L’Aquila. Bustric nel Libro della Giungla all’Aquila per il Festival Pietre che cantano: uno spettacolo di magia, sorprese e musica, con le Sinfonie di Rossini
XIII FESTIVAL INTERNAZIONALE DI MUSICA “PIETRE CHE CANTANO”
E ISTITUZIONE SINFONICA ABRUZZESE
Bustric nel Libro della Giungla all’Aquila per il Festival Pietre che cantano:
uno spettacolo di magia, sorprese e musica,
con le Sinfonie di Rossini
e la Suite “The Jungle Book”di Miklos Rosza scritta per l’omonimo film
L’Aquila, 16 agosto - Mowgli arriva all’Aquila: venerdì 17 agosto alle ore 21.15 nel Chiostro di S. Domenico il Festival Pietre che Cantano e l’Istituzione Sinfonica Abruzzese presentano un magico e divertente Libro della Giungla interpretato da Bustric e accompagnato da musiche dirette da Marcello Bufalini alla guida dell’Orchestra Sinfonica Abruzzese.
Uno spettacolo poetico e comico, tra teatro e circo d’autore, in cui Bustric, mimo, attore, mago e clown, nei panni di un viaggiatore indiano, in babbucce d’oro e turbante, in sella alla sua splendida bicicletta, narra a modo suo la storia di Mowgli, il cucciolo d’uomo, accompagnato dalle musiche di Rossini – le due Sinfonie dell’Italiana in Algeri e del Barbiere di Siviglia, che aprono lo spettacolo introducendo il tema del viaggio musicale – e dalla rara Suite “The Jungle Book” di Miklos Rosza. Composta nel 1942, è tratta, appunto, dalla colonna sonora dall’omonimo film di Zóltan Korda basato sul celebre romanzo di Kipling, ove si narrano le avventure del piccolo Mowgli, divenuto poi famosissimo grazie al cartone animato di Walt Disney. Il film ebbe quattro nomination all’Oscar; la registrazione della colonna sonora fu la prima di un film americano a essere immessa nel mercato discografico. Così come aveva fatto Prokofiev nel 1936 con Pierino e il lupo, Rózsa associa a ciascuno degli animali un tema e uno strumento o un gruppo di strumenti dell’orchestra.
Da molti anni il teatro di Bustric si è spostato anche nelle sale da concerto: ospite di molte orchestre italiane e straniere (Bustric recita in molte lingue), Bustric ha realizzato molti spettacoli, in cui musica e teatro giocano insieme, in un caleidoscopico e originale gioco di rimandi. Il suo particolare linguaggio rende il suo teatro adatto tanto al pubblico degli adulti quanto a quello dei bambini. Nel Libro della Giungla la storia di Mowgli e la musica di Rosza costituiscono il nucleo centrale di un racconto intorno al quale nascono piccole, grandi e nuove avventure. Bustric, l’attore, il mago, il mimo, l’illusionista, il clown, il cantante, ci conduce col suo passo lieve e vagabondo in un viaggio sorprendente nel mondo delle fiabe, in cui la sua capacità di stupirsi ci contagia, e ridesta in noi, con lo stupore, una forma di conoscenza del mondo che smarriamo a volte del tutto.
Come in un sogno ad occhi aperti, Bustric ci solleva in una gioiosa dimensione in cui la vertigine dell’immaginazione rende reale il fantastico, nel momento stesso in cui egli lo rappresenta. L’India di Bustric è un paese di fiaba, fatto di cartine colorate e fiori di plastica, ricca anche quando il materiale è povero. Con rapidità egli si trasforma di volta in volta nei personaggi e negli animali della favolosa storia di Kipling, grazie alle magie dei suoi trucchi e travestimenti, che evidenziano del suo lavoro un aspetto artigianale, che ricorda un po’ quello del Calder inventore dei Mobiles: gli oggetti scenici e le trasformazioni sono parte integrante di un racconto, in cui tutto, con leggerezza ed ironia, partecipa al gioco del puro divertimento.
Tutto lo spettacolo è abbracciato ed esaltato dall’ampio respiro sinfonico della musica di Miklos Rosza, scritta per l’omonimo film di Zoltan Korda. Rosza, grande musicista ungherese, emigrò negli Stati Uniti al tempo della seconda guerra mondiale, e divenne uno dei più importanti autori di musiche da film, aggiudicandosi tre volte il premio Oscar. La Musica trasferisce tutta la scena in una giungla che non si vede ma si sente, grazie alla suggestione dei temi e dei timbri esotici inseriti nella partitura. Il direttore Marcello Bufalini, da anni sodale di Bustric nell’ideazione di una fortunata serie di concerti teatrali, dirige la Orchestra Sinfonica Abruzzese ed apre la serata con dueSinfonie rossiniane, Il barbiere di Siviglia e L’Italiana in Algeri, che introducono il tema favoloso del viaggio musicale.
