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February , 2012
Thursday

GiulianovaNews

"Giulianova News Notizie. www.giulianovanews.it Il primo giornale online sulla Città di Giulianova. Diretto da Walter De Berardinis"

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CICLO INTEGRATO  RACCOLTA DEI RIFIUTI IN VAL VIBRATA: UN SISTEMA EFFICIENTE E MENO COSTOSO CHE ...
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Archivio del mese di agosto 2011

Pineto. Chiude il ciclo dei Venerdì a tema di “Vivi la Torre”

Postato da admin Il 31 agosto 2011 LASCIA UN COMMENTO
Chiude il ciclo dei Venerdì a tema di “Vivi la Torre”
Si parlerà venerdì del sistema idroelettrico del Fiume Vomano e delle trivellazioni petrolifere in Adriatico, temi di particolare importanza per l’Area marina Protetta Torre del Cerrano.

Nell’ultima visita a tema del prossimo venerdì 2 settembre, del ciclo “Vivi la Torre“ sarà trattato il tema delle fonti energetiche idroelettiche e petrolifere che, pur se indirettamente, interessano in maniera importante l’Area Marina Protetta Torre del Cerrano. L’argomento, al termine della consueta visita guidata, sarà trattato in compagnia dell’esperto Piero ANGELINI, Maestro del Lavoro e referente WWF per l’energia. Il titolo dell’intervento recita: Adriatico, Vomano … quale energia?
L’occasione è offerta dalla visita a Torre Cerrano del gruppo organizzato dal Consolato della Provincia di Teramo della Federazione dei Maestri del lavoro d’Italia che vede tra le proprie fila persone di elevata esperienza nei settori più vari della vita lavorativa. Ed è proprio la presenza con questo gruppo di esperti di Piero Angelini, noto fotografo paesaggista ma anche esperto di impianti di produzione energetica per la propria carriera lavorativa, che consentirà di ascoltare un contributo importante su un tema particolarmente attuale per l’intera costa abruzzese dove è in corso un dibattito importante sul rilascio di concessioni per le prospezioni petrolifere in mare aperto.
Con questo appuntamento di venerdì si conclude il programma di “Vivi la Torre” che ha visto nel periodo di luglio e agosto l’apertura quotidiana, anche di sabato e domenica, delle visite estive alla Torre e torna così, a partire da sabato l’orario delle visite consuete del Mercoledì e Venerdì, sempre alle ore 17,00.
Vivi la Torre” ha avuto un successo strepitoso ed oltre diecimila sono stati i visitatori che durante l’estate hanno potuto usufruire delle visite guidate al monumento simbolo dell’Area Marina Protetta.
L’invito è sempre quello di continuare a visitare la torre anche nel periodo autunnale raggiungendola nei giorni di apertura a piedi o in bicicletta attraverso i percorsi ciclabili costieri che accedono direttamente ai giardini della torre dai cancelli a nord e a sud della stessa.

Giulianova. Calcio: Domenica 4 settembre nasce un nuovo settore giovanile

Postato da admin Il 31 agosto 2011 LASCIA UN COMMENTO

domenica 4 settembre 2011, ci sarà la presentazione del settore giovanile in collaborazione con la scuola calcio Giulianova, dalle ore 18,30 presso lo stabilimento balneare Europa.

Manoppello. TRADIZIONE IN MARCIA: Sabato 17 settembre 2011 l’oratorio del Preziosissimo Sangue di Pescara organizza l’VIII edizione del pellegrinaggio al Volto Santo di Manoppello (PE). Programma:

Postato da admin Il 31 agosto 2011 LASCIA UN COMMENTO

TRADIZIONE IN MARCIA:
Sabato 17 settembre 2011 l’oratorio del Preziosissimo Sangue di Pescara organizza l’VIII edizione del pellegrinaggio al Volto Santo di Manoppello (PE). Programma:
- ore 08,30: S. Messa all’oratorio di Pescara, via Ofanto 24.
- ore 14,30: appuntamento all’Abbazia di S. Maria Arabona;-
ore 15,00: partenza a piedi (circa 10 km), recita delle tre corone del Rosario, canti e confessioni;-
ore 18,00 circa: arrivo al Santuario di Manoppello, Via Crucis e venerazione del Volto Santo.Pe
r informazioni: info@casasanpiox.itht
tp://www.sodalitium.biz/index.php?ind=news&op=news_show_sin… Visualizza altrogle&ide=108

L’Aquila. DAN FANTE TORNA ALL’AQUILA PER UNA FORTE TESTIMONIANZA D’AMORE

Postato da admin Il 31 agosto 2011 LASCIA UN COMMENTO

DAN FANTE TORNA ALL’AQUILA PER UNA FORTE TESTIMONIANZA D’AMORE

L’emozione dello scrittore nella città ferita e la sua firma accanto al murale “Jemo ‘nnanzi

