SCANNO AL VINITALY 2013 IL BORGO ABRUZZESE NELLE FOTO DI MARIO GIACOMELLI

5 Aprile 2013 00:340 commentiViews: 31

SCANNO AL VINITALY 2013
IL BORGO ABRUZZESE NELLE FOTO DI MARIO GIACOMELLI

Dal 7 al 10 aprile 2013 al Padiglione 11 Abruzzo del Vinitaly saranno esposte le opere diMario Giacomelli dal titolo “Scanno. La serie completa”. A presentare lostraordinario reportage dedicato al piccolo borgo d’Abruzzo, realizzato alla fine degli anni ’50 dal fotografo, nato a Senigallia nel 1925, sarà la giornalista de La Repubblica Licia Granello. Le immagini realizzate a Scanno presentano un paese violato, smontato e ricostruito dall’occhio meccanico di Giacomelli, in un’esperienza che lui stesso raccontò così: “(Sono andato a Scanno) perché avevo voglia di fare cose diverse da quelle che facevo allora e perché a Scanno sono andati tutti i fotografi del mondo. E’ stata un’esperienza meravigliosa perché proprio a Scanno è nata l’idea di usare la tecnica del bruciato, procedimento di cui sono fiero. Odio le immagini che rimangono così come la macchina le vede. Riprendere un soggetto senza però modificare niente è come avere sprecato tempo (…) tutto ciò che per me è stato godimento fotografico nasce a Scanno. La prima volta venivo da Pescara. Una volta arrivato sono sceso dall’automobile a precipizio e mi sono anche fatto male, emozionato com’ero nel vedere per la prima volta queste figure nere, le mucche nere, le galline. Tutte a spasso per il corso”.

Foto della serie “Scanno” sono tutt’oggi esposte al Museo di Arte Moderna di New York, in quello della Virginia e in diversi musei europei tra cui il Puškin di Mosca.


BIOGRAFIA DI MARIO GIACOMELLI

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Nato a Senigallia nel 1925 e proveniente da una famiglia poverissima, a 13 anni Mario Giacomelli comincia a lavorare in una tipografia, affascinato dalle infinite possibilità di comporre parole e immagini offerte dalla stampa. Nello stesso periodo, inizia a dipingere, si appassiona di corse automobilistiche e scrive poesie. Nel 1954 acquista la sua prima macchina fotografica. Tra il 1954 e il 1957 partecipa a numerosi concorsi fotografici in Italia. Dopo avere completato la sua prima serie “Vita d’ospizio”, comincia una serie di nudi femminili e maschili che abbandona negli anni Sessanta. Assalito da un’ansia investigativa sulla sua identità di narratore, Giacomelli inizia a viaggiare, ma sono solo delle escursioni in altri mondi e in altri modi di vivere più che dei veri e propri viaggi, che lo riportano alla sua infanzia e alle sue condizioni sociali.

Nella primavera del 1957 si reca a Scanno, un villaggio dell’Italia centrale che aveva affascinato anche Henri Cartier-Bresson, dove Giacomelli produce capolavori quali Scanno Boy e a Lourdes, in Francia, Giacomelli realizza delle immagini di straordinario impatto emotivo. Negli anni Sessanta, Giacomelli lavora al progetto “Non ho mani che mi accarezzino il volto”, universalmente conosciuto come la serie “Pretini”, un gruppo di immagini realizzate nel seminario di Senigallia, presentati da Ferrania per la prima volta nell’edizione 1963 del Photokina di Colonia. John Szarbowski, all’epoca Direttore del dipartimento di fotografia del MOMA di New York acquista alcune immagini dalla serie “Scanno” e le pubblica nel volume “Looking at Photographs: 100 Pictures from the collection of the Museum of Modern Art”. Nel 1967 Giacomelli inizia uno studio sul legno. Dopo il grande successo ottenuto dalla serie “Pretini” esposti al Metropolitan Museum di New York e a Bruxelles, negli anni Settanta Giacomelli approfondisce la sua ricerca sulla natura, con i primi scatti aerei di paesaggi e un’incursione nel colore. Dalla fine degli anni Settanta, caratterizzati da un sempre crescente legame tra fotografia, arte astratta e poesia, Giacomelli attraversa un periodo di analisi e approfondimento della propria attività artistica.

Nascono così le serie “Caroline Branson”, dall’Antologia di Spoon River di Edgar Lee Master, del 1971-73; “Il teatro della neve” (1984-86), “Ninna Nanna” (1985-87), “L’infinito” (1986- 88); “A Silvia”(1987-88); “Felicità raggiunta, si cammina …..” (1986-92), “Passato” (1988- 90); “Io sono nessuno” (1992-94) e “La Notte lava la mente” (1994-95), 28 opere a commento della poesia di Mario Luzi, fino ad arrivare al lavoro più recente, “La Mia Vita Intera”, 30 gelatin silver print stampate dall’autore nell’anno 2000 come commento alla poesia di Jorge Luis Borges.

Mario Giacomelli muore a Senigallia il 25 novembre 2000. Oggi è internazionalmente riconosciuto come uno dei principali maestri della fotografia italiana.

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