Usa. Vince Carpenter e Franchitti torna in testa alla classifica
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Ap – CorsaNews
Vince Carpenter
e Franchitti
torna in testa alla classifica
di Lino Manocchia
SPARTA, 3 ottobre ’11 – L’ovale del Kentucky penultima tappa del campionato Indy car, ospita in formato record una trentina di vetture, anteprima del gran gala finale di Las Vegas, in ottobre, che finiranno nel museo per essere rimpiazzate dalla “nuova monoposto” dibattuta da oltre cinque case costruttrici, e finita nell’officina Dallara, emersa da una abulico “contest” che avrebbe dovuto premiare la vettura più bella, più veloce e avvincente, ma la delusione del pubblico, e della stampa, dopo l’esposizione ufficiale del nuovo prototipo, ha offerto risonanze negative condite con aggettivi non certo lodevoli.
Del resto che dire del ciclopico complesso frontale, che da l’impressione di un “tricheco”, e quello spazio “vuoto” che separa il frontale della vettura dal resto della carlinga e posteriore. C’è chi giura che la “nuova” vettura 2012 passerà alla storia come “un’aberrazione”, il “più brutto” modello della storia Indycar, che, sempre nel 2012, verrà spinto da un propulsore-turbo, già prenotato dai seguenti team: Penske 11 Chevrolet, Ganassi 11 Honda, PKV racing 8 Lotus.
Dallara d’altro campo ha progettato un modello che avrebbe dovuto sfidare la “moda” futura nel mondo motorizzato, ma buona parte del “disastro” va addossato ai dirigenti tecnici delle serie che hanno scelto il “capolavoro”. Il proverbio: “contenti loro contenti tutti”, fa lega con la macchina. Intanto le prove di qualifica hanno premiato per l’ottava volta, Will Power che si è issato in pole con al fianco Graham Rahal, figlio del grande Bobby.
E’ stata una sessione… al “ghiaccio”. Al mattino la temperature sfiorava i 35 gradi Farenheit, e nel pomeriggio i 45 gradi hanno costretto i piloti e lo sparuto gruppo di spettatori ad indossare il giaccone invernale. Da segnalare l’inglese Pippa Man che durante il tentativo di qualifica urtava violentemente il muretto di protezione, riportando contusione alla testa che la costringeva ad uscire dalla lista dei concorrenti.
Alla richiesta di un giudizio sulla pista Dario Franchitti ha esclamato: «Gobbosa, dalle curve coperte, sdrucciolevole, pericolosa.» Tony Kanaan si limita a dire: «Tremenda.»
La prossima “emigrante”, verso la Nascar, Danica Patrick, ha racimolato il 14° posto.
LA CORSA
Dopo 113 partenze di campionato Ed Carpenter; figliastro dell’ex boss della serie Indicar, Tony Georg, vice la 300 miglia del Kentuky, dopo un duello mozzafiato durante una dozzina di giri.
2012 Izod indicar serie Dallara, laterale
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ABRUZZOpress – N. 327 del 3 Ottobre ’11 Pag 2
Lo svolgimento della gara faceva prevedere il successo di Dario Franchitti, il quale, però, giungeva secondo a fotofinish.
Forse senza quel finale la corsa sarebbe stata un rosario di incidenti ai pit che hanno cambiato la fisionomia della manifestazione. Con il secondo posto l’italo-scozzese riguadagna i 18 punti arretrati e si issa di nuovo al comando della classifica. Scott Dixon, altro pilota – con Franchitti del team Ganassi – ha tenuto sodo la terza piazza sin dai primi giri, ed ha preceduto una manciata di giovani rookie.
Vari incidenti al box, il primo ad opera della giovane Beatriz la quale tentava di rientrare mentre Will Power era “per meta” nel suo pit e veniva colpito dalla troppo veloce pilota che era costretta a cambiare alettone, e, sul finire, l’inesperta brasiliana finiva contro il muro. Power dopo il colpo ricevuto dalla Beatriz non ha avuto altre possibilità di ripresa, sino a concludere 19°. Anche Marco Andretti che aveva marciato in seconda posizione si scontrava con un paio di vetture – colpa sua – ed era costretto a cedere le armi.
Il “dramma” del Kentucky si è svolto nei box. Che è tutto dire!…
Lino Manocchia
ssphoto.com