di Goffredo Palmerini

L’AQUILA – Ero fermo ai Quattro Cantoni, il 22 agosto scorso, a mezzogiorno, mentre il sole d’un cielo azzurro e terso picchiava forte sull’Aquila. Là, dove il cardo e il decumano marcano da secoli il principale incrocio della città ma anche il consueto punto d’incontro degli aquilani, lo stavo aspettando senza potergli andar incontro, per via della noiosa ingessatura alla gamba destra che da quaranta giorni m’appesantisce non poco. D’altronde, proprio nei paraggi, lui testimonial d’eccezione, si sarebbe tenuta un’altra delle numerose iniziative che l’Associazione “Jemo ‘nnanzi” da quel tragico 6 aprile 2009 porta avanti nella città devastata dal terremoto. Questa volta si tratta d’un murale nel cuore della città, al quale Dan Fante, figlio del mitico scrittore italo-americano John Fante e scrittore di successo egli stesso, darà il primo spruzzo di colore. Dan sta arrivando da Torricella Peligna, il magnifico borgo sotto la Majella che diede i natali a suo nonno Nicola (Nick) e dove ogni anno d’agosto si tiene il Festival letterario “Il Dio di mio padre” dedicato a John Fante, giunto alla sesta edizione. Un evento sempre più prestigioso, come si dirà. Più volte Dan, che ama profondamente l’Abruzzo, la terra degli avi, vi ha partecipato come ospite d’onore. Quest’anno è venuto al Festival insieme a Victoria, sua sorella, terza dei quattro figli di John e Joyce Smart: Nick, il primogenito, morto investito da una macchina, Dan, appunto Victoria e infine James.

C’è un piccolo ritardo a causa dell’ingorgo provocato da un incidente sulla statale che da Pescara porta alla città capoluogo d’Abruzzo. Mezz’ora di coda. E infatti di tanto slitta l’arrivo all’Aquila. Cesare Ianni, presidente del Gruppo d’azione civica “Jemo ‘nnanzi”, nei giorni scorsi aveva così annunciato la visita dello scrittore: “Abbiamo invitato Dan Fante perché possa rendersi conto di persona della situazione del centro storico della città dell’Aquila, l’acropoli della nostra identità”. Ora Cesare, insieme agli esponenti di punta del movimento – Angelo De Nicola, Francesca Pompa, Stefano Ianni – e agli altri numerosi membri dell’associazione, stanno aspettando lo scrittore alla Fontana Luminosa. Arriva su un cellulare la notizia dell’arrivo ai giornalisti e agli operatori televisivi che sono in attesa ai Quattro Cantoni. E infatti dopo qualche minuto spunta Jacopo, maglietta neroverde dell’associazione, un ragazzo “argento vivo”. Come un antico banditore, in megafono annuncia per imminente l’arrivo di Dan Fante. Corso Vittorio Emanuele è pieno di turisti, nonostante tutto. Quello che resta dell’Aquila, almeno lungo l’asse che dalla grande e bella fontana dello scultore Nicola D’Antino scende fino alla Villa comunale, è un pullulare di persone, in questi giorni. Si fa fatica a riconoscere qualcuno, tra tanta gente. Ma la grande scritta verde “Jemo ‘nnanzi” sulla polo nera, quella sì che si nota in mezzo alla folla. Se ne vedono un bel numero, in gruppo, venir giù verso i Quattro Cantoni.

Riconosco Dan nella prima fila del gruppo, l’inconfondibile cappello a tesa larga e gli occhiali scuri. Gli vado incontro. “Hi Dan”. Mi abbraccia, con un bel sorriso aperto. Poche frasi elementari, le mie, è scarso il mio inglese. Eppure i gesti e lo sguardo ci rivelano molto di più delle parole. Gli chiedo un’impressione sulla città, quella stessa che nel 2005 l’aveva intrigato e stupito a prima vista. Comprendo dagli occhi la sua emozione, la condivisione intensa della nostra sofferenza. Ne ho conferma dal nostro breve colloquio, con l’aiuto di Cristina Di Benigno, più che l’interprete il gioviale angelo custode dello scrittore nella sua permanenza in Abruzzo. Siamo ora sotto i Portici, il sole spacca le pietre. Stefano Ianni, pittore che ha dato forma d’arte al motto aquilano dell’associazione, sta già preparando quanto occorre per dipingere il murale. Cesare e Angelo sono intenti a concordare con il responsabile del cantiere quale parte della parete di recinzione possa essere destinata alla realizzazione del murale. E’ anche questo uno dei gesti fortemente simbolici – l’associazione ne ha realizzati diversi, di grande impatto, come il tricolore di 25 metri “Jemo ‘nnanzi” appeso alla Torre civica per i 150 anni d’Unità d’Italia, la riattivazione della storica fontana di Santa Maria Paganica, e altri ancora – che manifestano il desiderio degli aquilani di riconquistare la propria città, i luoghi della memoria e i luoghi del nostro futuro che vorremmo già presente. Lo si legge nei volti dei componenti dell’associazione, ciascuno con la sua maglietta, personalizzata sul dorso. Lo esprimono gli occhi degli aquilani che sono venuti a presenziare a questo evento, austero nella sua semplicità eppure così denso di profondità emotiva. La straordinaria sensibilità dello scrittore coglie appieno queste sensazioni, per quanto intime, segrete, composte. Non è per niente rituale e mondana la sua presenza. Persino fisicamente Dan vive questa intensità, quantunque distratto dai pressanti inviti a posare per una foto ricordo, a dare volto e voce alle riprese delle televisioni, a rispondere a domande e interviste.

