggi in cui la testa non ti lascia in pace &#8230; Mi sentivo letteralmente sopraffatta da migliaia, milioni di embrioni d’idee spumeggianti, a tal punto che decisi di uscire a fare quattro passi, o meglio, mi obbligai a farlo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em>“La vita è una moneta”</em></strong></p>
<p>di <strong>Alejandra Daguerre *</strong></p>
<p>BUENOS AIRES &#8211; Era uno di quei pomeriggi in cui la testa non ti lascia in pace &#8230; Mi sentivo letteralmente sopraffatta da migliaia, milioni di embrioni d’idee spumeggianti, a tal punto che decisi di uscire a fare quattro passi, o meglio, mi obbligai a farlo a mo&#8217; di rimedio casalingo per &#8220;ventilarmi il corpo e l&#8217;anima&#8221; e cercare in questo modo di calmare un po&#8217; le vertigini che mi erano state provocate da tanto movimento interno.</p>
<p>La giornata sembrava essere in sintonia con l&#8217;attività della mia mente: tutto era grigio e minaccioso &#8230; si avvicinava la tempesta, il cielo si riempiva di nuvole, i notiziari trasmettevano allarmi meteo e i miei pensieri non rimanevano indietro &#8230;</p>
<p>Quando ci sentiamo confusi, tristi, intrappolati da sensazioni apocalittiche e soggiogati dal peso delle risoluzioni future, ci muoviamo a stento &#8230; Ed esattamente così intrapresi la mia camminata, quasi avvilita. Ma la vita è piena di sorprese: senza rendermene conto, tra le pietre del mio vagare taciturno, qualcosa di luccicante catturò la mia curiosità e mi fermai. Sì! Era una moneta in attesa di essere scoperta. Una moneta finta, non a corso legale, ma che immediatamente risveglió gli altri miei pensieri, quelli che erano stati soffocati dietro la grande marea provocata dalla confusione.</p>
<p>Era tempo di riflettere &#8230; avevo visto solo un lato della situazione e, concentrata su quella visione parziale della realtà, non trovavo nessuna possibile soluzione, dato che non riuscivo a vedere l&#8217;immagine completa. Testa e croce, le due facce della stessa moneta, sono l&#8217;esempio più semplice per spiegare come si possa essere parziali, e come spesso rimaniamo prigionieri della difficoltà e dello sconforto.</p>
<p>Mi resi conto in quel momento che le polarità sono integrate nella stessa realtà: il giorno e la notte sono parte di un ciclo, ma sarà il mio approccio a definire come li percepisco. A volte sono &#8220;solare&#8221; e tutto è bello ed energizzante fin dall&#8217;alba, il sorgere del sole agisce come un &#8220;pulsante di avviamento&#8221;. Altre volte sono &#8220;notturna&#8221; e la notte mi attrae, perché stimola la mia necessità di mistero, magia, silenzio e romanticismo.</p>
<p>Ma entrambe le immagini, anche se contrapposte, fanno parte di un tutto e si perfezionano a vicenda, trasmettono l&#8217;idea dell&#8217;insieme, dell&#8217;aspetto integrato.</p>
<p>Quel pomeriggio mi resi conto che la mia camminata triste era parte di me, come lo erano le mie passeggiate euforiche e positiviste. Grazie a loro cominciai a integrare i miei stati d&#8217;animo come parte di un tutto. Io sono fatta di questi due modi di essere.</p>
<p>La saggezza popolare e la storia ci dicono che le monete portano buona fortuna, prosperità e felicità. Vi posso assicurare che da quel &#8220;grigio pomeriggio&#8221; porto con me la moneta che trovai come se fosse un talismano. La mia moneta è finta, non a corso legale, ma non potrei mai dire che non ha valore, perché per mezzo di lei ho imparato a rimettere a fuoco, a rendermi conto che sono io chi sceglie la strada e che le due facce della la luna sono integrate in una stessa realtà&#8230; E che tutto dipende da me&#8230;</p>
<p><strong><em>&#8230;La vita è una moneta<br />
chi la cerca la trova<br />
occhio, parlo di monete<br />
non di grosse banconote&#8230;</em></strong><strong> </strong></p>
<p><strong>Juan Carlos Baglietto</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><em>*psicóloga e psicoterapeuta in Buenos Aires</em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Italia. Da tutta Europa 6.000 giovani talenti per il Festival Europeo delle Scuole di musica</title>
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		<pubDate>Sun, 13 May 2012 21:24:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Italiani all'Estero]]></category>

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		<description><![CDATA[Da tutta Europa 6.000 giovani talenti per il Festival Europeo delle Scuole di musica Da 25 Paesi europei, 6.000 giovani musicisti tra i 12 e i 25 anni arriveranno in Emilia Romagna per partecipare a una delle più significative manifestazioni indirizzate al talento giovanile. ALLEGROMOSSO, il festival europeo delle scuole di musica, giunge quest’anno alla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div><strong><span style="font-size: medium;">Da  tutta Europa 6.000 giovani talenti per il Festival Europeo delle Scuole di  musica</span><br />
</strong></div>
<p><em><strong><span style="font-size: small;"><br />
</span><span style="font-size: small;"><br />
</span></strong></em></p>
<div><em><span style="font-size: small;"><br />
</span></em></div>
<div><span style="font-size: small;">Da 25 Paesi europei, 6.000 giovani musicisti tra i  12 e i 25 anni arriveranno in Emilia Romagna per partecipare a una delle più  significative manifestazioni indirizzate al talento giovanile. ALLEGROMOSSO, il  festival europeo delle scuole di musica, giunge quest’anno alla sua undicesima  edizione ospitando, tra il 17 e il 19 maggio, più di 400 concerti nelle città,  borghi storici e marinari della costa ed entroterra tra le province di Rimini,  Forlì-Cesena, Ravenna e Ferrara. </span></p>
<p><span style="font-size: small;">La  manifestazione è organizzata dalla Regione Emilia-Romagna in collaborazione con  EMU – Unione Europea delle scuole di Musica che rappresenta oltre 4 milioni di  studenti europei,  l’A.I.d.S.M. &#8211; Associazione Italiana delle Scuole di Musica  e  Assonanza &#8211; Associazione delle Scuole di Musica dell’Emilia Romagna. Nei  giorni precedenti la manifestazione, dal 15 al 17 maggio, 70 rappresentanti  delle Associazioni nazionali dei 26 Paesi affiliati ad EMU si daranno  appuntamento a Riccione, per l’Assemblea generale  dell’Unione.</span></p>
<p><span style="font-size: small;">Quest’anno il festival ALLEGROMOSSO gode del  supporto mediatico di Radio 1 Rai che coinvolgerà le redazioni musicali e il Gr  Ragazzi dedicando agli eventi puntate tematiche e speciali in diretta. Verrà  inoltre organizzata la ripresa, all’interno del programma Demo, della serata di  premiazione dei migliori gruppi musicali europei: un binomio congeniale per la  trasmissione che, da oltre dieci anni, si occupa della promozione di giovani  talenti musicali. </span><br />
<span style="font-size: small;"><br />
I gruppi musicali partecipanti sono  220 per più di 400 concerti, in due giorni, in 25 località della costa e  dell’entroterra emiliano-romagnolo, dai borghi storici delle colline e della  pianura ai centri balneari più conosciuti, fino al Delta del Po. Grandi  orchestre di musica sinfonica, orchestre da camera, piccoli ensembles, gruppi  jazz, pop rock, traditional, folk, danza, bande, cori. Tutti i generi musicali  saranno presenti nei concerti di ALLEGROMOSSO.</span></p>
<p><span style="font-size: small;">Teatri, chiese, musei, rocche e castelli, piazze e  luoghi più caratteristici delle città e dei borghi storici e marinari si  trasformeranno in suggestivi palcoscenici ed accoglieranno i giovani musicisti  di diverse nazionalità, contribuendo alla creazione di un’Europa unita anche  nella musica. </span></p>
