Val Vibrata. La Destra: OMICIDIO FADANI
OMICIDIO FADANI
In data 23 aprile 2007: Avviene la “strage di Appignano”. Un rom ubriaco, Marco Ahmetovic, investe ed uccide i ragazzi Italiani Alex, Eleonora, Davide e Danilo;
In data 20 ottobre 2007: Ahmetovic “sconta” gli arresti domiciliari in un residence;
In data 9 agosto 2009: La notte, Antonio De Meo viene ucciso a Villa Rosa. La morte sopravviene per le percosse inflittegli da tre rom minorenni;
In data 11 novembre 2009: La notte, Emanuele Fadani e il suo amico Graziano Guercioni sono aggrediti verbalmente da tre rom in un pub del centro. La lite è proseguita in strada, Emanuele viene raggiunto, tra gli altri “colpi”, da un pugno alla testa che gli causa una devastante emorragia cerebrale e il commerciante di 39 anni muore in pochi minuti.;
In data 12 novembre 2009: In tale giorno a manifestare sono stati proprio i rom. Una ventina di loro hanno sostato e protestato davanti al Municipio di Alba Adriatica chiedendo di incontrare il sindaco e hanno, spudoratamente, preteso l’intervento economico del Comune per ottenere il risarcimento dei danni subìti (loro?);
In data 8 giugno 2010: E’ arrestato Sante Spinelli, 26 anni residente ad Alba Adriatica e domiciliato a Giulianova. Per lui l’accusa è di aver provocato danni e lesioni personali e resistenza a pubblico ufficiale. Spinelli era accusato, assieme ad altri due zingari, i cugini Danilo ed Elvis Levacovich (oggi condannati), di aver ucciso la notte sull’11 novembre 2009, ad Alba Adriatica, il commerciante Emanuele Fadani di 37 anni.
In data 28 settembre 2011: Oltre 700 firme già raccolte, dall’associazione “Per non Dimenticare”, per chiedere al sindaco di intitolare la nuova area verde realizzata in via Duca d’Aosta, al compianto Emanuele Fadani. Nella circostanza, il sindaco Franchino Giovannelli ha ribadito che il nuovo spazio pubblico (con annessa area verde e anfiteatro) non sarà intitolato a Fadani, aggredito e ucciso da tre rom l’11 novembre 2009;
In data 14 marzo 2012: Sono dichiarati colpevoli tutti e tre. L’omicidio di Emanuele Fadani è stato riconosciuto come un delitto preterintenzionale, ma a compierlo in concorso con Elvis Levakovic, che sferrò il pugno fatale, sono stati anche il cugino Danilo Levakovic e Sante Spinelli. “Naturalmente” l’avvocato difensore dei rom ha già dichiarato che ricorrerà in Cassazione.
L’omicidio Fadani come è giusto, ha avuto l’attenzione dei media nazionali. Purtroppo tutte i crimini commessi dai rom contro i Cittadini Italiani, sono giudicati meno gravi, con tutte le attenuanti possibili ed inimmaginabili. Purtroppo, le vittime ci sono e continueranno ad esserci. Fintanto ché persone o gruppi di persone la fanno da padroni, imperversano ed usano violenze, anche efferate, contro noi, definiti “gaggiò” (stranieri, sempliciotti, paurosi), contro i nostri figli, si dovranno subìre le angherie e i reati di costoro. Tutto in nome dell’integrazione (di chi?).
Emanuela Di Giacinto propose a tutti i politici titolari di una scorta, di rinunciarvi per un giorno, per vivere come un qualunque Cittadino Italiano, nella speranza che si rendessero conto della situazione, ed agissero di conseguenza.
Oggi, purtroppo, nulla è cambiato. La vita ad Alba Adriatica è sempre rischiosa. Gli Albensi sono sempre nel mirino. I rom sono e saranno sempre lì. Chi vive con l’illegalità e la violenza, alla faccia di noi Cittadini onesti, può permettersi rubinetterie in oro e mega televisori al plasma anche in bagno. Anche nel caso che qualche Procuratore gli sequestri la casa, loro o ci rientrano abusivamente e/o di fatto, o ne ottengono, addirittura, il dissequestro.
Alcuni di loro riscuotono dall’INPS anche € 5.577,00 l’anno, e ciò in un momento di crisi e di bisogno generale, ad individui dalla condotta non proprio trasparente.
Come già il 16/11/09 Emanuela Di Giacinto denunciò e chiese, oggi LA DESTRA continua a chiedere protezione, sicurezza ed interventi ad hoc per tutti i Cittadini onesti. Ad ora nessuno ha mai provveduto.
Poi che nessuno si lamenti che “sale la tensione sociale”, perché non si può imporre a nessun Popolo libero di subìre minacce ed aggressioni, senza dargli la possibilità della minima difesa e, a fatto avvenuto, nemmeno una congrua giustizia, o, addirittura, di essere accusati di “eccesso di legittima diesa”.
Stefano Flajani