E’ tutto pronto, ormai, per realizzare l’opera. Tocca allo scrittore, sotto la scrupolosa guida di Stefano Ianni, dare al murale i primi colpi di colore. Dapprima il nero. Lo spray avanza velocemente sull’impronta in plexiglas del murale, Dan segue con cura le indicazioni dell’artista. Poi si passa al verde, altre parti del murale ricevono il colore. Faccio osservare allo scrittore, con l’aiuto di Cristina che traduce, come il nero e il verde sono i colori della città da quel disgraziato 2 febbraio 1703, quando L’Aquila conobbe un altro dei suoi disastrosi terremoti. Quella volta fece migliaia di vittime, oltre a distruggere gran parte della città e dei borghi del circondario. Il nero e il verde sostituirono il bianco e il rosso che erano gli antichi colori civici. Dopo quella tragedia il nero segnò il lutto e il verde simboleggiò la speranza della rinascita. Come in effetti poi avvenne, quando la città venne ricostruita più bella di prima. Ed è anche oggi questa la speranza, questa la determinazione degli aquilani. Stefano dà all’opera gli ultimi ritocchi di colore. Dan chiede un’altra bomboletta di spray nero. Si dispone accanto al murale e muove lo spray scrivendo sul tavolato “From my heart to L’Aquila. Dan Fante”. Più che una firma, è una bella e intensa testimonianza d’amore per la nostra città. Gli ho scritto un messaggio, il giorno dopo, inviato al suo indirizzo email insieme ai link della rassegna stampa che gli avevo raccolto. “Grazie davvero di cuore per la tua testimonianza d’amore verso la nostra città, devastata dal terremoto. Ti vogliamo bene, sei un nostro fratello!”. Appena rientrato a Sedona, in Arizona, dove da qualche anno vive, Dan ha risposto: “Goffredo, always good to hear from you. Thanks for the links. It is my honor to help support L’Aquila’s struggle. Best regards, df”. L’onore è nostro, di tutti gli aquilani, caro Dan, nel privilegio di ricevere la tua amicizia e il tuo sostegno nella sfida che attende L’Aquila!

Conobbi Dan Fante a Los Angeles, nel gennaio del 2005. Ero andato con una delegazione guidata dal sindaco dell’Aquila per una serie d’incontri istituzionali e di iniziative culturali, culminate alla Ucla, prestigiosa università della metropoli californiana, con una conversazione tra Dante Ferretti, scenografo premiato un mese dopo con l’Oscar per il film The Aviator di Martin Scorzese, Robert Rosen, direttore del dipartimento di Cinema e Teatro  di quell’ateneo, e Gabriele Lucci, autore d’un prezioso volume sullo scenografo, edito da Electa e Accademia dell’Immagine, che nel marzo di quello stesso anno sarebbe stato presentato con grande successo al Guggenheim Museum di New York. In quella occasione, per rendergli l’omaggio della città capoluogo d’Abruzzo e della terra natale di suo nonno, avevo contattato Dan Fante muovendo l’Associazione Abruzzese e Molisana di California che l’aveva trovato tramite l’Unione degli Scrittori quand’egli ancora abitava a Santa Monica. Dan venne all’università di Los Angeles, per quell’evento. Fu assai lieto d’incontrarci e si sentì onorato nel ricevere dalle mani del sindaco dell’Aquila, Biagio Tempesta, il sigillo del Primo Magistrato, simbolo dell’antica Municipalità aquilana. Fu un incontro molto cordiale, amichevole e denso di reciproche emozioni, nel ricordo della storia della famiglia, del nonno Nicola, emigrato da Torricella Peligna a Denver, in Colorado, dove nel 1909 nacque John Fante, scrittore ormai nell’olimpo della letteratura americana, che tuttavia conobbe fama e successo negli ultimi anni di vita e sopra tutto dopo la morte, nel 1983.

Dan Fante ci promise che sarebbe venuto a salutarci all’Aquila, in uno dei suoi viaggi in Italia. Mantenne la promessa l’anno dopo, in giugno. Venne a farci visita, curioso di conoscere da vicino l’Accademia dell’Immagine e l’Istituto Cinematografico, due istituzioni conosciute negli ambienti della settima arte di Hollywood. Gabriele Lucci, fondatore e anima delle due istituzioni, guidò lo scrittore illustrandogli le missioni della scuola d’alta formazione e le attività culturali della Lanterna Magica, con i suoi preziosi archivi cinematografici. Gli espose poi le prospettive per il futuro. Dan ne fu molto interessato. Concluso l’incontro, egli avendo solo poco tempo disponibile per una visita in centro, l’accompagnai alla vicina Basilica di Collemaggio, parlandogli della fondazione della città, della singolare storia civica, della Perdonanza e di papa Celestino V. Provò una grande emozione varcando la soglia della basilica, al tramonto, quando il rosone centrale della facciata disegna la sua ombra sul magnifico pavimento, nitida e stupefacente specie nei giorni vicini al solstizio. Rimase come incantato dalla possenza delle arcate gotiche, dall’altera sobrietà del tempio, dalla raffinatezza del mausoleo di Girolamo da Vicenza dove riposano le spoglie di San Pietro Celestino, davanti le quali si raccolse, in silenzio, in una meditazione che mai avrei immaginato. Invece lo stupì la storia di quest’umile monaco diventato papa per cinque mesi fino a dimettersi il 13 dicembre 1294 – caso unico nella storia della Chiesa – la sua statura spirituale, il messaggio di perdono e di pace lasciato all’umanità con la Bolla istitutiva del primo Giubileo della cristianità, la Perdonanza Celestiniana. Poi, lasciata Collemaggio e infilata via Fortebraccio in macchina, a Piazza Bariscianello fece una breve sosta, còlto ancora da suggestione nell’ammirare l’ampia scalinata e l’imponenza della facciata rinascimentale della Basilica di San Bernardino mentre candida risplendeva sotto i raggi del sole, calante dietro l’orizzonte di Roio.

