Italia. Il saggista Luca Nannipieri oggi sul quotidiano Europa: “Servono terremoti e crolli affinché le bellezze d’Italia diventino motivo di dibattito pubblico
Il saggista Luca Nannipieri oggi sul quotidiano Europa: “Servono terremoti e crolli affinché le bellezze d’Italia diventino motivo di dibattito pubblico: il patrimonio sembra divenire un bene comune quando lo stiamo perdendo o lo abbiamo perso. Però ancora una volta la rinascita partirà dai volontari più che dallo Stato”
Il saggista e direttore del Centro studi umanistici dell’abbazia di San Savino, Luca Nannipieri, scrive oggi sul quotidiano Europa: ”Servono terremoti e crolli affinché le bellezze d’Italia diventino motivo di dibattito pubblico e di interventi di emergenza attuati in via straordinaria dai governi. Senza devastazioni, senza frane o cadute rovinose di palazzi storici e chiese, senza il pericolo incombente della sua cancellazione, il patrimonio storico-artistico rimane sempre il grande assente della politica italiana. E’ servito il terremoto dell’Emilia, con le sue 7 vittime, i suoi 5.000 sfollati e una mappatura impressionante di beni culturali crollati o profondamente offesi, affinché le fotografie di castelli, ville, certose, chiese, piazze medioevali, riapparissero nelle prime pagine dei giornali e nei servizi d’informazione. Il patrimonio sembra divenire un bene comune quando lo stiamo perdendo o lo abbiamo perso.
Per fortuna il giorno in cui i beni culturali torneranno di nuovo ad essere ignorati dall’agenda politica (e sarà un giorno molto vicino), le opere danneggiate dal terremoto, saranno accudite, sorvegliate, curate, ripristinate da una forza di braccia, di menti, di esperienze, di passioni, che nasce dal territorio e che affianca lo Stato e le Soprintendenze, spesso sostituendoli nell’ordinaria cura: i volontari, il volontariato culturale, le centinaia e centinaia di comunità, associazioni, comitati, libere aggregazioni, piccole cooperative, che sentono di avere cari quella chiesa, quel palazzo colpito, quella piazza offesa, e lavorano e si impegnano per salvarli, per trovare modesti finanziamenti, per restaurare ciò che il Ministero dei Beni culturali non riesce a ripristinare. Accadrà questo, nell’Emilia colpita. accadrà questo come è accaduto in molte altri luoghi della nostra Italia. [...]“

Procurarsi all’insaputa di tutti, il congegno “volumetrico” ( il meccanismo che accende le luci al nostro passaggio) collegare il tutto alle tre bombole (anche queste acquistate all’insaputa di tutti) e nascondere come se fosse la cosa più semplice del mondo la pesantissima bomba all’interno di un cassonetto dei rifiuti (tre bombole senza aiuto alcuno …!!!!). Il cassonetto dei rifiuti, si…! Il folle ha voluto questo nascondiglio, ben sapendo che l’esplosione avrebbe proiettato sui corpi delle ragazze frammenti di plastica ad alta temperatura, quasi sciolta, provocando terribili e profonde ustioni. La teoria del folle solitario, se ho inteso bene è sostenuta dal fatto che una telecamera ha mostrato le immagini di una persona impegnata con un telecomando. Ma i giornalisti molte volte sbagliano o sono costretti per ragioni apprezzabilissime a raccontare solo parte della verità. Di Certo resta il ricordo di Melissa Bassi e delle altre ragazze gravemente ustionate. E la convinzione che non basta l’immagine di una fotocamera per convincerci del folle solitario. Certo non vorremmo attendere vent’anni per conoscere i colpevoli della tentata strage, tuttavia desidereremmo più attenzione.