<p><span style="font-size: small;">“ALLEGROMOSSO costituisce un’importante  opportunità di promozione internazionale del territorio ed in particolare dei  luoghi che ospiteranno i concerti, molti dei quali recentemente riqualificati  grazie ai fondi europei, nell’obiettivo della valorizzazione del patrimonio  ambientale e culturale del territorio &#8211; dichiara l’Assessore al Turismo e  Commercio della Regione Emilia Romagna, Maurizio Melucci &#8211; Ma è anche un  importante  riconoscimento della qualità dell’accoglienza che ci ha sempre  contraddistinto e l’occasione per aprirsi a nuove forme di turismo culturale,  particolarmente rivolto ai giovani”. </span></p>
<p><span style="font-size: small;">Europa, giovani  e musica quindi, ma anche  valorizzazione dei territori per la promozione di un turismo sostenibile e di  qualità: questo è ALLEGROMOSSO, il cui fitto calendario di esibizioni prevede  appuntamenti di grande spessore musicale, che faranno da cornice ai concerti  delle scuole di musica europee, previsti nei giorni 18 e 19 maggio 2012. </span></div>
<div>
<div><span style="font-size: small;">Il 17 maggio Ravenna ospiterà la cerimonia di  apertura con l’Orchestra giovanile “Luigi Cherubini” diretta dal Maestro Wayne  Marshall, in collaborazione con il Ravenna Festival; il 18 maggio, a  Sant’Arcangelo di Romagna, si svolgerà la serata DEMORAI, insieme ai due storici  conduttori Michael Pergolani e Renato Marengo, con la partecipazione di gruppi  di giovani musicisti europei, accompagnati da ospiti illustri della musica  italiana, in collaborazione con Palco Reale; il 19 maggio ALLEGROMOSSO si  chiuderà a Cesena con una grande festa di musica con la partecipazione di Goran  Bregovic e la sua Wedding and Funeral Band, che suonerà  coinvolgendo tutti i  6000 giovani musicisti europei. </span><span style="font-size: small;">Le serate saranno condotte da Gian Maurizio  Foderaro, responsabile della programmazione musicale di Radio 1  Rai.</span></div>
<div><span style="font-size: small;"><br />
</span></div>
</div>
<p><span style="font-size: small;"><em><br />
</em></span></p>
<div><em><span style="font-size: small;"><br />
</span></em></div>
<div><em><span style="font-size: small;">Sito ufficiale della manifestazione: </span><span style="font-size: small;"><a href="http://www.allegromosso.it/" target="_blank">www.allegromosso.it</a></span></p>
<p></em></div>
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		<item>
		<title>LA LETTERATURA ITALIANA IN AUSTRIA: CINQUE SECOLI DI SCRITTORI OLTRECONFINE</title>
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		<pubDate>Sun, 13 May 2012 14:57:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Italiani all'Estero]]></category>

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		<description><![CDATA[LA LETTERATURA ITALIANA IN AUSTRIA: CINQUE SECOLI DI SCRITTORI OLTRECONFINE Saranno presentati a Roma, il 18 maggio prossimo, presso la sede della Società Dante Alighieri, i volumi di Alfred Noe e Gualtiero Boaglio ROMA - Saranno presentati venerdì 18 maggio alle ore 17.30, presso la sede della Società Dante Alighieri (piazza Firenze 27) in Roma, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>LA LETTERATURA ITALIANA IN AUSTRIA: CINQUE SECOLI DI SCRITTORI OLTRECONFINE</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Saranno presentati a Roma, il 18 maggio prossimo, presso la sede della </strong></p>
<p><strong>Società Dante Alighieri, i volumi di Alfred Noe e Gualtiero Boaglio</strong></p>
<p>ROMA -<strong> </strong>Saranno presentati venerdì<strong> 18 maggio </strong>alle<strong> ore 17.30</strong>, presso la sede della<strong> Società Dante Alighieri </strong>(piazza Firenze 27) in <strong>Roma</strong>,<strong> </strong>i volumi della<strong> Storia della letteratura italiana in Austria </strong>(Geschichte der italienischen Literatur in Österreich &#8211; Vienna, Böhlau 2011-2012), di<strong> Alfred Noe </strong>e <strong>Gualtiero Boaglio, </strong>uno sguardo sulla produzione letteraria italiana in territorio austriaco dall’Umanesimo alla dissoluzione dell’Impero asburgico. Interverranno, oltre agli<strong> Autori, </strong>il Presidente della Società Dante Alighieri,<strong> Ambasciatore Bruno Bottai</strong>, e l’<strong>Ambasciatore d’Austria </strong>in Italia<strong> Christian Berlakovits. </strong>Seguiranno concerto per soprano e archi e brindisi.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Nei quasi 500 anni che vanno dall’inizio dell’Umanesimo al Trattato di Saint-Germain (1919), i Paesi della corona asburgica hanno visto nascere la più ricca produzione letteraria in lingua italiana in terra straniera, sia per quantità, sia per qualità di testi pubblicati. Una tradizione a lungo ignorata dalla critica letteraria italiana, che dal Risorgimento in poi ha spesso trascurato le opere nate extraconfini per motivi politici e ideologici legati al concetto ottocentesco di identità nazionale. Nei due volumi della Geschichte der italienischen Literatur in Österreich, gli autori si sono proposti di colmare questa lacuna, con un’analisi accurata e puntuale che, a partire dalla penetrazione in Austria delle istanze umanistiche di <strong>Francesco Petrarca</strong>, racconta l’interesse plurisecolare dell’<em>élite</em> culturale asburgica per la nostra cultura e l’influenza che quest’ultima ha avuto nella diffusione in terra austriaca di movimenti come il Barocco e l’Illuminismo.</p>
<p>I due volumi, pubblicati in lingua tedesca dalla casa editrice Böhlau,<strong> </strong>saranno presentati in Palazzo Firenze, sede della Società Dante Alighieri,<strong> </strong>dagli autori<strong> Alfred Noe, </strong>Professore straordinario presso<strong> </strong>l’<strong>Università di Vienna</strong>, Consigliere Centrale della Società Dante Alighieri e Presidente del locale Comitato, e<strong> Gualtiero Boaglio, </strong>Direttore del programma di studi di Romanistica e Professore straordinario presso l’<strong>Università di Vienna. </strong>Alla presentazione interverranno il Presidente della Società Dante Alighieri, <strong>Ambasciatore Bruno Bottai</strong>, e l’<strong>Ambasciatore d’Austria </strong>in Italia<strong> Christian Berlakovits</strong>. Dopo la presentazione si terranno un concerto per soprano e quartetto d’archi e un brindisi.</p>
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		<title>Premio  “Ambasciatore di Terre di Puglia” al  Festival della Valle d’Itria</title>
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		<pubDate>Sun, 13 May 2012 14:35:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Italiani all'Estero]]></category>

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		<description><![CDATA[Premio “Ambasciatore di Terre di Puglia” al Festival della Valle d’Itria di Francesco Lenoci MILANO &#8211; L’edizione 2012 del Premio “Ambasciatore di Terre di Puglia”, svoltasi a Milano la sera del 5 maggio presso il meraviglioso Palazzo Isimbardi, è stata organizzata  dall’Associazione Regionale Pugliesi di Milano, con l’adesione di tante Associazioni Culturali Pugliesi trapiantate nel [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Premio </strong></p>
<p><strong>“Ambasciatore di Terre di Puglia” al </strong></p>
<p><strong>Festival della Valle d’Itria</strong><strong></strong></p>
<p>di <strong>Francesco Lenoci</strong></p>
<p>MILANO &#8211; L’edizione 2012 del Premio “<strong><em>Ambasciatore di Terre di Puglia</em></strong>”, svoltasi a <strong>Milano</strong> la sera del 5 maggio presso il meraviglioso Palazzo Isimbardi, è stata organizzata  dall’Associazione Regionale Pugliesi di Milano, con l’adesione di tante Associazioni Culturali Pugliesi trapiantate nel milanese.</p>