Da allora, da quella pur breve visita alla città, L’Aquila gli è entrata nel cuore. Lo si è visto, proprio quando vergava sulla parete del cantiere la sua bella testimonianza d’affetto. Dan, tra l’altro, è persona che non conosce le mezze misure, si dà completamente, come la sua esperienza di vita racconta. Avere un padre famoso come John Fante può significare una vita comoda. Ma per Dan le cose sono state più complicate. Intanto per il difficile rapporto con il padre. Capita a tutti i giovani, figurarsi a Dan, con un padre così famoso e “ingombrante”. Nonostante l’agiatezza e le comodità nelle quali è cresciuto, in gioventù Dan ha conosciuto ogni tipo di eccessi, come l’alcolismo, un vizio tramandatogli dal padre, così come da suo fratello Nick, morto investito da un’auto mentre era ubriaco. D’altronde, tutto è raccontato nei suoi romanzi – in Italia sono stati pubblicati Angeli a pezzi (1999), Agganci (2000), Mae West (2008), Buttarsi (2010) e la commedia teatrale Don Giovanni (2009) - attraverso il suo alter-ego Bruno Dante e i personaggi che animano le sue storie, dove riecheggiano esperienze autobiografiche e complicati rapporti familiari.

Più di tutti ne è specchio la storia narrata nella sua commedia Don Giovanni. Lo scrittore Jonathan Dante, gravemente ammalato, festeggia i settant’anni nella villa di Malibù. Al suo fianco, con la moglie Catherine, i due figli Dick e Bruno, la nuora Agnes e la nipote Dalia. In famiglia le tensioni sono pesanti: tra il padre e i due figli, tra Dick e Bruno, tra Agnes e il marito, tra la stessa Agnes e il cognato. Ne emerge un durissimo ritratto di famiglia, toccante e amaro, ma percorso da una potente vena ironica e dalla speranza di un padre che, negli ultimi anni di vita, cerca di recuperare il suo rapporto con i figli. La commedia, scrive Francesco Durante, potrebbe essere letta “come un curioso ma a suo modo fedele contributo alla biografia di John Fante“. E Dan Fante ha dichiarato spesso come la sua commedia nasce anche dall’esigenza d’una sorta di risarcimento nei confronti del padre, per rivelarne “la vera natura senza tacere dei suoi errori ma anche restituendogli integra una dignità di uomo che non coincide con quella del personaggio che tanto è piaciuto ai media nel periodo della ritrovata fortuna post mortem“. Oltre a essere un omaggio a John Fante, Don Giovanni è una critica feroce al sogno americano. Bello e intenso, invece, il rapporto di Dan Fante con sua madre, Joyce Smart. Una donna davvero eccezionale, contraria alle convenzioni sociali appartenenti ai Wasp, i ricchi proprietari terrieri anglosassoni, cui la sua famiglia apparteneva. John Fante, che negli anni Trenta viveva a Roseville, cittadina californiana dove la sua famiglia s’era trasferita dal Colorado, lì conobbe Joyce Smart, la sua futura moglie, una delle prime donne laureate alla Stanford University. La famiglia di lei, ricca e conservatrice, mal sopportava che Joyce frequentasse un giovane scrittore dalle umili origini, figlio d’un emigrato italiano. Ma non ci fu nulla da fare. I due innamorati, Joyce e John, nel 1937 decisero di sposarsi in segreto nel Nevada, a Reno, e di andare a vivere a Los Angeles, dove ebbero i loro quattro figli.

Dan Fante è nato appunto a Los Angeles, nel 1944, e lì è cresciuto. A vent’anni, lasciata la scuola, inizia il turbolento viaggio della sua vita, andando dapprima a risiedere a New York, per dodici anni, poi in giro per gli States. Nella Grande Mela Dan fece tutti i mestieri per sostenersi, talvolta in condizioni molto precarie. Decine di esperienze di lavoro, talvolta scadente, come venditore porta a porta, tassista, lavavetri, telemarketing, investigatore privato, hotel manager notturno, autista occasionale, postino, lavapiatti, parcheggiatore, venditore di mobili ed altre più umili occupazioni. Ogni esperienza della sua vita giovanile è tuttavia trapuntata dagli eccessi, sopra tutto da un uso smodato dell’alcool che è stato per anni il suo demone più assiduo. Vita complicata che ha ispirato la sua scrittura “di strada”, una prosa forte ed avvincente, che nelle diverse modulazioni alimenta, come già il padre John ad un livello eccelso, quel filone della letteratura americana che con Steinbeck, Faulkner, Fitzgerald, Kerouac, Miller, Bukowski e Selby Jr ha tracciato un solco profondo, facendo conoscere l’America, la società americana e le sue ossessioni meglio d’ogni altra corrente letteraria. Dan Fante va dunque da anni affermando una sua dimensione di rilievo nel mondo letterario, come poeta, commediografo e sopra tutto romanziere. La sua scrittura è corrosiva e geniale. Certamente un talento della letteratura contemporanea. Invitato nel 1999 al Festival delle Letterature di Mantova, fu quello il suo primo viaggio in Italia. Poi è tornato più volte, sopra tutto alla ricerca della proprie radici. Così Dan Fante disse in quella occasione: “Per me essere qui, in Italia, è anche come fare una specie di pellegrinaggio sulle tracce di mio padre. Ho pensato molto a lui, stando qui. Mi è tornato in mente il suo amore per l’Italia, per i suoi avi, per il paesello. In Svizzera, a Mendrisio, ho sentito i mandolini e ho pensato molto a lui. A quando raccontava di Napoli, per esempio. Sarà stato tra il ’59 e il ’60, mio padre era in Italia a fare cinema, e ci scriveva dall’Italia, di quanto amasse essere lì, quei posti, quella gente. Ora sono in contatto anche con dei parenti. Pare che a Torricella Peligna, il paese in Abruzzo da cui sono venuti i nostri avi, ci siano ancora dei cugini…”.

