ATRI, Auditorium S. Agostino (Corso Elio Adriano), Venerdì 1 Giugno Sabatino Ciocca, STORIE DI LETTERE, Ed. Solfanelli
Ap – Presentazione
ATRI, Auditorium S. Agostino (Corso Elio Adriano), Venerdì 1 Giugno
Sabatino Ciocca, STORIE DI LETTERE, Ed. Solfanelli
“Se chi scrive una lettera si rendesse conto che questa potrebbe anche essere letta,
eviterebbe accuratamente di farlo; a meno che non la scriva per sconsigliarne la lettura.”
(dalla prima lettera di brutta copia di Eloisa ad Abelardo)
Il libro di Sabatino Ciocca, «STORIE DI LETTERE. Alla scoperta di carte e carteggi più o meno celebri – cabaret letterario», sarà presentato alle ore 18,00 di Venerdì 1 giugno 2012 ad Atri, all’Auditorium S. Agostino (Corso Elio Adriano), in collaborazione con la Regione Abruzzo – Agenzia per la Promozione Culturale – Atri, e il patrocinio del Comune di Atri. Saranno presenti l’Autore e l’editore Marco Solfanelli. Relatori: Eide Spedicato Iengo, Ezio Sciarra. Voci recitanti: Alba Bucciarelli, Carlo Orsini, Giancarlo Zappacosta.
L’invenzione ispirativa originaria di questo testo risale a radiodrammi trasmessi per Radio3, di cui Sabatino Ciocca è stato autore, programmista e regista. Da questa esperienza, raffinando l’impianto per una trasposizione in scrittura, ha tratto l’idea di un cabaret letterario nel quale trasfondere personaggi reali che, attraverso i loro scambi epistolari, rivelassero nella loro stessa grandezza le loro umane debolezze.
I protagonisti celebri, di cui sono presentati gli scambi epistolari con una trama in parte aderente a dati verosimili, in parte prodotto di una fertile fantasia deformante, sono accomu-nati dall’essere abruzzesi, per cui le loro tipizzazioni rappresentano le virtù, come gli eccessi e i difetti, di icone culturali dell’immaginario regionale, rilette attraverso lo specchio della rivelazione sottile della loro umanità complessa, che infrange il conformismo di miti e credenze vulgate.
La cifra letteraria è giocata su un esprit de finesse che sa sublimare caratterizzazioni storiche reali in sviluppi verosimili, tanto verosimili da ingannare il lettore coinvolto, il quale però si accorge che si tratta di invenzione caricaturale, quando è colpito dalla corrosiva ironia con cui debolezze e ingenuità sono rivelate per una macroscopica dilatazione, che fa esplodere paradossi dentro il senso comune. Si sviluppa una carica critica ed ironica verso le inconsistenze, ingenuità, banalità, superficialità degli intellettuali di provincia che, scimmiottando la grande cultura, mostrano invece la loro risibile pochezza.
(Dalla Prefazione di Ezio Sciarpa)
Dalle carte emergono, invece, personaggi inusitati e originali: ecco un cameriere che rovescia vassoi, o un barbiere che si dichiara “non colpevole” della calvizie precoce del Vate. Ed ecco, ancora, un giardiniere che rivela i segreti della famiglia Manzoni – Borra. E, insieme a loro, compaiono sulla scena (già, perché questi carteggi sono prepotentemente teatrali) preside d’istituto, professori, medici, grafologi ed altri competenti esperti. Ciascuno recita (o, se volete, narra) con il tono e la misura della asetticità di chi è stato testimone di un accaduto o di chi è stato chiamato ad interpretare le ragioni di un evento.
Procedendo nella lettura si smascherano progressivamente i luoghi comuni, si scoprono le debolezze dei “grandi” e avanza una logica di grande compostezza che spiega non imprese eroiche, ma la quotidianità dell’eroe che è sempre miserabile e ridicolo.







