Giulianova. Gli eventi al Nome della Rosa di Giulianova, da venerdì 8 gennaio 2010
Circolo virtuoso Il nome della Rosa
Giulianova Alta, Via Gramsci 46/a
Info Line 338/9727534
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Salve a tutti; l’evento in oggetto non è solo un evento da FRUIRE ma un evento al quale PARTECIPARE come parte attiva; avete letto “L’antologia di Spoon River”? Avete ascoltato “Non al denaro non all’amore nè al cielo”? Avete voglia di leggere una poesia del primo o un testo del secondo? Volete trasporre in forma di racconto? Potete fare quello che vi pare e partecipare alla jam session letteraria dell’8 gennaio presso i locali del Circolo. Una serata tra il ricordo di Faber e di Fernanda Pivano. Aspettiamo la tua adesione confermandola qui o scrivendo a info@ilnomedellarosa.com oppure a nomenrosae@gmail.com oppure, ancora, venendo a sorpresa senza dirci nulla!
Venerdì 8 ORE 21,30
All’interno della rassegna
“. QUANDO IN ANTICIPO SUL TUO STUPORE”
Tributo a Fabrizio De André
JAM SESSION LETTERARIA
“L’ANTOLOGIA DI SPOON RIVER”
di E.L. Masters
A cura di:
Simone CICCOLONE
Simone GAMBACORTA
C’è un uomo sulla collina. Il suo è un cammino silenzioso, notturno. Guarda in terra, vuol ascoltare parole che raccontano destini scomparsi, parole che salgono verso di lui come falene…
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Sabato 9 ORE 21,30
All’interno della rassegna
“. QUANDO IN ANTICIPO SUL TUO STUPORE”
Tributo a Fabrizio De André
CONCERTO
Il colore del vento.
Divagazioni al pianoforte su temi di un Suonatore Poeta molto più curioso di voi.
Michele Scurti, pianoforte.
La musica non è simbolica, la musica rappresenta se stessa – è un fenomeno protonatale, anticipa la ragione – evoca, ma non simbolicamente.
Fabrizio De André
È un dato di fatto ormai incontrovertibile: a quasi undici anni dalla sua scomparsa, Fabrizio De André è un pilastro fondamentale del panorama culturale nazionale…
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Domenica 10 ORE 21,30
All’interno della rassegna
“. QUANDO IN ANTICIPO SUL TUO STUPORE”
Tributo a Fabrizio De André
FILM
“EFFEDIA”
Sulla mia cattiva strada
A cura di:
Roberto IACONI
Fabrizio De André racconta Fabrizio De Andrè nel primo documentario biografico prodotto da Dori Ghezzi e diretto da Teresa Marchesi…
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Il colore del vento.
Divagazioni al pianoforte su temi di un Suonatore Poeta molto più curioso di voi.
Michele Scurti, pianoforte.
La musica non è simbolica, la musica rappresenta se stessa – è un fenomeno protonatale, anticipa la ragione – evoca, ma non simbolicamente.
Fabrizio De André
È un dato di fatto ormai incontrovertibile: a quasi undici anni dalla sua scomparsa, Fabrizio De André è un pilastro fondamentale del panorama culturale nazionale. La sua musica e le sue parole si sono innestate nei nostri cromosomi, riaffiorando nelle occasioni più disparate (a chi di noi non è mai capitato di imbattersi in qualcuno che cita un verso o un tema di De André?), esplicitando così un legame ininterrotto con la sua opera. Oggi sicuramente nessun altro autore contemporaneo può vantare un numero altrettanto consistente di riconoscimenti istituzionali, di convegni e di manifestazioni a lui intitolate e di formazioni musicali dedite al suo repertorio.
Proprio in questo contesto presente e vivo prova ad inserirsi la performance Le parole del vento, che il Circolo culturale Il nome della Rosa ha voluto realizzare, nel solco di un ormai ben avviato ciclo di manifestazioni dedicate a Faber.
Lo spirito dell’esibizione credo stia tutto nella citazione iniziale, appuntata su un foglietto emerso dai suoi archivi e in una conseguente considerazione personale e pacifica: le parole delle sue canzoni reggono di certo assai bene da sole e rifulgono di luce propria, ma assumono una forza espressiva notevolmente superiore quando sono sostenute dalla musica. La musica, in sostanza, senza essere simbolica, “dice” qualcosa che le parole stesse non dicono e le parole di De André sembrano formare un tutt’uno con i temi delle canzoni, come se ogni sillaba debba essere cantata proprio con quella nota plasmata attorno ad essa, non con altre. In questo modo il suono, puro fenomeno acustico senza contenuto, veicola la parola e ne accresce il senso, amplificandolo con l’emozione dell’ascolto e, paradossalmente, aggiunge significato a significato, risvegliando il nostro immaginario. Giustamente, quindi, scriveva Fabrizio: la musica evoca. Se davvero è così, non è improprio sostenere che la musica e le parole stanno l’una alle altre proprio come nell’eccelsa immagine contenuta nella canzone Il sogno di Maria: il colore del vento.
Forse la musica, allora, può bastare a se stessa per rappresentare, ricordare, evocare le parole di Fabrizio. Ecco perché la performance sar