E in effetti, da allora, Dan Fante è tornato diverse volte in Italia, in particolare a Torricella Peligna, per partecipare al Festival letterario dedicato a John Fante “Il Dio di mio padre”. L’evento di anno in anno cresce in prestigio, sotto la sapiente direzione artistica di Giovanna Di Lello, che ne è l’anima e il motore sin dalla prima edizione. Anche quest’anno il Festival, insignito della medaglia di riconoscimento del Presidente della Repubblica, si è concluso con uno straordinario successo di pubblico e di critica. Questa sesta edizione – Dan e Victoria Fante ospiti d’onore – iniziata il 19 agosto, è stata particolarmente ricca di appuntamenti e di incontri prestigiosi, a partire dal Premio Letterario “John Fante Opera Prima”, presentato da Giulia Alberico, Masolino d’Amico e Francesco Durante, vinto da Federica Tuzi con il romanzo “Non ci lasceremo mai”, edito da Lantana. Altro appuntamento molto seguito ed apprezzato dal pubblico è stata la lectio magistralis sull’arte del racconto tenuta dal filosofo Gianni Vattimo, introdotto da Giulio Lucchetta, docente di Storia della Filosofia antica ed estetica all’Università di Chieti. Vattimo, che ha conversato con una platea da record per il Festival, ha espresso tutta la sua passione ed ammirazione per John Fante, affermando come lo scrittore fosse in grado di aprire le porte di un mondo, cui il lettore era invitato ad abitare. La serata del 20 agosto è proseguita nella pineta di Torricella Peligna, dove il jazzista Enrico Rava ha duettato con Giovanni Guidi in un concerto omaggio a John Fante, cui hanno presenziato con commozione anche i figli del grande scrittore, Victoria e Dan.

Il Festival si è concluso domenica 21 agosto con una serie di appuntamenti legati al mondo dell’editoria e della scrittura. Ma l’altro prestigioso appuntamento nella giornata conclusiva della sesta edizione è stato l’incontro con il critico letterario Antonio D’Orrico, che nel presentare il suo libro “Come vendere un milione di copie e vivere felici” edito da Mondadori, ha conversato con il pubblico di letteratura, critica ed editoria. L’autore, presentato ironicamente da Francesco Durante come il critico letterario più amato e più odiato d’Italia e che per questo ha “subito” la congiura del silenzio sul suo primo romanzo, ha confessato quanto sia rimasto affascinato vedendo da vicino la macchina da scrivere con la quale John Fante ha “partorito” i suoi migliori racconti. Quella stessa macchina da scrivere, che nel 2007 Dan ha donato al MediaMuseum di Pescara, sulla quale il grande John scrisse il suo ultimo romanzo “The Brotherhood of the Grape” (La confraternita dell’uva). D’Orrico ha poi sottolineato come il ponte ideale fra Italia e Stati Uniti sia proprio il borgo di Torricella Peligna, infine rispondendo alle domande di Dan Fante, curioso di sapere cosa avesse spinto un critico ad avventurarsi sul terreno impervio della scrittura. “Io non ho studiato da critico – ha risposto D’Orricomi ci sono ritrovato, portando avanti la mia passione per la lettura“. Infine un emozionato, commosso e grato Dan Fante ha letto un brano tratto dal memoir “A Family’s Legacy of Writing, Drinking and Surviving” in uscita a settembre negli Usa. Il giorno dopo Dan è venuto all’Aquila. Terremo nel cuore la sua testimonianza d’amore verso la nostra città ferita come uno dei gesti più autentici e preziosi da conservare nella nostra memoria.

Castilenti. Mostra – Mercato “Sapori&Saperi della vallata del Fino” 3 – 4 settembre 2011 Castilenti (TE)

Postato da admin Il 31 agosto 2011 LASCIA UN COMMENTO

Mostra – Mercato “Sapori&Saperi della vallata del Fino

3 – 4 settembre 2011 Castilenti (TE)

Torna a Castilenti (Teramo), per il quarto anno consecutivo, “Sapori e Saperi della Vallata del Fino”, la mostra mercato organizzata dall’associazione culturale Liberamente. Quest’anno la manifestazione si svolgerà nell’area dell’ex convento dei Frati Minori sabato 3 e domenica 4 settembre.