Una replica dello spettacolo è in programma sabato 18 agosto alle ore 21.30 a Cittaducale.
Nota su Miklos Rosza e la Suite sinfonica “The Jungle Book” , tratta dalle musiche per il film omonimo di Zoltan Korda.
Un contributo fondamentale alla storia del cinema in generale, e hollywoodiano in particolare, è stato dato da un gruppo di compositori di origine europea e di formazione classica, fra i quali figurano coloro che sono considerati i fondatori del genere della musica da film: Max Steiner (1888-1971), viennese; Dimitri Tiomkin (1894-1979), ucraino; Erich Korngold (1897-1957), nato a Brno; e Miklós Rózsa (1907-1995), nato a Budapest. Tutti questi compositori acquisirono la cittadinanza americana e tutti vinsero almeno una volta il premio Oscar per la colonna sonora.
Rózsa, proveniente da una famiglia della buona borghesia ungherese, fu un fanciullo prodigio, concertista di pianoforte già prima dei dieci anni. I suoi precoci studi musicali cominciarono nella città natale, per poi proseguire e concludersi a Lipsia. Violinista e direttore d’orchestra oltre che pianista e compositore, ebbe anche l’opportunità di perfezionarsi con i due più importanti compositori ungheresi del Novecento: Zoltán Kodaly e Béla Bartók.
I primi passi della sua carriera di compositore di musica sinfonica li muove a Parigi e poi a Londra; ed è proprio a Londra che farà il suo esordio nel campo del cinema, componendo le musiche per Knight Without Armor (1937), un film diretto da J. Feyder e prodotto da Alexander Korda, importante produttore cinematografico di origine ungherese, che nel 1939 condurrà con sé Rózsa a Hollywood. Nel ’42 sarà il fratello di Alexander, Zoltán Korda, a dirigere Il libro della Giungla, che confermerà il talento di Rózsa per il genere avventuroso e gli varrà la sua quarta nomination all’Oscar. Il compositore si stabilisce definitivamente negli Stati Uniti e dà inizio a una delle più luminose carriere della storia della musica da film, che lo vedrà collaborare con grandi registi come Billy Wilder, Alfred Hitchcock, George Cukor, John Huston, e tanti altri. Tre i premi Oscar, oltre alle numerose nomination: Io ti salverò (1945), Doppia vita(1947), Ben-Hur (1959). Moltissimi i titoli celebri: La fiamma del peccato, Quo vadis, Ivanohe, Il re dei re, I berretti verdi, La cruna dell’ago, solo per citarne alcuni, distribuiti in ben cinquant’anni di carriera.
Durante la sua vita Rózsa non abbandonerà mai l’attività di compositore “classico”, soprattutto di musica sinfonica; ricordiamo solo il suo Tema, variazioni e Finale op. 13, che entrerà nel repertorio di molti grandi direttori: Leonard Bernstein lo incluse nel programma del suo storico debutto sul podio della New York Philharmonic. I suoi numerosi lavori solistici ebbero come destinatari Jascha Heifetz, Gregor Piatigorsky, János Starker.
Sergio Bini, in arte Bustric, autore, regista, attore. Laureato alla facoltà di lettere e filosofia dell’Università di Bologna. Frequenta a Parigi la scuola di circo di Annie Fratellini e Pierre Etaix e quella di pantomima di Etienne Decroux ed a Roma la scuola di Roy Bosier. Poi un periodo di studi con Jon Strasberg dell’ “Actor studio”. Crea la compagnia teatrale “La compagnia Bustric” con la quale scrive e interpreta spettacoli che mette in scena usando varie tecniche: dal gioco di prestigio, alla pantomima, al canto e alla recitazione, in un ritmo narrativo che riempie le sue storie di sorprese, di cose buffe e inattese. E’ un teatro “colorato e comico, a volte poetico, certamente unico”. Con i suoi spettacoli è stato in gran parte d’Europa, dalla Spagna alla Norvegia, in Somalia, Cile, Uruguay, Brasile, Argentina, America del Nord, recitando in italiano, inglese e francese. Lavora nel cinema, dove ha preso parte tanto a film da Oscar come ” La vita e Bella ” di Roberto Benigni, quanto a film nascosti come “Quartiere” di Silvano Agosti. Alla televisione recita in vari sceneggiati, ed e’ stato varie volte ospite di trasmissioni e talk show. Tra i suoi spettacoli “La meravigliosa arte dell’inganno” , “Atterraggio di fortuna”, “Napoleone Magico Imperatore”, “Nuvolo”, e molti spettacoli musicali, dal suo originalissimo “Pierino e il lupo” di Prokofiev, a “Varieté”di Kagel, “Brittocchio”, “La meravigliosa storia del circo in musica”, collaborando con direttori come Marcello Bufalini e Sandro.Gorli, ospite della Orchestra Regionale Toscana, della Orchestra Verdi di Milano, dell’Accademia di S. Cecilia. Firma la regia di un “Don Giovanni” di Mozart (Colombia) ed è Ambrogio nel Barbiere di Siviglia all’Arena di Verona. E’ autore della commedia “Ghiaccio in Paradiso”.