<p>L’edizione 2012 &#8211; la settima &#8211; rappresenta la continuità di un’iniziativa germogliata dalla volontà di dare un riconoscimento a chi, negli anni, ha contribuito alla valorizzazione del patrimonio umano, culturale e sociale della <strong>Puglia</strong>.<br />
Il Premio “<strong><em>Ambasciatore di Terre di Puglia</em></strong>” nasce con l’intento di scoprire, conoscere e far conoscere at­traverso le proprie eccellenze il pensiero, la cultura, la laboriosità e l’ingegno di quelle genti divenute popolazione delle terre di Puglia.  L’evento mira a creare momenti di aggregazione, confronto e condivisione nello spirito di integrazione delle vecchie e nuove migrazioni.</p>
<p>Il logo ufficiale è una rappresentazione del faro di <strong>Santa Maria di Leuca</strong>, punta estrema e fine delle terre di Puglia (<em>de finibus terrae</em>). Il faro di Santa Maria di Leuca, luogo di incontro dei due mari pugliesi, vedetta di una terra protesa verso altre terre, rappresenta per gli organizzatori il simbolo della vocazione delle genti di Puglia all’accoglienza.</p>
<p>La motivazione del Premio al <strong><em>Festival della Valle d’Itria</em></strong>, menzionata dalla splendida conduttrice della serata, <strong>Nicla Pastore</strong> di Studio 100 TV, è stata la seguente:</p>
<p>“La qualità delle proposte artistiche<br />
e l’elevato livello professionale e organizzativo<br />
ne fanno una manifestazione di interesse internazionale<br />
contribuendo nei campi dell’arte, della musica e della cultura<br />
a far conoscere e apprezzare la Puglia<br />
ben oltre i confini nazionali”.</p>
<p>Hanno ritirato il Premio <strong>Franco Punzi</strong> e <strong>Alberto Triola</strong>, rispettivamente, Presidente e Direttore Artistico del <strong><em>Festival della Valle d’Itria</em></strong>.</p>
<p><strong>Franco Punzi</strong> ha manifestato la sua gioia e quella di tutti i preziosi collaboratori nel ricevere un così prestigioso Premio nella città di <strong>Paolo Grassi</strong>.  Proprio da lui, nato a Milano e oriundo di <strong>Martina Franca</strong>, ricevette tanti anni fa l’incarico di fare il Presidente del Festival. Nel suo ricordo, il <strong><em>Festival della Valle d’Itria</em></strong> viene presentato, da sempre, al Piccolo Teatro di Milano. Nel suo esempio e, soprattutto,  con il talento e l’impegno di tanti, il Festival è arrivato a 38 edizioni, facendo diventare <strong>Martina Franca</strong> la “Città del Festival”.</p>
<p><strong>Alberto Triola</strong>, succeduto quale Direttore Artistico a <strong>Rodolfo Celletti</strong> e <strong>Sergio Segalini</strong>, ringraziando per il Premio, ha anticipato il contenuto del 38° <strong><em>Festival della Valle d’Itria</em></strong>. Dal 14 luglio al 2 agosto 2012, le meravigliose cornici di <strong>Martina Franca</strong>, <strong>Cisternino</strong> e <strong>Noci </strong>saranno illuminate da diciannove serate dedicate alla musica, al teatro, al cinema, al talento. In sintesi:</p>
<ul>
<li>quattro opere di rarissimo ascolto se non assolutamente nuove, quale una riscrittura drammaturgico-musicale di un capolavoro barocco e una prima esecuzione mondiale di un’opera (commissionata dal Festival) ambientata a <strong>Collemaggio</strong> l’indomani del terremoto che ha distrutto la <strong>Città</strong><strong> dell’Aquila</strong>;</li>
<li>due concerti con orchestra;</li>
<li>quattro serate dedicate al Novecento &#8211; tra musica e poesia &#8211; con un vertiginoso accostamento tra il contemporaneo e il barocco, il Nord e il Sud della musica;</li>
<li>una serata liederistica;</li>
<li>una di musica da camera e un’opera per bambini;</li>
<li>il tradizionale concerto di musica sacra;</li>
<li>tre serate di grande cinema d’autore nel solco del tema di quest’anno (il confine con l’Altro).</li>
</ul>
<p>Sul palco, a rendere lode e gloria al <strong><em>Festival della Valle d’Itria</em></strong>, <strong>Nicla Pastore</strong> ha invitato: <strong>Gerardo Placido</strong> (Attore); <strong>Cristina Tajani</strong> (Assessore alle politiche per il  lavoro e lo sviluppo economico del Comune di Milano); <strong>Dino Abbascià</strong> (Presidente Associazione Regionale Pugliesi di Milano); <strong>Anna Maria Bernardini De Pace</strong> (Avvocato); <strong>Camillo de Milato</strong> (Governatore del Forum delle Associazioni) e <strong>Francesco Lenoci</strong> (Vicepresidente Associazione Regionale Pugliesi di Milano e <em>Patriae Decus</em> della Città di Martina Franca).<br />
<strong>Francesco Lenoci</strong> ha citato i vantaggi competitivi di <strong>Martina Franca</strong>:<br />
il <strong><em>Festival della Valle d’Itria</em></strong>,  il Rococò,  i Trulli,  l’Asino,  il Capocollo, il Capo Spalla. Su tali eccellenze occorre puntare al massimo, avendo presente ciò che diceva un grande compositore e direttore d’orchestra austriaco, <strong>Gustav Mahler</strong>: “Tradizione non è culto delle ceneri, ma custodia del fuoco”. Ha precisato che al primo posto dei vantaggi competitivi colloca il <strong><em>Festival della Valle d’Itria</em></strong>, perché è quello che più consente a <strong>Martina Franca</strong> di tornare ad essere, come nel Settecento, laboratorio di cultura. Anche nel terzo millennio è la cultura che cambia il mondo, crea nuova mentalità, favorisce un nuovo stile. La cultura rappresenta un obiettivo per realizzare il talento delle persone,  dei giovani  in particolare. Ha concluso la meravigliosa serata la foto di gruppo sul palco con gli altri due premiati: il buonissimo <strong>Quarta Caffè</strong> e il grandissimo <strong>Lino Banfi</strong>.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>“L’altra Italia”: storie d’emigrazione degli Italiani all’estero  L’ultimo libro di Goffredo Palmerini presentato nel Nord-Est     di Lia Di Menco *</title>
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		<pubDate>Tue, 08 May 2012 22:56:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Italiani all'Estero]]></category>

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		<description><![CDATA[“L’altra Italia”: storie d’emigrazione degli Italiani all’estero L’ultimo libro di Goffredo Palmerini presentato nel Nord-Est di Lia Di Menco * BELLUNO &#8211; Di solito sono gli amici cari quelli che spostandosi da un’estremità all’altra di un Paese, si vedono circondati dall’affetto di amici, parenti e conoscenti dalla partenza al ritorno, attraverso tutte le tappe del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>“L’altra Italia”: storie d’emigrazione degli Italiani all’estero</strong></p>
<p><strong>L’ultimo libro di Goffredo Palmerini presentato nel Nord-Est</strong></p>
<p>di<strong> Lia Di Menco *</strong></p>
<p>BELLUNO &#8211; Di solito sono gli amici cari quelli che spostandosi da un’estremità all’altra di un Paese, si vedono circondati dall’affetto di amici, parenti e conoscenti dalla partenza al ritorno, attraverso tutte le tappe del viaggio. Così è stato per il tour di <strong>Goffredo Palmerini</strong> nel Nord-Est d’Italia, presso le varie Associazioni di Abruzzesi e Molisani sparse in quelle lontane città di confine. Nessuno in attesa dell’arrivo di Goffredo ha pensato al giornalista, scrittore ed ex amministratore dell’Aquila, perché tutti aspettavano l’amico caro, il conterraneo che veniva a fare visita ai suoi lontani fratelli d’Italia e d’Abruzzo. Lo spirito di partecipazione alle vicende dei popoli di tante nazioni e regioni diverse, rende universale la missione di <strong>Goffredo Palmerini</strong>, che si è avvicinato a realtà diverse con discrezione, sensibilità, attenzione e rispetto per quelle differenze che rendono uniche le nostre comunità fuori regione e fuori nazione.</p>
