Giulianova. Il Circolo Nautico Migliori col vento in poppa. Intervista a Pietro Campanaro, coordinatore delle attività sociali.
Giulianova. Il Circolo Nautico Migliori col vento in poppa. Intervista a Pietro Campanaro, coordinatore delle attività sociali.
di Walter De Berardinis

Dott. Pietro Campanaro
Abbiamo incontrato, durante lo svolgimento della tappa della XII edizione Trofeo dei Tre Mari, il Coordinatore delle Attività Sociali del Circolo nautico Migliori, il dott. Pietro Campanaro. L’importante Trofeo dei tre mari coincide anche con il Trofeo Colombati che si svolge da anni in memoria del mai dimenticato Prof. Mauro Colombati, noto medico che aveva dato lustro al presidio ospedaliero cittadino ed aveva ricoperto la carica di Presidente del Circolo.
Che bilancio fate di questa ultima edizione?
Un bilancio più che positivo, a parte le condizioni meteo che hanno condizionato le regate la partecipazione è stata numerosa (41 Cadetti e 57 Juniores) provenienti da diversi ed importanti Circolo Velici e associazioni sportive che si affacciano sul tirreno, ionio e adriatico. Se andiamo a considerare anche la presenza degli istruttori dei ragazzi, genitori ed accompagnatori il movimento per le strutture ricettive di Giulianova è stato elevato e poi è importante ricordare che questo trofeo ha una visibilità nazionale in quanto organizzato dalla FIV (Federazione Italiana Vela).

Quindi l’apparato organizzativo è stato all’altezza dell’evento?
L’organizzazione dell’evento ha alle spalle la FIV senza la quale, manifestazioni così importanti, sarebbe praticamente impossibile organizzare. Un particolare impegno lo ha messo Francesco Ettorre, giuliese purosangue, consigliere nazionale FIV che ha coordinato tutte le operazioni. Il Circolo Nautico, essendo la base logistica della manifestazione, si è impegnato nell’accoglienza dei partecipanti e degli accompagnatori, ma soprattutto nel soddisfare le esigenze del comitato di giuria con le richieste dei giudici di gara. Anche i nostri soci e le loro barche, usate per i giudici di gara, hanno dato il loro contributo: distribuito panini e bibite ai partecipanti, hanno organizzato la premiazione con coppe e trofei e offerto un buffet finale. L’impegno è stato tanto ma la riuscita ottima, sono fiero di tutti i soci.
Quindi un gruppo affiatato pronto per nuovi eventi, ma nei prossimi mesi sono previste altre iniziative?
Il Circolo è sempre attivo in tanti campi, già da tempo sono state organizzate delle serate tematiche aperte a tutti per affrontare diversi argomenti inerenti il mare e la navigazione: come la meccanica a bordo, interpretare le carte meteo, i siti meteo, ecc.. Le serate tematiche avranno una pausa estiva e riprenderanno a ottobre con nuovi ed interessanti argomenti. Sul fronte dell’attività sportiva in estate ci sarà la scuola di vela e regate per i soci. Il Circolo è impegnato anche nel sociale per cui è stata organizzata una serata sulla donazione degli organi (ADMO) che si terrà l’11 giugno 2010, sulla banchina del porto. Portiamo avanti anche dei progetti gastronomici come le serate a base di baccalà che lo chef del ristorante del circolo prepara riproponendo piatti tipici della tradizione culinaria locale e piacevoli innovazioni e tutti i sabato il Circolo offre un aperitivo presso la propria sede aperto a tutti come momento di socializzazione tra soci e simpatizzanti.

Tu che vivi un rapporto privilegiato con il mare, secondo te, quale sarà il futuro dello scalo portuale giuliese?
Giulianova è considerato a livello regionale il Porto della vela, ma purtroppo riconoscimenti ufficiali, nonostante le promesse, non sono mai arrivati. Il diporto e la pesca sportiva sono sicuramente il futuro del porto di Giulianova, vista la drastica riduzione della marineria, del pescato e degli stessa flottiglia di pescherecci. Il porto, per la sua felice posizione geografica, è un sfogo naturale consentendo un notevole bacino di utenza anche dell’entroterra abruzzese e laziale, ed infatti molti armatori sono aquilani o romani che preferiscono ormeggiare le loro imbarcazioni a Giulianova, piuttosto che a Fiumcino o nei porti più vicini. Sicuramente c’è il problema dei costi e della “vivibilità”, poi è un fantastico trampolino di lancio per le coste croate. Ecco le politiche spesso campanilistiche di chi gestisce questo “tesoro” dovrebbero arrivare a capire che ci sono delle potenzialità notevoli che vanno valorizzate.




