IL LIBRO DI DANIELE KIHLGREN venerdì 21 aprile alla Tenuta Cerulli Spinozzi, ore 18

15 aprile 2017 07:280 commentiViews: 45

 

Venerdì 21 aprile, la prima presentazione pubblica dell’atteso libro di DANIELE KIHLGREN dal titolo “I tormenti del giovane Kihlgren”.

Invito Kihlgren Tenuta Cerulli

L’appuntamento è alle ore 18 alla Tenuta Cerulli Spinozzi sita sulla Strada Stalate 150 in territorio di Canzano (Teramo) al km. 17.6.

Insieme a Daniele Kihlgren interverranno l’imprenditore Enrico Cerulli Irelli, l’archeologa Paola Di Felice, il Magnifico Rettore dell’UNITE Luciano D’Amico e il giornalista Nicola Catenaro.

Durante la presentazione, letture sceniche di brani tratti dal libro. Al termine dell’incontro seguirà un rinfresco con vini Cerulli Spinozzi.

Alla prima uscita ne seguiranno altre, le date già fissate sono quelle del 28 aprile a Santo Stefano di Sessanio e dell’11 maggio a Pescara. A Teramo il libro sarà presentato nell’ambito del MaggioFest 2017.

I diritti d’autore derivanti dalla vendita del volume saranno  interamente  devoluti da Daniele kihlgren al Progetto “Assistenza sanitaria per tutti”, che mira a  offrire l’assistenza sanitaria alle persone indigenti in  Rwanda.

IL LIBRO

E’ il primo libro di Daniele Kihlgren, l’imprenditore italo-svedese che alla fine degli anni Novanta ha deciso di recuperare l’antico borgo di Santo Stefano di Sessanio (AQ), trasformando l’intero paese in un albergo diffuso di straordinaria qualità, riscoprendo e valorizzando la cultura materiale del luogo. Un libro che non lascia indifferenti, un testo molto intimo, una narrazione estremamente originale, nella quale rileggere una vita intera, tra racconti, testimonianze, ricordi, intuizioni, emozioni…. «Tanti anni fa – scrive Daniele – arrivai per caso in un borgo quasi integralmente abbandonato della terra d’Abruzzo, Santo Stefano di Sessanio; mi ero perso per le vie sterrate intorno al castello medioevale di Rocca Calascio e, vagando per quei territori, giunsi per caso in una strada che risaliva la montagna verso l’altipiano di Campo Imperatore, finché apparve d’improvviso il borgo incastellato lambito da un piccolo lago creato da una fonte sorgiva naturale. Nel borgo antico e nel paesaggio agrario circostante non vi era segno alcuno del ventesimo secolo… Tutto si era fermato al tempo passato. Solo il borgo di pietra che si fondeva con un paesaggio rurale ricco di segni di antiche pratiche di sussistenza ormai quasi in disuso. Erano anni che cercavo luoghi dove ancora non si era corrotto un paesaggio storicamente così identificante il nostro paese fino a diventarne uno stereotipo dell’immaginario: borghi incastellati eretti sulla sommità delle colline, circondati dal territorio campestre…»

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