<p>“<strong><em>L’altra Italia</em></strong>” è una selezione di scritti e articoli sulla straordinaria realtà costituita dagli emigranti italiani d’ogni regione che nei cinque continenti rendono onore e prestigio al nostro Paese. Il volume illustra anche singolarità, fatti, eventi e personaggi d’Abruzzo, come pure di altre regioni e città italiane. Nel mettere in luce le grandi risorse morali e intellettuali dell’emigrazione italiana, l’evento ha consentito anche di rafforzare, a tre anni dal tragico terremoto del 6 aprile 2009, i vincoli di amicizia tra <strong>L’Aquila</strong> – città della quale l’Autore è stato per quasi trent’anni amministratore e vice sindaco – ed il Nord-Est, cresciuti grazie ai tanti gesti di sensibile solidarietà espressi dalla e comunità del <strong>Veneto</strong> e <strong>Friuli Venezia Giulia</strong> verso le popolazioni colpite dal sisma.</p>
<p>Così è risultata solenne la cerimonia di presentazione del libro “<strong><em>L’altra Italia</em></strong>”, unica e irripetibile in ciascuna delle tappe effettuate nel Nord-Est. La elegante <strong>Padova </strong>ha visto Palmerini trionfare il 17 Aprile al <strong>Palazzo Zacco</strong> in Prato della Valle, in presenza di numerosi ospiti. Qui lo stimato <strong>Armando Traini</strong>, presidente del Sodalizio Abruzzese e Molisano locale, ha introdotto l’intervento di Palmerini, sviluppato sulle origini e sulla storia secolare della città capoluogo d’Abruzzo, sulla vita e l’opera del monaco <strong>Pietro Angelerio</strong>, fondatore dell’ordine dei Celestini, la sua elezione al soglio pontificio, la sua incoronazione all’Aquila, nella basilica di Collemaggio, con il nome di <strong>Celestino V</strong>, il suo breve pontificato &#8211; cinque mesi &#8211; con segni profetici, come l’istituzione della <strong>Perdonanza</strong>, il primo giubileo della Cristianità, l’opera di pacificazione e infine la rinuncia alla tiara papale. Palmerini ha fortemente interessato il pubblico sull’annuale giubileo aquilano, della durata di un giorno, tra i vespri del 28 e quelli del 29 agosto di ogni anno, con l’indulgenza plenaria a chiunque sinceramente pentito si rechi nella basilica di Collemaggio passando per la Porta Santa, l’unica fuori Roma. Lo scrittore ha richiamato la singolarità della <strong>Perdonanza</strong>, ogni anno indetta dal Sindaco dell’Aquila in virtù del possesso ininterrotto, da 718 anni nei forzieri del Comune, della Bolla di Celestino V che la istituì.  Attenta e competente la conduzione del <strong>prof.</strong> <strong>Adriano Ciccotosto</strong> e le sue annotazioni sugli scritti contenuti nel volume di Palmerini.</p>
<p>Grandioso il successo ottenuto a <strong>Belluno</strong>, dove il libro di Goffredo Palmerini è stato presentato il 18 Aprile presso la <strong>Sala Bianchi</strong> del Comune di Belluno, ad un pubblico eccezionale:  quello di ragazzi adolescenti, studenti dei “Licei Renier”, con l’introduzione del Dirigente, <strong>prof.</strong> <strong>Paolo Fratte</strong> e la conduzione della Presidente del Circolo Abruzzese e Molisano di Belluno, <strong>Lia Di Menco</strong>, docente presso i Licei Renier. Sensazionale la relazione del <strong>prof.</strong> <strong>Francesco Piero Franchi</strong>, Vice Presidente dell’Istituto Storico della Resistenza e dell’Età Contemporanea, che ha abbracciato tre millenni di storia, alla quale ha fatto seguito un’organica illustrazione di Palmerini dell’emigrazione italiana nel mondo, dall’Unità d’Italia ai giorni nostri, e la sua distribuzione nei cinque continenti.</p>
<p>Della nostra emigrazione lo scrittore ha messo in rilievo la storia di sofferenza e di dolore per affrancarsi dai pregiudizi e conquistare rispetto e stima nelle società d’accoglienza, con il lavoro, il talento e la creatività oggi motivo di affermazione e di successo. Ha quindi invitato i giovani ad approfondire la conoscenza della nostra emigrazione, intessendo contatti con i concittadini residenti all’estero e raccoglierne le storie. Con l’invito a sentirsi cittadini del mondo. Ha portato il saluto della città il Sindaco, <strong>avv.</strong> <strong>Antonio Prade</strong> e per l’Associazione Bellunesi nel Mondo, <strong>Patrizio De Martin</strong>, che ha ringraziato gli organizzatori per aver scelto Belluno, zona dove l’emigrazione è ancora molto presente e sentita in ogni famiglia, per questo la collaborazione con il Circolo Abruzzese sarà sempre gradita e rafforza i vincoli di solidarietà già esistenti.</p>
<p>Il <strong>Friuli Venezia Giulia</strong> ha accolto Palmerini in pompa magna, grazie all’opera di <strong>Roberto Fatigati</strong> a Gorizia e <strong>Gianfranco Bellante</strong> a Trieste, i due eccezionali padroni di casa delle storiche associazioni dei due capoluoghi. Sono state effettuate visite a <strong>Redipuglia</strong> e <strong>Ronchi dei Legionari,</strong> nelle trincee del Carso e alla <strong>Risiera di San Sabba</strong>.  Il Comune di <strong>Palmanova</strong> ha messo a disposizione il  salone d’onore e  il Sindaco, <strong>dr. Francesco Martines</strong>, ha dato il benvenuto mentre il <strong>prof. Luciano Andrian</strong>, presidente dell’Università per la terza età di Palmanova, ha relazionato sul libro di Goffredo Palmerini. Molti gli spunti che egli ha tratto dalla lettura del volume.</p>
<p>E molto interessanti le conclusioni del <strong>prof. Andrian</strong>: “<em>Infine, quello che più mi ha colpito, in questo diario/memoriale dell’Autore, è la sua profonda umanità e spiritualità; le espressioni che ricorrono più spesso nell’opera sono, infatti: dignità, fierezza, amicizia, solidarietà, vicinanza, religiosità, che sono sentimenti tipici delle genti segnate dalla fatica del vivere, dalle tragedie, dalla durezza della natura, ma che sono, nel contempo, determinate a reagire. Il terremoto è stato occasione di relazioni, di legami con altre parti d’Italia e del mondo, quelle migliori, se le confrontiamo con lo spettacolo indecoroso che offre, di questi tempi, la classe politica, nei confronti della quale emerge, nell’Autore, più di qualche riserva, anche se espressa con garbo, soprattutto se comparata con i comportamenti ricchi di generosità di tante organizzazioni (ANA, Protezione Civile, Parrocchie, Comuni, Associazioni di Emigrati</em>). <em>La politica con la P maiuscola, intesa come governo saggio e corretto della cosa pubblica, dovrebbe sempre avere in cima ai suoi pensieri l’interesse generale, il bene comune, anteponendolo a quello particolare o di parte.       Ci si augura che ciò avvenga, in futuro, per avviare quella ricostruzione, materiale e del tessuto sociale, che l’Abruzzo e L’Aquila si meritano</em>”.</p>
<p>Ampio e sentito l’intervento di Palmerini, grato per tutti i gesti di solidarietà che le genti del <strong>Veneto</strong> e del <strong>Friuli Venezia Giulia</strong> hanno espresso alle popolazioni colpite dal sisma. Quindi il richiamo ai valori presenti nel mondo dell’emigrazione, alle potenzialità da mettere a frutto, spesso trascurate, alla cultura come cemento tra le comunità italiane dentro e fuori i confini. A conclusione dell’evento il Presidente <strong>Roberto Fatigati</strong> ha donato allo scrittore una riproduzione del Guerriero Sannita che, come il Guerriero di Capestrano per l’Abruzzo, è il simbolo distintivo del Molise.</p>
