22
May , 2013
Wednesday

GiulianovaNews

"Giulianova News Notizie. www.giulianovanews.it Il primo giornale online sulla Città di Giulianova. Diretto da Walter De Berardinis"

*Egr. Dott.ssa G. Baraldi

*( n.d.r. – dottoressa Giovanna Baraldi, subcommissario governativo per il piano di rientro dai disavanzi del settore sanitario della Regione Abruzzo.)

Oggetto: Rete nascita Asl di Teramo.

Nella qualità di Presidente del Comitato di difesa del diritto alla salute e per la salvezza dell’ospedale di Giulianova, rappresento quanto segue. In relazione alla proposta di riorganizzazione della rete nascita avanzata a livello regionale, si rileva che la stessa, prevedendo 1 solo punto nascita in provincia di Teramo, non tiene conto del parere espresso più volte sia dal Comitato del Dipartimento Materno-Infantile della ASL di Teramo, sia dalle Società Scientifiche di area pediatrica (SIP e SIN) della Regione Abruzzo, che concordemente e ripetutamente hanno indicato come necessari e sufficienti n. 2 punti nascita nella provincia di Teramo.

Ciò premesso, si ritiene opportuno sottoporre all’autorevole riflessione ,del sub Commissarrio, alcuni dati, relativi alla natalità 2010 e desunti dalla proposta pervenuta da parte della Dott.ssa Baraldi:

Punti nascita

-       AQ  n.2    con 2197 nascite ;

-       CH  n.3     con 3838 nascite ;

-       PE  n.1      con 2591 nascite;

-       TE  n.1      con 2106 nascite.

Si fa altresì rilevare che PE-AQ-CH hanno anche la neonatologia di II livello, mentre la provincia di Teramo ne è priva e fa registrare una mobilità passiva pari a circa 700 nati, la maggior parte dei quali fuori regione.

Alla luce delle considerazioni sopra schematicamente esposte e ferma restando la necessità di ridurre a 7 i punti nascita a livello regionale, sulla base del “piano Fazio” ma anche delle lungimiranti proposte già espresse in precedenza dai pediatri abruzzesi attraverso le proprie Società scientifiche(SIP e SIN), ai fini di una più omogenea distribuzione territoriale degli stessi, necessaria per garantire a tutti i bambini e a tutte le mamme abruzzesi la stessa aspettativa di salute, si propone quanto segue: n.2 punti nascita all’Aquila, n.2 a Chieti, n.1 a Pescara e n.2 a Teramo.

Nel contesto del dibattito in corso, stranamente l’atto aziendale della ASL di Teramo , in contrasto con quanto proposto dalla dott.ssa Baraldi e nei numeri complessivi da tutti condiviso, prevede il mantenimento di n. 3 punti nascita, quando è evidente che al massimo potranno – e secondo noi dovranno! – essere 2. Tale assurda previsione dell’Atto aziendale genera tuttora  grave pregiudizio per la sicurezza dell’evento nascita nella nostra provincia. Infatti: a S.Omero non c’è personale sufficiente per coprire i turni H 24, a Teramo e ad Atri viene assicurata la guardia H 24 con personale fortemente carente e la conseguente difficoltà di offrire un’assistenza pediatrica  adeguata alle esigenze di una moderna pediatria. I bambini e le mamme della provincia di Teramo hanno diritto di avere da subito garantita la sicurezza della nascita e di un’adeguata assistenza pediatrica! Per questo è necessario disporre già con l’attuale atto aziendale n. 2 punti nascita nella nostra provincia, che a nostro parere devono essere ubicati strategicamente uno all’interno ( Teramo) e l’altro sulla costa (Giulianova).  Ciò non per campanilismo, ma per assicurare la migliore copertura del territorio, anche in considerazione del flusso turistico, che va incoraggiato anche con le infrastrutture!

A questo punto si confida nell’operato del Commissario ministeriale per correggere quello che, secondo lo scrivente Comitato, è un gravissimo errore, frutto di meri calcoli elettoralistici perpetrati sulla pelle dei cittadini più indifesi. In caso contrario, la popolazione interessata sarà  costretta ad avviare esposti e/o altre azioni atte a tutelare l’interesse della collettività. Tanto premesso si richiede, ai sensi e nei termini previsti dalla L.n. 241/90, che lo scrivente Comitato venga tempestivamente informato del procedimento in oggetto, anche ai fini della partecipazione e conoscenza.

