Abruzzo. CESARE D’ALESSANDRO (IDV): “Chiavaroli, portavoce di Chiodi senza neanche leggere le carte”.
CESARE D’ALESSANDRO (IDV): “Chiavaroli, portavoce di Chiodi senza neanche leggere le carte”.
«Sarebbe opportuno che il portavoce di Chiodi, prima di sfarfallare giudizi tranchant nei miei confronti tipo “procurato allarme ” e “consueti bollettini delle sciagure” riferiti al rischio di perdere 35 milioni di euro dei progetti-obiettivo, finanziati dal Ministero della Salute, si leggesse i documenti che gli inoltriamo in allegato», è la replica del Consigliere regionale Cesare D’Alessandro (IdV), alla risposta fornita da Riccardo Chiavaroli in merito al rischio denunciato da D’Alessandro e già paventato dai sindacati.
«Se 14 sindacati del comparto sanita’ hanno scritto a Chiodi, al Ministro della Salute ed a una sfilza di altre autorita’», prosegue il Consigliere dell’IdV, «se hanno diramato un preoccupante comunicato stampa, se hanno specificato analiticamente i motivi per i quali la Conferenza Stato-Regioni non ha ancora approvato i progetti obiettivo dell’Abruzzo del 2010, i cui soldi, gia’ erogati, rischiamo di dover restituire, il problema non puo’ essere accantonato con la puerile e pinocchiera giustificazione che si tratta di chiarire qualcosa sulle liste di attesa, che con la mancata approvazione dei progetti c’entrano come il cavolo a merenda!
In una regione normale sarebbe normale che il portavoce del Governatore si leggesse almeno gli atti del Governatore, altrimenti faccia il “portasilenzio”, si taccia e non dica sciocchezze!
Purtroppo e’ Chiodi il bollettino delle sciagure della sanita’ abruzzese e l’ultima riprova e’ lo studio da poco pubblicato dall’agenzia sanitaria nazionale che, analizzando l’ammontare di tutti i ticket sanitari in Italia, pone l’Abruzzo (3%) al secondo posto della poco invidiabile graduatoria, un pelino sotto al Veneto (3,03%). In tutte le altre regioni i cittadini pagano meno.
La nostra regione, insieme alla Sicilia e alla Campania, e’ anche quella dove i ticket per le prestazioni specialistiche offerte dai privati superano quelli dei presidi pubblici. E’ ovvio che qust’ultimo dato certifica che abbiamo le liste d’attesa tra le piu’ lunghe d’Italia.
Per evitare al Chiodi-voice un’altra magra figura», conclude Cesare D’Alessandro, «gli consiglio di leggersi il report dell’agenzia sanitaria nazionale…… se ci riesce!»
L’Aquila, 2 maggio 2012