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Torna a Castilenti (Teramo), per il quarto anno consecutivo “Sapori e Saperi della Vallata del Fino”, la mostra mercato organizzata dall’associazione culturale Liberamente. Quest’anno la manifestazione si svolgerà nell’area dell’ex convento dei Frati Minori sabato 3 e domenica 4 settembre.

Oltre 22 aziende locali saranno presenti per promuovere i loro prodotti, con l’intento di far riscoprire le risorse gastronomiche della vallata del Fino e valorizzarne il territorio. La manifestazione nasce, infatti, con lo scopo di offrire una vetrina alle produzioni agricole di qualità e ai prodotti tradizionali dell’entroterra teramano bagnato dal fiume Fino.

Attraverso corsi di degustazione (olio, vino, miele, formaggi, salumi) e laboratori del gusto si cercherà di far conoscere ai visitatori le specificità dei prodotti e di diffondere una cultura della qualità: una riscoperta della genuinità dei sapori e dell’identità di un territorio in tempi in cui, nel mercato globale, si tende all’uniformità e alla standardizzazione dei gusti e dei sapori.

Nei giorni della mostra mercato sarà inoltre possibile rivivere le suggestioni di un passato recente, con la riproposizione di giochi popolari (la ruzzola), di musiche e danze folkloristiche che accompagneranno i percorsi del gusto. Ci saranno anche corsi di tamburello e balli tradizionali.

La mostra verrà aperta alle ore 15 di sabato 3 agosto. Il programma prevede alle 16 il corso di tamburello, alle 17:30 quello di degustazione di miele e formaggio e alle 18 di degustazione vino. Alle 19 ci saranno esibizioni di musica e balli e alle 21 il gruppo musicale “Aranira” allieterà la serata con la musica del centro sud Italia. Dalle 23 seguirà il “dj set: musica etnika”.

Domenica la mostra aprirà alle ore 10 del mattino. Dalle ore 12 verranno aperti anche gli stand enogastronomici. Alle 14 ci sarà la gara dell’antico gioco popolare della Ruzzola “Trofeo Castilenti”. Alle 16:30 spazio al corso di balli popolari, alle 17 ci sarà il corso di degustazione olio e salumi cui seguirà, alle 17:30, il laboratorio del gusto che permetterà di vedere la produzione delle mozzarelle a cura del caseificio Piola. Alle 18 ci sarà il corso di degustazione vino, alle 18:30 quello di tamburello e alle 19 ci sarà una libera esibizione di musica e balli. La serata si concluderà con l’esibizione del gruppo musicale “Li straccapiazz” di Cugnoli.

La manifestazione è un momento di promozione ricco di sapori, odori e colori, contornata da tutto quello che il territorio un tempo poteva offrire (musica, folklore, costumi, giochi popolari): una vera festa dei sensi. Lo scopo è quello di far scoprire una vallata ricca di risorse e incentivare i cittadini ad apprezzare e rivalorizzare le potenzialità del territorio.

Uil Abruzzo CAMBIARE LA MANOVRA!

Postato da admin Il 31 agosto 2011 LASCIA UN COMMENTO

Uil Abruzzo

CAMBIARE LA MANOVRA!

  • Chiarire l’effettiva portata della manovra, per non doverne fare un’altra subito dopo.
  • Non rinviare i tagli ai costi della Politica.
  • Non rinviare la razionalizzazione degli Enti Locali (Province, piccoli Comuni).
  • Non rinviare la riforma fiscale, che dovrà abbassare le tasse sul lavoro e sulle pensioni.
  • Più lotta all’evasione fiscale: tracciabilità per le operazioni sopra 1.000 €; più controlli (oggi sono solo il 10%).
  • Cancellare le recenti modifiche sulle pensioni: è inaccettabile il mancato computo ai fini previdenziali degli anni di laurea e del servizio militare già riscattati.
  • Basta con la vessazione del pubblico impiego (previdenza, contratti, liquidazione, tredicesime).
  • Chiarire che le rappresentanze sindacali in azienda titolari della contrattazione aziendale sono solo quelle appartenenti alle associazioni sindacali firmatarie del CCNL applicato.
  • Sbloccare le risorse nazionali per lo sviluppo: la manovra rischia di avere effetti depressivi, non si può badare solo al rigore, bisogna favorire la crescita.
  • Per l’Abruzzo, lo sblocco delle risorse nazionali deve significare poter disporre finalmente del FAS regionale; chiarire su quali risorse del FAS nazionale potremo far conto per investimenti (non solo in cassa integrazione in deroga, pur fondamentale); far camminare contestualmente il decreto terremoto nella parte ricostruzione e in quella per lo sviluppo (Master Plan); avere certezze sulle infrastrutture effettivamente finanziate.

La Uil Abruzzo partecipa al presidio di domani, giovedì 1 settembre, sotto il Senato, per ottenere i cambiamenti sostanziali della manovra sopra riassunti. In assenza di risposte adeguate, la mobilitazione dovrà proseguire sino al raggiungimento di risultati soddisfacenti, in tutte le forme utili allo scopo, incluso lo sciopero generale, a partire da quello già deciso del pubblico impiego.

UIL ABRUZZO

Teramo. Sicurezza della circolazione stradale: servizi coordinati di controllo con autovelox e telelaser dal 1 al 15 settembre 2011, in attuazione della Direttiva del Ministro dell’Interno 14.8.2009.