Distintamente

Il Presidente

(Dott. Roberto Ciccocelli)

mail: dott.cicco@tiscali.it


Giulianova il 20-04-2012

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1 Commento

  1. Mario Marchese scrive:

    Ecco, come sempre, si scatenano, in mancanza di una considerata e partecipata azione programmatoria, che anni fa vedevano i partiti effettuare, e poi proporre ai vari cda degli Ospedali prima e poi delle ex ULSS, ma che oggi è stato tutto demandato ai Direttori Generali. Per carità, non mi permetto affatto di entrare nelle tanti ragioni che impongono ai medesimi, pareggi di bilancio, conti in ordine ecc. ecc. ma viene da riflettere invece, le analisi che fa il dr Ciccocelli sul punto nascita di Giulianova, o meglio a Giulianova, A nessuno viene in mente di di affermare quanto costa un parto (parlando solo di questo argomento) rispetto alla struttura che si attiva, della spesa della medesima. Quale indice di soddisfazione c’è nelle eprsone che frequentano questi centri, e quindi, anche la considerazione che centri di estrema grandezza, sicuramente questa “soddisfazione e certezza” viene sicuramente ridotta, penalizzata. Ed allora,se nella provincia di Teramo, deve esserci solo due punti nascita, sicuramente non può essere quelli di Giulianova e Teramo, che distano ad appena 5 minuti di macchina l’uno dall’altro, così pure per quanto riguarda l’UTIC, l’ORL, la UROLOGIA ecc. ecc. Ed allora? Non per campanilismo che parlo, ma si va a verificare la % dei parti, delle prestazioni, del territorio, degli abitanti serviti e servibili, la possibilità di attrarre mobilità attiva da altre ASL o fuori regione, per determinare le decisioni, e fatre un’analisi dei costi, e dire ai responsabili (Direttori amministrativi e Sanitari dei presidii) che, diversamente mi si deve spiegare che cosa stanno a fare nei medesimi, se non sono in grado a dare queste risposte ed attivarsi a dare e fare questi paragoni, confronti, analisi, al fine di giustificare una scelta fatta e decisa invece che un’altra, altrimenti appaiono solo dei TOTEM, messi li a prendere stipendi ed indennità (cosa che allora, quando si aveva l’ULS di Atri, i medesimi amministravano tutte le realtà di pertinanenza oggi dell’ASL di Teramo, scusate se è poco-a parte la quantita ed entità dei numeri in discussione). Quindi, il dr Varrassi, mi ha voluto espormi a confronto, con Ciccocelli, da buon politico e non da amministratore, ed al quale non mi sono tirato indietro. Quindi, dico e penso, che se la struttura di Atri, costa tanto, e incassa tanto, e ce la fa a stare in pareggio, deve rimanere, se è in deficit, gli viene detto, e tempo qualche mese un semestre, un anno, se l’obbiettivo non è raggiunto, si ridimensiona. Questo è responsabilizzare i medici, il personale, altro che. Se poi c’è troppo personale, fuori dai parametri dovuti, si mobilitano, si spostano verso chi ne è deficitario, nell’ambito del Presidio, o dell’ASL (incentivati), e coinvolgere in questa analisi i Sindaci, lè dove queste strutture Ospedaliere sono ubicati, i Consigli Comunali, altrimenti il colloquio è sempre tra sordi. Insomma, volete questo o quest’altro? Tutte e due non ve lo potete permettere perchè non ci sono i numeri. Ovviamente, carissimi, ed in particolare, egregio Direttore Generale, è questo che leid eve esporre e fare, non distruggere le cose che funzionano, hanno mobilità attiva, e poi dire, che funzionano poco e sono in passivo dopo avergli tolto gambe e mani e fondi per andare avanti. Non si fa così!! Questo percorso è un’altra cosa. Un esempio: la radiologia di Atri, aveva 7 Diagnostiche, compresa quella del Pronto Socc., oggi ne ha solo 1,, i TSRM sono costretti a fare i turni per lavoraci, ovviamente, tutto questo che determina? LISTE DI ATTESA, e sfiducia dei cittadini nella struttura e vanno dai privati e, o