<p><strong>Gianfranco Bellante</strong>, a <strong>Trieste</strong>, ha spalancato a Palmerini le porte del Circolo Ufficiali e dei Saloni della Capitaneria di Porto di Trieste per la presentazione del volume del giornalista. Molto puntuale è stata relazione di Palmerini sulla situazione dell’Aquila a tre anni dal tragico terremoto del 6 aprile 2009, utile a dare un’informazione corretta dello stato della ricostruzione, ancora al palo nei centri storici, rettificando le impressioni non sempre fedeli alla realtà formatesi attraverso i media, specie televisivi. All’accoglienza affettuosa dei presenti ha fatto eco il netto richiamo dello scrittore al valore delle comunità di emigrati che hanno reso onore all’Italia, con un appello alle Istituzioni a rafforzare il sostegno e la considerazione che esse meritano.</p>
<p>Hanno tra gli altri presenziato all’incontro il prof. <strong>Filippo Giorgi</strong>, abruzzese, premio <strong>Nobel per la Pace</strong> nel 2007 con <strong>Al Gore</strong>, e il Direttore Marittimo del Friuli Venezia Giulia e Comandante del Porto di Trieste, C. Ammiraglio <strong>Antonio Basile</strong>, che ha donato allo scrittore aquilano una pubblicazione sui Fari d’Italia, ricordando con commozione d’aver partecipato alle fasi dell’emergenza post terremoto, allora egli al comando della Capitaneria di Porto di Pescara. <strong>Gianfranco Bellante</strong>, sottolineando che la visita di Palmerini è la prima visita istituzionale dell’Abruzzo a Trieste, ha offerto allo scrittore una targa ricordo dell’Associazione. <strong>Goffredo Palmerini</strong> ha concluso la sua missione culturale in Veneto e Friuli Venezia Giulia con la disponibilità e l’impegno di tornare a ritrovarci.</p>
<p>*<em>Presidente del Circolo Abruzzese e Molisano di Belluno &#8211; <a href="mailto:liadimenco@libero.it">liadimenco@libero.it</a> </em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em> </em></p>
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		<title>Argentina. “Solo Ombre”</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Apr 2012 23:09:35 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[“Solo Ombre” di Alejandra Daguerre * BUENOS AIRES &#8211; Le ombre hanno sempre avuto un ruolo di primo piano in vari campi. Di loro si parla nella fisica, nelle tecniche di disegno, nella fotografia, nei racconti per bambini e nelle credenze popolari, ma oggi mi voglio riferire a un altro tipo di ombra: quella che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>“Solo Ombre”</strong></p>
<p>di <strong>Alejandra Daguerre *</strong></p>
<p><strong><em> </em></strong></p>
<p>BUENOS AIRES &#8211; Le ombre hanno sempre avuto un ruolo di primo piano in vari campi. Di loro si parla nella fisica, nelle tecniche di disegno, nella fotografia, nei racconti per bambini e nelle credenze popolari, ma oggi mi voglio riferire a un altro tipo di ombra: quella che ci accompagna ovunque andiamo.</p>
<p>Fin da bambina ho sentito il fascino di giocare con la mia ombra. Mi piaceva uscire in cortile a casa mia e guardare l&#8217;ombra del mio corpo riflessa sul pavimento. Giocavo a sfidarla segretamente con movimenti veloci, sperando che un giorno sarei arrivata prima io.</p>
<p>Ricordo in particolare una sera d&#8217;estate, ero uscita dalla piscina e con l&#8217;asciugamano addosso, aprendo le braccia, giocavo con l&#8217;ombra immaginando di avere le ali, poi mi giravo e voltandomi verso il sole tentavo di aprire gli occhi &#8230; guardavo di nascosto e &#8230; felicemente, potevo confermare che la mia ombra se n&#8217;era andata.</p>
<p>L&#8217;ingenuità infantile mi aveva fatto credere che con un semplice giro ero riuscita a ingannarla. Ovviamente non sapevo nulla di fisica, né della velocità della luce, e tanto meno che l&#8217;ombra non era scomparsa, ma era dietro di me. Col passare degli anni ho poi capito che quel gioco di luce ed ombra si sarebbe ripetuto molte volte nella mia vita, e che forse era bene esprimere di nuovo il significato di quella scena.</p>
<p>Molte volte ci troviamo lì, in piedi a metà strada, a guardare la proiezione della nostra ombra. Molte volte siamo così affascinati da lei che non riusciamo a vedere altrove. Altre volte cerchiamo disperatamente di evitarla, ma raramente ci rendiamo conto che con un semplice cambiamento di prospettiva è possibile integrarla senza sentirla pesante e irritante &#8230; dopo tutto è parte di noi. Questo movimento, però, è intimo e personale: nessuno può farlo al posto nostro.</p>
<p>L&#8217;ombra è parte della nostra natura, non possiamo lasciarla indietro o eliminarla, ed è per questo che cercare di accettarla è il miglior esercizio non solo per riconoscerla, ma anche per trasformarla in un elemento positivo. Modificare le abitudini, abbandonare i pregiudizi, aprire la mente, lasciarci scorrere &#8230; ci sono così tante possibilità da scoprire cambiando il nostro punto di vista &#8230;</p>
<p>Proviamo a girare sul nostro asse, espandiamo lo sguardo e vediamo cosa succede. La foto panoramica è cambiata &#8230; Provateci!</p>
<p><em> </em></p>
<p><em>“Solo ombre<br />
fra la mia vita e la tua</em></p>
<p><em>Solo ombre<br />
fra il mio amore ed il tuo &#8230;”</em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em> </em></p>
<p><strong><a href="mailto:alejandradaguerre@gmail.com">alejandradaguerre@gmail.com</a></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong><em>*Psicologa e psicoterapeuta in Buenos Aires</em></strong></p>
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		<title>Pineto. Ospedale Atri,  la giunta pinetese approva il ricorso al Tar dell’Aquila</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Apr 2012 23:52:06 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Ospedale Atri, la giunta pinetese approva il ricorso al Tar dell’Aquila contro l’atto aziendale della Asl di Teramo Con delibera di giunta comunale n.84 del 24 aprile scorso, il Comune di Pineto ha autorizzato il sindaco Luciano Monticelli a procedere, insieme ai consiglieri di opposizione di Atri e di Silvi, con un nuovo ricorso al [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Ospedale Atri, </strong></p>
<p><strong>la giunta pinetese approva il ricorso al Tar dell’Aquila </strong></p>
<p><strong>contro l’atto aziendale della Asl di Teramo </strong></p>
<p><em> </em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em> </em></p>
<p><strong>Con delibera di giunta comunale n.84 del 24 aprile scorso, il Comune di Pineto ha autorizzato il sindaco Luciano Monticelli a procedere, insieme ai consiglieri di opposizione di Atri e di Silvi, con un nuovo ricorso al Tar dell’Aquila per opporsi all’atto aziendale della Asl di Teramo del 6 marzo 2012.</strong></p>
<p>Nella loro opinione, infatti, l’atto aziendale penalizza il presidio ospedaliero di Atri, oltre al fatto che non è stato portato all’attenzione del Consiglio dei Sanitari come richiesto dal decreto legislativo 502/1992 e che, in quanto applicativo del Programma Operativo del 2010, può essere travolto dal profilo di illegittimità.</p>
<p>Nominato come legale l’avvocato Simone Dal Pozzo del Foro di Chieti, che pertanto promuoverà ogni azione giudiziaria utile per scongiurare il ridimensionamento del nosocomio atriano.</p>
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		<title>New York:  Requiem per la Rai Corporation  All’asta il “cimelio” in USA  della TV italiana</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Apr 2012 23:03:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Italiani all'Estero]]></category>

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		<description><![CDATA[Ap – Commenti New York: Requiem per la Rai Corporation All’asta il “cimelio” in USA della TV italiana di Lino Manocchia Non è una di quelle notizie che ti tolgono il sonno. Si tratta di riferire ai nostri lettori che la Rai Corporation, fondata nel 1960, alle ore 16,00 di venerdì della scorsa settimana, ha [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><span style="text-decoration: underline;">A<em>p</em> – Commenti</span></strong></p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;"> </span></strong></p>