Postato da admin Il 31 agosto 2011 1 COMMENTO

Sicurezza della circolazione stradale: servizi coordinati di controllo con autovelox e telelaser dal 1 al 15 settembre 2011, in attuazione della Direttiva del Ministro dell’Interno 14.8.2009.

In attuazione di quanto stabilito nella riunione di coordinamento svoltasi presso questa Prefettura in data 6 ottobre 2009, è stato concordato anche per la prima metà del mese di settembre (periodo dal 1 al 15.09.2011) il calendario, che segue, finalizzato ad una coordinata azione di vigilanza e di controllo della circolazione stradale e dei limiti di velocità, con l’utilizzo di autovelox e telelaser:

Corpi di Polizia Municipale
Basciano

(Autovelox)

S.S. nr. 150 Km 25+800 – 27+500 01, 05, 09, 14 sett. 2011
Campli

(Autovelox)

- S.P. nr. 17/A di Pagannoni

- S.S. nr. 81

- S.P. nr. 17 di Fonte a Collina

- S.P. nr. 3

- S.P. nr. 262

06 sett. 2011

09   “       “

12   “       “

13   “       “

15   “       “

Canzano

(Autovelox)

- S.S. n. 150 Km 19 Piano Corte 08 e 11 sett. 2011
Castellalto

(Autovelox

- S.P. nr. 25/A Casemol.-Villa Zaccheo

- S.S. nr. 150 Castelnuovo Vomano

01, 08, 15 sett. 2011

07, 14         “        “

Crognaleto

(Autovelox)

- S.S. nr. 80 Km. 39+000 – 46+000 04, 10, 11 sett. 2011
Giulianova

(Autovelox)

- Via Orsini, Annunziata

- Lungom. Trieste, Cupa

– Montello, Via per Mosciano

06-13 sett. 2011

Morro D’Oro

(Autovelox)

- S.S. nr. 150 Km. 6+300 – Km 7+700 02,06,13 sett. 2011
Mosciano Sant’Angelo

(Autovelox)

S.P. nr. 262 Dir. Centro Abit. 06 sett. 2011
Notaresco

(Autovelox)

- S.S. nr. 150 Km. 13+360

- S.P. nr. 22 Civico 16

05, 07,12, 14 sett. 2011

01, 08, 15         “       “

Tossicia

(Autovelox)

- S.S. nr. 150 Km. 33+800 tutti i martedì, giovedì

e sabato

Com. Sez. Polizia Stradale

(Telelaser / Autovelox)

- S.S. nr. 16

- S.P. nr. 1

- S.P. nr. 8

01 e 13 sett. 2011

06            “      “

08            “      “

e tutti i giorni su strade statali e provinciali

Polizia Provinciale

(autovelox/telelaser)

S.S. nr. 80 Racc.

S.S. nr. 16

S.P. nr. 22

06 sett.  2011

08    “        “

12    “        “

e tutti i giorni su strade statali e provinciali

Teramo, 31 agosto 2011

Atri. Ospedale Atri, Monticelli difende l’urologia Il disaccordo del sindaco di fronte alla possibilità di riconversione del reparto in day surgery

Postato da admin Il 31 agosto 2011 LASCIA UN COMMENTO

Ospedale Atri, Monticelli difende l’urologia

Il disaccordo del sindaco di fronte alla possibilità di riconversione

del reparto in day surgery

“Quanto ci costerà tutto questo?”. È la domanda che Luciano Monticelli, sindaco di Pineto, pone ai suoi concittadini dopo la notizia di una possibile riconversione del reparto di urologia dell’ospedale di Atri in servizio di day surgey.

L’eventualità ha subito destato la preoccupazione della giunta pinetese, che ha deciso di dire la sua in proposito soprattutto dopo le numerose segnalazioni giunte in questi giorni da parte del personale sanitario del presidio ospedaliero e dei cittadini, fortemente preoccupati dalla situazione.

“Siamo dinanzi a un nuovo tentativo di indebolire la nostra struttura ospedaliera, fino a qualche anno fa “fiore all’occhiello” della sanità abruzzese – contesta il primo cittadino –. La riconversione di un reparto con un’attività chirurgica simile, considerato anche il fatto che nella ASL di questa provincia, oltre ad Atri, l’unico con attività chirurgica è quello di Teramo, porta ovviamente a un accentramento del servizio nel solo capoluogo (dove ad oggi non risultano aumentati i posti letto), con conseguente aumento dei tempi di attesa e, necessariamente, con una diminuzione dell’assistenza in un territorio notoriamente molto vasto, che si estende dalle zone dell’entroterra sino a quelle costiere, costringendo gli utenti a tragitti lunghi e disagevoli”.

Da qui il disappunto dell’amministrazione Monticelli, che si chiede come e dove saranno assistiti i pazienti se l’eventualità dovesse concretizzarsi.

“Inoltre – continua il sindaco –, qualora si decidesse di aumentare i posti letto in altre strutture ospedaliere, bisognerebbe necessariamente assumere nuovo personale. Quanto ci costerà tutto questo? Non è più economico mantenere ciò che abbiamo già (e che funziona bene), magari potenziandolo, piuttosto che attuare queste “rivoluzioni” che, sicuramente, determinerebbero un servizio peggiore ai cittadini?”.