Marcello Bufalini è nato a Roma. Dal suo debutto, nel 1994, con l’Orchestra Sinfonica di Graz, di cui fu subito nominato primo Direttore ospite, ha avuto inizio un’intensa attività internazionale, che lo ha visto frequente ospite di prestigiosi complessi come l’Orchestra della Suisse Romande, l’Orchestra del Mozarteum di Salisburgo, l’Orchestra della Radio di Monaco di Baviera, la Mitteldeutsches Rundfunkorchester, la Tonkünstlerorchester e la Radio Symphonieorchester di Vienna, l’Orchestra del Teatro La Fenice di Venezia, l’Orchestra Filarmonica “G. Enescu” di Bucarest, l’Orchestra Sinfonica “Giuseppe Verdi” di Milano, l’Orchestra dell’Arena di Verona, l’Orchestra della Toscana e altre ancora, in sale come il Musikverein e il Konzerthaus di Vienna, il Grosses Festspielhaus di Salisburgo, il Gewandhaus di Lipsia. Come direttore d’opera è stato ospite dell’Opéra du Rhin di Strasburgo, della Kammeroper di Vienna, del Teatro Nazionale Slovacco di Bratislava, del Rendano di Cosenza, del Verdi di Sassari, dell’Alighieri di Ravenna, della Stagione lirica di Teramo ed Atri, del circuito lombardo ASLICO (Brescia, Pavia, Cremona, Bergamo), del Teatro del Giglio di Lucca, del Teatro Marrucino di Chieti. Nel 2001 ha diretto “L’Arte della Fuga” (progetto di trascrizione e completamento ideato e coordinato da Luciano Berio) per il Teatro Lirico Sperimentale di Spoleto (tournèe in Francia, Olanda e Inghilterra). E’ docente di direzione d’orchestra al Conservatorio “A. Casella” dell’Aquila. Nel 2006 ha realizzato il completamento e la ricostruzione dell’inedito Concerto in mi minore per pianoforte e orchestra di Mendelssohn, registrato da Riccardo Chailly e Roberto Prosseda con l’Orchestra del Gewandhaus di Lipsia per la Decca (2009); oltre che a Lipsia, il Concerto è stato già eseguito a Berlino, Milano, Coblenza, Liverpool, Roma (Accademia Nazionale di Santa Cecilia); dai Wiener Symphoniker con Fabio Luisi a Vienna, Salisburgo, Bregenz; a Londra (London Philarmonic Orchestra), Tokyo (New Japan Philharmonic), Torino, Firenze, Bogotà, Calgary, L’Aja. Il 29 aprile 2011 il concerto ha avuto la sua prima esecuzione negli Stati Uniti, al Ventura Music Festival. Marcello Bufalini è Direttore Principale Ospite dell’Orchestra Sinfonica Abruzzese.
Info e prenotazioni: Associazione Culturale Pietre che cantano, Sede Municipale, Ocre
tel. + 39 389 2820983; info@pietrechecantano.it - www.pietrechecantano.it
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Biglietti: 8* e 10 Euro
* fino a 14 anni e oltre i 65.









marco scrive:
Bella presentazione circa il Dr. Miklos Rozsa. Solo una precisazione, non fù Leonard Bernstein ad includere nel suo programma/debutto, l’op. 13 di Miklos Rozsa, bensì il maestro Bruno Walter che in qualità di amico del compositore Ungherese, gli disse la sua intenzione di voler andare ad eseguire tale lavoro classico, ma una sera fatalità, il Maestro Walter si trovo indisposto a dirigere il concerto e così si fece avanti il suo vice, Leonard Bernstein appunto, che riscosse un successo strepitoso, inizio della sua grandissima carriera come direttore d’orchestra.
Postato il giorno 17 agosto 2012 alle ore 19:06