<p>New York:</p>
<p>Requiem per la Rai Corporation</p>
<p>All’asta il “cimelio” in USA</p>
<p>della TV italiana</p>
<p><span style="text-decoration: underline;">di <strong>Lino Manocchia</strong></span></p>
<p>Non è una di quelle notizie che ti tolgono il sonno. Si tratta di riferire ai nostri lettori che la Rai Corporation, fondata nel 1960, alle ore</p>
<p>16,00 di venerdì della scorsa settimana, ha ufficialmente chiuso i battenti del suo ufficio, allestito – dopo una lunga permanenza nel maestoso grattacielo lungo la Avenue of America, il non plus ultra della modernità – nella TreBeca, laggiù sulla 32ma avenue, ove si era trasferita. (Nella foto l’ingresso della sede di N.Y.)</p>
<p>Una brava accurata segretaria sta compilando la lista dei ”cimeli”, di quella che fu un’organizzazione invidiataci in America, per poter dare il via all’asta che tantissimi interessati seguiranno tra qualche giorno. Intanto la Rai ha deciso che, riducendo il lavoro di produzione, si potranno chiudere alcune branche dell’organizzazione. Un passo senza dubbio drammatico che consentirebbe alla Rai di salvare 115 milioni di dollari, mettendo all’asta tutta la disponibilità nel 2012, unitamente ai 95 milioni annunciati lo scorso maggio. A Roma si pensa, insomma, che se tutto va secondo i piani il “board“ della Rai potrebbe chiudere alla pari agli inizi del 2013.</p>
<p>Scuotendo la testa la brava signora segretaria sussurra: «Sono sicura che il compianto Direttore Pachetti si rigirerà nella tomba ed imprecherà.»</p>
<p>Personalmente ricordo di aver lavora-to fianco a fianco con <strong>Ruggero Orlando </strong>(nella <em>foto</em><strong> </strong>con il nostro Lino &#8211; ndr), giornalista sobrio ed attento alle spese; mi sovviene un episodio: allorché le presentai Ruggero Orlando, mia madre, che da buona Toscana non seppe tener chiusa la bocca, disse ad alta voce: «Signor Orlando, lei viene a lavorare alla Rai con la “stozza”, vero?» Infatti Ruggero aveva l’abitudine di prepararsi a casa il panino per mezzo-giorno.</p>
<p>Va detto che il periodo direttivo di <strong>Renato Pachetti</strong> e <strong>Umberto Bonetti</strong> fu uno dei più interessanti e prolifici periodi dell Corporation, la quale, ora, ha conse-</p>
<p>gnato il bigliettino rosa di licenziamento a</p>
<p>66 impiegati di varie categorie, salvando i tre corrispondenti ufficiali Rai, grazie all’affitto di tre cubicoli, della Associated Press .</p>
<p>&gt;&gt;&gt;</p>
<p><strong>ABRUZZO<em>press &#8211; </em>N. 133 di Martedì 17 Aprile ’12                                                                                                                   Pag 2</strong></p>
<p>Alle risentite proteste degli impiegati, che la Rai di Roma combatté contro l’ammissione di un sindacato – meno potente di quello italiano –  il direttore <strong>Guido Corso</strong> spiega: «Noi intendiamo creare una differente situazione allo stato; forse Roma procederà ad assumere una compagnia esterna, capace di condurre avanti un’altra Rai corp.»</p>
<p><strong>Ed  i 66 defenestrati?</strong></p>
<p>«Una dozzina di tecnici riceveranno soltanto il compenso di un anno di paga, il 50% del quale verrà assorbito dalle tasse. Abbiamo molti dipendenti tuttora con la cittadinanza italiana. Volendo, potrebbero essere trasferiti alle Sedi Rai in Italia.»</p>
<p>Dichiarazione che ha trovato per risposta aggettivi come: “astrusi, divaganti, faciloni”. Purtroppo, anche il Consolato di New York, che da poco ha a capo la signora <strong>dottoressa Natalia Quintavalle</strong>, si trova con le spalle al muro.</p>
<p>Lo fa presente la Vice Console signora <strong>Pasqualini</strong>: «Mentre il Governo italiano lotta per liberarsi dalla crisi economica, il budget ha imposto tagli alla maggioranza del personale del consolato, e suggeriscono anche la chiusura del minuscolo consolato del New Jersey, causa la riduzione di un terzo del budget.»</p>
<p>Saggio il commento di un addetto al montaggio di servizi televisivi della Rai: «Prima hanno fatto in gara tra chi in Rai spendeva di più, ora, come un topolino nella trappola, inventano storie, gettano alle ortiche un interessante patrimonio.»</p>
<p>Un particolare del quale il cronista fu testimone: un’arrogante giornalista, amante dei viaggi d’oltr’Alpe, mandata per premio in America, assunse l’incarico di “inviata”, e, presentatasi al direttore Renato Pachetti, l’audace signora, pretese l’assunzione di un truccatore, il quale, durante la settimana, rendeva attraente la giornalista, al “modesto prezzo” di 600 dollari la settimana.</p>
<p>Sulle avventure e disavventure della Rai corporation si potrebbe redigere un volume di prim’ordine, ma a tagliare le corna al toro, come dicono in Toscana, è giunto, gradito o meno, l’attuale Presidente italiano <strong>Mario Monti</strong> – da qualcuno  definito “il Mister salva spese” – che strozza i poveretti, mentre il direttore <strong>Lorenza Lei</strong> tende a ripianare le esposizioni: «La chiusura non costituisce un depotenziamento dell’attività dell’agenzia, ma una variazione del modello di produzione.»</p>
<p>I licenziati ridacchiano e commentano: «Belle parole, facili a pronunciarsi, che però renderanno difficile ogni tentativo di ripresa.»</p>
<p>Intanto la docile segretaria trascorre le sue otto ore al giorno per allineare il prodotto da vendere all’asta, che frutterà alcuni milioni di dollari alla Rai di Roma, la quale è già pronta a cedere il ricavato a qualche cantante intronato, dal tempo e dai fischi, in barba al buon senso, alla logica e alla comprensione.</p>
<p><strong>L.M.</strong></p>
<p>.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Abruzzo. RAFFAELLA CASCELLA IN ARGENTINA: MISSIONE COMPIUTA</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Apr 2012 15:45:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Italiani all'Estero]]></category>

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		<description><![CDATA[16 aprile 2012 RAFFAELLA CASCELLA IN ARGENTINA: MISSIONE COMPIUTA L’eclettica artista abruzzese a La Plata, con il progetto Lectura Dantis Figuralis di Goffredo Palmerini PESCARA – E’ rientrata da qualche giorno dall’Argentina, stanca ma soddisfatta d’aver realizzato, in collaborazione con l’Università Nazionale di La Plata, un singolare progetto culturale, patrocinato dalla presidenza centrale della Società [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>16 aprile 2012</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>RAFFAELLA CASCELLA IN ARGENTINA: MISSIONE COMPIUTA</strong></p>
<p><strong>L’eclettica artista abruzzese a La Plata, con il progetto <em>Lectura Dantis Figuralis</em></strong></p>
<p><strong><em> </em></strong></p>
<p>di <strong>Goffredo Palmerini</strong></p>