Non solo. Secondo il primo cittadino, oltre a rivelarsi una scelta non razionale, riconvertire una tale struttura sarebbe anche un mancato riconoscimento dell’esperienza e del patrimonio di conoscenza di tutto il personale sanitario. “Si umiliano le professionalità – conclude infatti Monticelli – che, nel corso di tutti questi anni, si sono impegnate al massimo per crescere professionalmente in modo da offrire la migliore assistenza possibile”.

Pineto. Guillermo Terraza a Pineto

Postato da admin Il 31 agosto 2011 LASCIA UN COMMENTO

Guillermo Terraza a Pineto

Venerdi 2 settembre al Teatro Polifunzionale “Vuelvo al Sur”,

il concerto-spettacolo del celebre chitarrista argentino

Dal latin jazz alla bossanova, passando per il folklore argentino e la musica di Astor Piazzolla. È “Vuelvo al Sur”, il concerto-spettacolo organizzato dall’associazione culturale “Guitarras sin Fronteras” in collaborazione con il Comune di Pineto, in programma nella città costiera per venerdi 2 settembre alle ore 21.30 al Teatro Polifunzionale.

La serata chiude il tour estivo del celebre musicista argentino Guillermo Terraza, che si esibirà con il chitarrista pescarese Giuseppe Continenza in un momento musicale speciale per tre chitarre. Sul palco, inoltre, anche la cantante Jenny Forestieri e la coppia di tango e folklore Anibal Castro e Deborah Mazza.

“È uno spettacolo musicale – spiega meglio il musicista argentino – che prende forma partendo dalla fusione di vari generi musicali, quali il candombe, il bolero e la milonga, che hanno dato origine al tango. Un omaggio, dunque, alla mia terra d’origine, l’Argentina e ai paesi del Sud America, oltre che un saluto ai due eccellenti musicisti che mi hanno accompagnato durante il mio tour estivo, il chitarrista Hector Pardo e il batterista Marcelo Cortez”.

“Il tango è il modo migliore di chiudere l’estate pinetese – è il commento dell’assessore alle Manifestazioni Filippo D’Agostino –, un’occasione unica per conoscere o approfondire la cultura argentina in tutti i suoi aspetti. Per questo l’amministrazione comunale ha subito accolto con piacere a proposta di fare tappa a Pineto. L’obiettivo è quello di andare oltre l’accezione più conosciuta del tango in Europa, il ballo, per promuovere la forza vitale di una musica quanto mai popolare e per questo profondamente attuale“.

Teramo. WWF: Impianto di digestione anaerobica (biogas) in prossimità dell’argine del Vomano Il WWF ne chiede una diversa localizzazione

Postato da admin Il 31 agosto 2011 LASCIA UN COMMENTO

Impianto di digestione anaerobica (biogas) in prossimità dell’argine del Vomano

Il WWF ne chiede una diversa localizzazione

Presso l’Amministrazione Provinciale di Teramo e la Regione Abruzzo è attualmente in fase di esame un progetto per la realizzazione di un impianto alimentato a biomasse, di piccole dimensioni (537 kw), presentato dalla Ditta Rolli Alimentari S.p.A..

Il progetto prevede che l’impianto sia realizzato nel Comune di Roseto degli Abruzzi nelle immediate vicinanze dell’argine del Fiume Vomano, in prossimità della sua foce.

La localizzazione dell’impianto appare totalmente errata e contrasta con gli strumenti di pianificazione esistenti.

L’impianto, infatti, dovrebbe sorgere all’interno di un’area di interesse bioecologico secondo il Piano Territoriale Provinciale (PTP) dove “non sono ammesse trasformazioni dello stato di fatto dei luoghi se non finalizzate al risanamento e restauro ambientale, alla difesa idrogeologica, alla salvaguardia e corretto uso delle risorse e dei valori biologici, ambientali e paesaggistici”: anzi, in tale area il PTP prevede addirittura che gli insediamenti già esistenti debbano essere rilocalizzati, per cui appare assolutamente fuori luogo ipotizzare lì la realizzazione di nuovi impianti.

Sempre il PTP individua l’area, che come tutte le foci dei fiumi ha forti valenze ambientali, come sito da sottoporre ad un “Piano d’area a matrice ambientale e paesistica”.

Ma non solo! Nel Piano Stralcio di Difesa Alluvioni (PSDA) l’area dove si vorrebbe costruire l’impianto è stata indicata come zona a rischio esondazioni.

Non sono passati molti mesi da quando la provincia di Teramo ha subito gravi danni a causa dell’alluvione: appare quindi paradossale che si continui a consentire la costruzione di manufatti in adiacenza di corsi d’acqua contribuendo poi ad aggravare i danni.

Del resto il Comune di Roseto degli Abruzzi ha una superficie di oltre 52 km quadrati: possibile che non si trovi un altro posto dove realizzare l’impianto? Tra l’altro il sito è abbastanza distante dallo stabilimento della Rolli, e quindi i prodotti necessari alla produzione del biogas dovrebbero essere trasportati con mezzi pesanti, necessitando, inoltre, della realizzazione di una strada con ulteriore danno ambientale.

Pertanto il WWF, che nelle scorse settimane ha già inviato una nota all’Amministrazione Provinciale di Teramo, chiede alla ditta ed agli Enti preposti al rilascio delle autorizzazione di individuare una diversa ubicazione dell’impianto, localizzandolo in aree non sensibili dal punto di vista ambientale e idrogeologico.

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