Abruzzo. CESARE D’ALESSANDRO (IDV): “Studio della Banca d’Italia, ecco come stanno le cose in Abruzzo”.
CESARE D’ALESSANDRO (IDV): “Studio della Banca d’Italia, ecco come stanno le cose in Abruzzo”.
«Lasciano senza parole i commenti di Chiodi rispetto all’analisi fornita dalla Banca d’Italia, ma qualche parola è doveroso comunque spenderla, se non altro per amore della verità», dichiara il Consigliere regionale Cesare D’Alessandro (IdV) a proposito delle soddisfatte esternazioni del Presidente Chiodi sullo stato dell’economia reale abruzzese.
«Secondo lo studio della Banca d’Italia, assistiamo in Abruzzo a un “ulteriore calo nel settore delle costruzioni… nonostante lo stimolo proveniente dagli interventi di ricostruzione nell'area colpita dal terremoto, la produzione ha registrato un ulteriore calo”, ma per Chiodi si tratterebbe di una valutazione positiva sull’operato del Commissario per la ricostruzione.
Per la Banca d’Italia», prosegue D’Alessandro, «l’occupazione regionale “ha mostrato un rallentamento negli ultimi mesi del 2011” ed è rimasta “elevata la quota degli occupati che, avendo fruito dei trattamenti della Cassa integrazione guadagni, non hanno contribuito effettivamente all'attività produttiva”. Ciò vuol dire che il tasso degli occupati tiene soltanto grazie all’aumento della cassa integrazione guadagni (sestuplicata dal 2008 ad oggi, passando da poco più di 5 milioni di ore a circa 30 milioni) e all’innalzamento dell’età pensionabile. Un crollo, invece, per l’occupazione dei più giovani.
E Chiodi, per di più, fa finta di non vedere il trend negativo che si è accentuato a fine anno 2011, consolidatosi nei primi mesi del 2012, fino a un incremento esponenziale della disoccupazione e ad una diminuzione dell’export abruzzese senza precedenti.
Dunque, siamo dinanzi a un’analisi impietosa per l’Abruzzo e per chi lo governa.
Ma ciò che più preoccupa è la mancanza di una strategia complessiva da parte della Giunta regionale, che riguardi l’internazionalizzazione delle imprese, la prestazione di garanzie per l’accesso al credito da parte delle piccole e medie imprese, interventi concreti per la semplificazione delle procedure (fa sorridere l’annuncio dell’Assessore Di Dalmazio sull’apertura di alberghi in un solo giorno, ma ne parleremo in separata sede).
Chiodi arriva perfino a smentire sé stesso – dimostrando che Barca e gli Enti locali del cratere, privi della zavorra del suo commissariamento, possono fare meglio e molto più di lui per la ricostruzione dell’Aquila – se si spinge ad affermare che finalmente “l'avvio della ricostruzione pesante potrà concretamente consentire nei prossimi mesi una crescita robusta del comparto e sostenere l'economia abruzzese nel complesso”. Evidentemente ciò non è stato, come tutti gli aquilani sanno, durante il suo lungo commissariamento. Ne prendiamo atto!».
L’Aquila, 14 giugno 2012