<p><a href="http://www.giulianovanews.it/wp-content/uploads/2012/04/Raffaella-Cascella.2.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-58033" title="Raffaella Cascella.2" src="http://www.giulianovanews.it/wp-content/uploads/2012/04/Raffaella-Cascella.2.jpg" alt="" width="453" height="604" /></a>PESCARA – E’ rientrata da qualche giorno dall’<strong>Argentina</strong>, stanca ma soddisfatta d’aver realizzato, in collaborazione con l’Università Nazionale di <strong>La Plata</strong>, un singolare progetto culturale, patrocinato dalla presidenza centrale della Società Dante Alighieri. Mesi di contatti, di preparazione artistica. Mesi anche d’attesa, per un sostegno economico dalla Regione Abruzzo, modesto, che non è venuto. Ma alla fine si parte lo stesso, agli inizi di marzo, per un mese denso d’incontri, ricco di ponti d’amicizia, fecondo d’opportunità di collaborazione artistica in un paese che con l’Italia ha qualcosa in più d’una ragguardevole comunanza di radici culturali, essendo la sua popolazione per oltre la metà d’origine italiana. E’ lontano dall’Italia il grande paese sudamericano. Eppure l’Argentina, su questa comunanza di fondo, continua ad alimentare verso il Belpaese una forte ed attrattiva passione non solo culturale, emotiva si direbbe, come quegli innamoramenti non effimeri che le distanze fisiche esaltano piuttosto che attenuarli, nel tempo e nello spazio. E in questo humus di forte affezione s’è innervato il progetto di <strong>Raffaella Cascella</strong>, eclettica artista abruzzese che al talento associa una buona dose di curiosità intellettuale e sperimentazione, portandola a ricercare partner per edificare ponti d’amicizia e di contaminazione culturale. Tutto nella consapevolezza profonda che il nostro futuro può contare su una prospettiva di nuovo umanesimo solo se si demoliscono barriere e steccati tra genti e paesi anche lontani, costruendo un mondo dove assonanze e diversità diventino patrimonio comune di valori, di popoli e persone che si conoscano sempre più da vicino e si rispettino. Giacché il destino dell’umanità può conoscere un futuro di serenità e di pace solo se si opera per condividere, più che per coesistere.</p>
<p>Ecco dunque come, per la seconda volta, <strong>Raffaella Cascella</strong> è tornata in Argentina, nell’area della grande capitale federale, <strong>Buenos Aires</strong>. In questa occasione con una missione culturale preparata ad hoc per quel paese latinoamericano. La presentazione del progetto, per promuoverne la realizzazione in ulteriori fasi d’avanzamento, era motivo e ragione stessa della missione. La Libera cattedra di Cultura Italiana dell’Universidad Nacional de La Plata <strong>(UNLP)</strong>, non appena venne interessata sulla proposta, ne rimase intrigata e ne richiese la realizzazione, come pure la <strong>Dante</strong> di <strong>Buenos Aires</strong>. Per l’artista si prospettavano giorni intensi di relazioni e incontri. Diversamente dal precedente viaggio in Argentina, ora al lavoro realizzato in Italia si sommava quello che si sarebbe fatto in Argentina. Terra splendida, immensa, fertile, ricca di risorse e insieme ancora con sacche di povertà. L’artista abruzzese ha così vissuto un intero mese a <strong>La Plata</strong>, ospite d’una straordinaria e bella persona d’origine italiana, gentile ed accogliente: <strong>Gabriela Romairone</strong>, titolare della cattedra di Cultura Italiana nell’ateneo platense.</p>
<p><strong>Raffaella Cascella</strong> ha potuto dunque assaporare il trantran quotidiano d’una famiglia argentina, con tutte le similitudini e le differenze con la nostra quotidianità. “<em>Ho fatto la spesa nei supermercati del quartiere La Loma </em>- racconta l’artista &#8211; <em>e al fruttivendolo gestito da peruviani, ho passeggiato da sola nei parchi e lungo le</em> calles <em>e le diagonali della bella città sull’immenso estuario del Rio de la Plata</em>. <em>E ho potuto conoscere tante persone straordinarie: i nostri emigrati, in Argentina<strong> </strong>da alcuni decenni, i rappresentanti delle associazioni italiane, la simpaticissima coppia che presiede la comunità abruzzese di Ensenada. Tantissime persone, docenti, professionisti, giornalisti”.</em> <em>Durante il mio soggiorno argentino ho viaggiato un po’ nella pampa: piccole cittadine, tutte particolari, in uno scenario paesaggistico di forte suggestione”</em>. L’hanno incuriosita, lungo le strade, gli “omaggi” dedicati a <strong>Gauchito Gil</strong> e a <strong>Difunta Correa</strong>, quasi come ex voto dei nostri santuari. Ha conosciuto antiche tradizioni popolari locali ed ha respirato l’Argentina più vera ed autentica, tra i <em>gauchos</em>. Per <strong>Raffaella Cascella</strong>, e non solo per lei, l’Argentina è una terra intrigante e stupenda, come poche. Affamata di cultura. Bisognerebbe solo che, anche lì, si avessero più risorse e più possibilità di fare. Ma questo è un periodo particolare per il Paese che con determinazione &#8211; e tanta speranza di farcela &#8211; cerca di superare le terribili situazioni della propria economia nelle quali gli sciagurati governi Menem e precedenti l’avevano ridotta. Ora il tasso di crescita dell’Argentina, con il governo del compianto presidente <strong>Nestor</strong> <strong>Kirchner </strong>e poi di sua moglie <strong>Cristina Fernandez</strong>, l’attuale “Presidenta”, da alcuni anni è significativo e promettente. Se ne gioverà il grande paese sudamericano per un meritato sviluppo che soddisfi le aspettative di lavoro della sua gente che, specie negli ultimi trent’anni, di avversità e disagi sociali ne ha dovuti subire a dismisura. Queste, in sintesi, le impressioni che l’artista pescarese riporta dalla sua seconda missione culturale in <strong>Argentina</strong>, con fondate possibilità di farne presto una terza.</p>
<p>Ma veniamo ora al progetto che <strong>Raffaella Cascella</strong> ha portato in Argentina, con l’alto patrocinio della <strong>Società Dante Alighieri</strong>, la prestigiosa associazione culturale italiana fondata nel 1889 da da <strong>Giosuè Carducci</strong> insieme a un gruppo d’intellettuali. L’artista abruzzese ebbe dall’Università di La Plata l’entusiastica adesione al suo progetto, quando glielo propose nel suo primo viaggio in Argentina. E così è nato il progetto “<strong><em>Lectura Dantis Figuralis</em></strong> – Arte, Azioni, Reazioni e Conversazione”, singolare esperienza che mette insieme letteratura, arti figurative, musica ed altre discipline creative.  D’acchito, il tema sembrerebbe persino un po’ ostico anche per gli addetti ai lavori! Eppure, quando la nave della “performance” della <strong>Cascella</strong> lascia il porto per prendere il largo, tutto s’apre ad una forte suggestione. Il 26 marzo scorso, all’Università di La Plata, la sala del <em>Rectorato </em>era piena. Presenti il Console d’Italia, <strong>Spartaco Calderaro</strong> e il responsabile dell’area formativa del Consolato, <strong>Otello Migliorelli</strong>, i funzionari dell’ateneo, <strong>Marcelo Belinche</strong> e <strong>Ricardo Cohen</strong>, esponenti di associazioni culturali di <strong>La Plata</strong>, <strong>Berisso </strong>ed <strong>Ensenada</strong>, giornalisti, docenti dell’università platense ma anche di altre scuole di <strong>La Plata</strong>, città con quasi 700 mila abitanti, capitale della Provincia di Buenos Aires. Presenti anche alcuni <em>tangheros</em>, giacché nel progetto è contemplata, e studiata, la contaminazione artistica tra danza classica e tango argentino.</p>
<p>Tra il pubblico tanti cittadini comuni che l’artista ha conosciuto attraverso la quotidianità del suo soggiorno a <strong>La Plata</strong>, iniziato con l’arrivo dall’Italia nei primi giorni di marzo. Tornando all’evento, la conferenza di <strong>Raffaella Cascella</strong> si è dispiegata in tutto il suo interesse, con grande apprezzamento del pubblico che le ha tributato una lunga ovazione. Al termine, molti gli scambi d’opinione sulle differenze tra scuola italiana ed argentina. E’ andata molto bene, per l’artista un successo che ha posto le fondamenta per successive esperienze. Peraltro, il progetto artistico-didattico della Cascella mostra una notevole duttilità nell’adeguarsi alle realtà locali, per la capacità d’assorbire la valenza espressiva d’ogni cultura. Ogni diversità vi può trovare un’armonica composizione. In caso d’un auspicabile successivo <em>step</em> del progetto, l’Asociacion Dante ha proposto di tenere la conferenza in aprile, mese in cui iniziano le sue attività culturali. Ma l’artista ed autrice del progetto prevede invece di posticipare l’evento, per renderlo fruibile anche alla scuola italiana “Cristoforo Colombo” e all’Istituto italiano di Cultura di <strong>Olivos</strong>. Molto interessata al progetto anche una delle esponenti del Centro marchigiano di La Plata, <strong>Francesca Rastelli</strong>, che ne ha proposto l’esecuzione nel loro circolo culturale cittadino.</p>
