Vi racconto l’America…di Benny Manocchia settima puntata

Una cosa e’ chiara,oggi,negli Stati Uniti.Le generazioni degli anni Sessanta e Settanta si fecero in quattro per diventare ricchi,o comunque benestanti.Forse quegli anni si prestavano alla lotta furibonda che vide tanta gente impazzire o suicidarsi.Oggi i giovani vogliono soltanto un lavoro qualsiasi:da aiutante nei fast foods a aiutante meccanico nei garages,da

corriere in bicicletta (tra i canaloni di Manhattan) a assistente degli anziani.Non esiste,allora,il richiamo naturale per pensare a una corsa verso il dio dollaro.E comunque non ci sono tanti dollari in giro che potrebbero aiutarli a diventare ricchi.
 Negli Stati Uniti i giovani disoccupati non vanno a dormire sotto il ponte,come i film di Hollywood del passato tentarono
di illustrare.Invece restano a  casa perche’ (anche in America) mamma cucina,lava i suoi panni e dalla sua borsetta esce qualche dollaro mentre il padre urla e
 sbuffa:alla tua eta’ io avevo due lavori.Facile da dire.
Il rapporto genitori-figli  non e’ dei piu’ facili.Spesso leggiamo di tragedie nelle famiglie americane dove i figli hanno ucciso i genitori,
senza chiari motivi.Uno puo’ soltanto immaginare l’umiliazione quotidiana di chi vorrebbe emergere mentre invece deve vivere  a casa,anche se ha 30 anni.
Ai lettori ricordiamo  che gli Stati Uniti hanno una popolazione di 310 milioni di persone sparse in 50 Stati , con religioni,gusti,fervori ed amori di gente che vive qui,ovviamente,ma ha  nelle vene sangue di cento diverse nazioni.Non c’e’,e probabilmente non ci sara’ mai,una salda unita’ che riguarda il concetto della vita.