da altri Ospedali. E’ mai possibile che in Atri non ci debba essere una MOC, che possa essere di concorrenza con quelle offerte dalle cliniche private del pescarese e del chietino? Può essere che la Medicina Nucleare di Atri, anch’essa fiore all’occhiello del Presidio di Atri, sta attendendo una Gamma Camera (che funzionava allora, caro direttore, assieme alla PET) da 5 anni? E questo ha disaffezzionato pazienti ed opinione pubblica, che si affrettano ad andare in altre ASL e fuori regione, con adeguata mobilità passiva, e questo lei lo sa bene. Ma le pare giusto che in Atri non ci debba essere una RMN (anche di 1,5-2 tesla) e lasciare quella articolare a Giulianova, e creare le possibilità di una risposta adeguata dell’ASL di Teramo ai pazienti sia intra che extra ASL? In particolare dare incentivi ai tecnici anche lavorando fuori orario per dare risposte ed eliminare le cosiddette liste di attesa. E’ mai possiible che l’UTIC di Atri si ritrova più di un dimezzamento del proprio budget per Pace Marker, in quanto che ne faceva troppi, e quindi mettevano in cattiva luce quelli di Giulianova e Teramo, ed allora, perchè non si può chiudere, allora viene soffocato per “mancanza d’aria”? E, poi dire ancora, ” vedete, si è spenta l’attività, perchè non è una struttura produttiva?” Ma vi pare degna questo modo di fare? Oppure, perchè si è impedito di fare le coronoragrafie ad Atri? Si dice che non c’è la cardiochirurgia, ma scusate a Pescara c’è? A l’Aquila c’è? A Lanciano,,, Avezzano, a Vasto, ci sono? Nelle realtà private dell’area pescaresee chietina, ci sono? Perchè non responsabilizzate le strutture dovute, e dite loro: voi costate tanto, e dovete lavorare tanto per rimanere in vita, altrimenti.-…………. Insomma, egregio Direttore, non si può avere una Ortopedia Generale in Atri con soli 3 medici che operano dire loro che non va bene l’attività espressa, senza paragonarla a tutte le atre attività dell’ASL, rispettando i parametri di riferimento-costi e personale addetto, così vale per la ns chiirurgia generale. Così vale per la ns Gastroeneterolgia, una delel più efficienti d’Abruzzo, ridotta ai minimi termini per sole volontà politiche. Che dire poi della possibilità di creare, d’accordo con le maestranze mediche e infermieristiche, di creare strutture POLISPECIALISTICHE anche chirurgiche, che fanno certi interventi e non i “massimi sistemi” come quello che vi avevamo proposto, cioè di avere sullo stesso piano e con lo stesso personale inermieristico: Maxillo facciale,ORL,Oculistica in h12 e h24? Così anche oggi per la Urologia, perchè non create in Atri, giacchè c’è già, una struttura h24, con annessa Endoscopia Urologica e Litotritore? di ausili alla Urologia di Teramo? Insomma tante cose potrebbero essere fatte, ma per carità, non sfasciate quelle cose e strutture che funzionano, cos’ come state facendo ed avete fatto in passato, lei o altri Direttori, per accontentare ora l’uno ora l’altro dei politici regioanli o parlamentari, che Atri non si può permettere in quanto che non li ha da decenni ormai (siamo stati degli stronzi, Atri è stata terra di pascolo per i voti e politicanti della provincia, sia di centro destra che di centro sinistra, ed oggi ne paghiamo le conseguenze, vero Dr Varrassi? Vero dr Varrassi? Vero egregio Direttore Generale?). Comunque, parlare chiaro e dire la verità con dati alla mano, ed interlocutori informati, sicuramente non farebbe male alla opinione pubblica ed alla coerenza e soprattutto al suo ruolo di Direttore, vero egregio dr. G. Varrassi, Cordialmente, il Presidente del Comitato Difesa dell’Ospedale di Atri. Mario Marchese
    (già Sindaco di Atri 1997-2001 e dipendente dell’Ospedale di Atri TSRM dal 1966 al 2004).

    Postato il giorno 23 aprile 2012 alle ore 10:30

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