<p>L’artista, durante la conferenza tenuta a braccio con il solo sussidio di un dvd autoprodotto, ha avuto netta l’ impressione che portare il suo progetto in una scuola e lavorare con insegnanti italiani e argentini sarebbe stato tanto agevole quanto stimolante. Chi vive di sperimentazioni, come da anni <strong>Raffaella Cascella</strong> fa nella sua attività artistica, avverte e comprende all’istante  emozioni e reazioni che si producono nel pubblico, tra chi ascolta. E’ quanto ha confermato all’artista il dr. <strong>Migliorelli</strong>, direttore dell’Ufficio scolastico del Consolato italiano a La Plata e Buenos Aires, a consuntivo dell’evento. C’è infine da segnalare il calore dell’accoglienza che  hanno riservato all’artista le associazioni abruzzesi e l’intera comunità italiana. Persone davvero straordinarie. “<em>Volevano che tenessi una serie di lezioni sull’arte, in italiano</em> &#8211; racconta <strong>Raffaella Cascella </strong>- <em>ma non c’è stato tempo, e me ne sono dispiaciuta. Ho lasciato però una promessa, di farlo nella prossima missione, per la quale già molte basi sono state poste. Sono rientrata da qualche giorno in Abruzzo </em>- aggiunge l’artista &#8211; <em>ma il mio cuore, il mio entusiasmo e la voglia di fare sono rimasti lì, in Argentina, tra la </em>Capital Federal<em> e La Plata, lungo l’</em>autopista<em> che più volte ho percorso con amici o da sola. Oppure con il taxista, con il quale ho lungamente parlato della situazione politico-economica e culturale dell’Argentina e dell’Italia. Lì ci chiamano “tani”, noi italiani, ed io tra loro ero “tanita”. In alcuni momenti &#8211; </em>annota ancora <strong>Raffaella Cascella</strong> <em>- ho trovato situazioni simili, molto simili a quelle di casa nostra. Per motivi talvolta anche ovvi, ma che confermano comunque un’affinità di fondo. E poi non poteva mancare l’incontro con il tango argentino, che vivo come arte della danza e che fa parte del mio progetto. Lì, con il tango &#8211; </em>conclude l’artista<em> &#8211; si scopre davvero l’anima profonda dell’Argentina, l’indole della sua gente. Ho conosciuto diversi tanghéri ed un bravo maestro di tango, Mauricio Raùl Moreno, che ho invitato alla Conferenza. E’ anche intervenuto, durante i lavori. Il tango è una contaminazione talvolta non semplice da capire, eppure molto importante. Lo hanno però ben compreso i giovani presenti, con l’attenzione prestata alla conferenza. La mia collaborazione con l’Argentina continua. Spero di poter sviluppare ulteriormente questo progetto, che mi permette di esprimere, di avere e di dare tanto”.</em></p>
<p><strong>Raffaella Cascella</strong> è nata e vive a <strong>Pescara</strong>. Inizia la formazione di pittrice nella bottega paterna. Ottiene incarichi di restauro di opere d’arte dalla Curia. Studia da ritrattista, apprendendo le varie tecniche pittoriche. Collabora attivamente con diverse cooperative di animazione teatrale, realizzando scenografie e canovacci per <em>pièces</em> teatrali. Nel 2001 l’<strong>Università</strong> <strong>di Glasgow</strong> le commissiona una scenografia. Crea le scene per la commedia “<strong><em>Il Maestro</em></strong>”, del drammaturgo abruzzese <strong>Luigi Antonelli</strong>. Prosegue nel percorso d’ideazione e realizzazione di laboratori d’arte nelle scuole d’ogni ordine e grado. Realizza 15 video, come sceneggiatrice, per l’Università “Gabriele d’Annunzio” di Chieti, tre dei quali vengono premiate dall’Università “La Sapienza” di Roma. Dal 2001 è responsabile della didattica museale presso il Museo d’arte moderna “Vittoria Colonna“ di <strong>Pescara</strong>. In questo contesto, nel 2006, nasce l’idea d’un laboratorio sulla “<em>Lectura Dantis Figuralis</em>” per le scuole primarie, realizzato e pubblicato dal Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca. Gli studi e le ricerche sulla decodificazione dell’immaginario dantesco ha portato alla realizzazione di vari laboratori. Questo in <strong>Argentina</strong> si è realizzato come  incontro-conversazione per un pubblico universitario, ma anche eterogeneo, toccando l’aspetto ludico fondamentale della somma opera dantesca, poiché non esiste alcun limite alla fruizione dell’arte e della cultura, da sempre porta della civiltà. Il risultato dei vari laboratori di <strong>Raffaella Cascella</strong> saranno oggetto di studio per il suo saggio “<em>La dissolvenza dell’opera d’arte nell’era del post-umano</em>”, in corso di stesura. Intanto, dopo il successo della sua missione, s’attende con interesse la prossima avventura artistica di <strong>Raffaella Cascella</strong> nel paese sudamericano, a consolidamento di quell’ideale ponte con l’Italia per il quale l’artista pescarese può vantare d’aver reso un contributo culturale di sicuro rilievo.</p>
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		<title>Argentina. LA FEDAMO ORGANIZZA A BUENOS AIRES IL III CONGRESSO INTERNAZIONALE DEI GIOVANI ABRUZZESI NEL MONDO</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Apr 2012 21:53:42 +0000</pubDate>
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<p>BUENOS AIRES &#8211; Il 31 marzo scorso, nella città di <strong>Berazategui</strong>, grande centro dell’area metropolitana di Buenos Aires gemellato con la città di Lanciano, ha avuto luogo l’assemblea ordinaria della <strong>FEDAMO</strong> (Federazione di Istituzioni Abruzzesi in Argentina), i cui lavori si sono svolti sotto la guida dell’avv. <strong>Alicia Carosella</strong>, presidente della Federazione. L’argomento principale affrontato durante la riunione, che ha visto riunite tutte le associazioni abruzzesi in <strong>Argentina</strong>, è stata l’assunzione dell’impegno ad organizzazione il <strong>III Congresso Internazionale di Giovani Abruzzesi</strong>, che si svolgerà nei giorni 21, 22, 23 e 24 giugno nella città di <strong>Buenos Aires</strong>.</p>
<p>Per questo evento arriveranno in <strong>Argentina</strong> giovani provenienti da tutto il mondo, che saranno accolti dai loro coetanei della <strong>Fedamo</strong> e dal componente del <strong>CRAM</strong> (Consiglio Regionale Abruzzesi nel Mondo) <strong>Joaquin Negri</strong>, rappresentante dell’Argentina in seno all’organismo della Regiona Abruzzo unitamente a <strong>Giovanni Scenna</strong> e alla stessa <strong>Alicia Carosella</strong>. Bisogna infine evidenziare che la famiglia della <strong>Fedamo</strong> continua a crescere giorno dopo giorno: grazie all’entrata delle istituzioni abruzzesi di <strong>Balcarce </strong>e <strong>Tandil</strong>, oggi la Federazione conta 16 associazioni sparse in tutta l’Argentina. È importante segnalare che tutte le associazioni possono vantare nei propri direttivi un gran numero giovani, così come accade per la stessa <strong>Fedamo</strong>.</p>
<p><strong>Federico Mandl</strong></p>
<p><strong>Segretario FEDAMO </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
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